il caso
Terrore al supermercato a Bergamo: uomo tenta di strappare dalle mani della madre una bimba di 18 mesi
L'uomo è stato bloccato dal padre e dai passanti, poi l'intervento della Polizia: un gesto senza un perché
Una famiglia sta per uscire dall’Esselunga di via Corridoni, sono le 13:00 di un giorno di spesa come tanti. Un uomo afferra la bimba di 18 mesi per le gambe e tira. Il padre scatta, i passanti si lanciano, la sicurezza interviene. Pochi secondi, e la paura ha già cambiato tutto.
Nel cuore di Bergamo, davanti all’Esselunga di via Corridoni un 37enne ha tentato di portare via una bimba, ma è stato immobilizzato e arrestato. Le prime verifiche diranno che la piccola di appena 18 mesi ha riportato una frattura del femore. L’uomo è un cittadino di origine romena, senza fissa dimora e fino ad allora incensurato. Le accuse ipotizzate: tentato sequestro di persona e lesioni personali aggravate. Le telecamere di videosorveglianza fissano tutto. L’arresto scatta, la custodia cautelare segue.
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la famiglia stava uscendo dal punto vendita quando ha incrociato lo sconosciuto che stava entrando. Senza preavviso, l’uomo avrebbe allungato le braccia, afferrando per le gambe la bambina nel tentativo di trascinarla verso l’interno. La reazione della madre fa da diga: trattiene la figlia, grida aiuto. Il padre è a un passo, avanza e placca l’uomo. Alcuni clienti intervengono, poi gli addetti alla sicurezza. Insieme lo immobilizzano fino all’arrivo della Polizia che mette in sicurezza la bambina e prende in consegna il sospetto. La dinamica, ricostruita anche grazie alle immagini interne di sorveglianza, risulta coerente con le testimonianze sul posto.
Nella concitazione, il corpo minuscolo della bambina paga il prezzo più alto: in ospedale i medici rilevano una frattura del femore, compatibile con la violenza degli strattoni. Sulle condizioni generali della piccola filtra un cauto ottimismo: sarà un percorso di cura, ma i sanitari la prendono in carico tempestivamente.
L’aggressore è un 37enne di cittadinanza romena, senza fissa dimora. Dalle prime informazioni non risulta un precedente penale: è un profilo anomalo per la tipologia di reato ipotizzato, e proprio per questo gli inquirenti scandagliano con attenzione contesti, moventi, eventuali elementi di fragilità personale o ambientale. L’assenza di precedenti non attenua la gravità del gesto; piuttosto, ne rende ancora più urgente la lettura investigativa e clinica, nella prospettiva dell’Autorità Giudiziaria. In attesa della convalida, l’uomo è stato tradotto nel carcere di Bergamo.