14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 11:21
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La Conferenza

A Monaco Rubio chiama a un'alleanza atlantica rinvigorita: «Vogliamo che l’Europa sia forte»

Relazioni transatlantiche e crisi internazionali in primo piano: dalla guerra in Ucraina al rilancio di un'alleanza occidentale rinvigorita, tra gli interventi del segretario di Stato americano , von der Leyen, Zelensky e il confronto con Pechino

14 Febbraio 2026, 09:47

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A Monaco Rubio chiama a un'alleanza atlantica rinvigorita: «Vogliamo che l’Europa sia forte»

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Relazioni transatlantiche, crisi internazionali e la guerra in Ucraina dominano la seconda giornata della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, che si apre con l’atteso intervento del segretario di Stato americano Marco Rubio su «Gli Stati Uniti nel mondo», seguito da un colloquio con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi sul ruolo globale di Pechino. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il premier britannico Keir Starmer discuteranno di come «esercitare il potere in un mondo in disordine». Successivamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prenderà parte a un dibattito dedicato alla costruzione di un sostegno duraturo all’Ucraina, insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte e alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Il rafforzamento dell’architettura di sicurezza transatlantica sarà al centro di un confronto con il premier spagnolo Pedro Sánchez, il presidente finlandese Alexander Stubb e la premier danese Mette Frederiksen.

Un ulteriore panel su «difesa dell’Europa e sostegno all’Ucraina» vedrà intervenire il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, il presidente lituano Gitanas Nausėda, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski e il capo della diplomazia ucraina Andrii Sybiha. Nel suo discorso inaugurale, Rubio ha definito il trionfo del dopoguerra una «pericolosa illusione». «L’euforia di questo trionfo ci ha portato alla pericolosa illusione di essere entrati nella “fine della storia” e che ogni nazione fosse una democrazia liberale, che i legami formati dal commercio e solo dal commercio avrebbero sostituito la nazionalità, che l’ordine globale basato sulle regole, un termine abusato, avrebbe sostituito l’interesse nazionale e che saremmo vissuti in un mondo senza confini, dove tutti sarebbero diventati cittadini del mondo», ha dichiarato. «Questa era un’idea folle che ignorava sia la natura umana», ha aggiunto, sottolineando: «Abbiamo commesso questi errori insieme e ora, insieme, abbiamo il dovere nei confronti del nostro popolo di affrontare la realtà e andare avanti». Rubio ha quindi rimarcato il legame strategico tra le due sponde dell’Atlantico: «Siamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale. Siamo connessi. Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l’Europa debba sopravvivere. In definitiva, il nostro destino è intrecciato al vostro».

Gli Stati Uniti «non cercano di dividere, ma di rivitalizzare una antica amicizia», ha aggiunto Rubio affermando che «non vogliamo che gli alleati razionalizzino lo status quo in crisi, piuttosto che fare i conti con ciò che è necessario per risolverlo». Gli Stati Uniti vogliono «un’alleanza rinvigorita che riconosca che ciò che ha afflitto le nostre società non è solo un insieme di cattive politiche, ma un malessere di disperazione e autocompiacimento».

E alla fine del suo intervento Rubio ha registrato una standing ovation. Il presidente del Msc Wolfgang Ischinger ha chiesto a Rubio se «abbia colto il sospiro di sollievo in quest’aula mentre ascoltavamo quello che interpreterei come un messaggio di rassicurazione, di partenariato. Il fatto che lei abbia parlato di relazioni interconnesse tra Stati Uniti ed Europa mi ricorda le dichiarazioni fatte decenni fa dai suoi predecessori, quando la discussione verteva su: l’America è davvero una potenza europea? L'America è una potenza in Europa? Grazie per aver offerto questo messaggio di rassicurazione sulla nostra partnership», ha sottolineato.