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Il caso

Bimbo con cuore «bruciato», l'organo trasportato in un "comune" box di plastica

L'avvocato della famiglia chiede il motivo per cui in questi due mesi non sia stato valutato un cuore artificiale per il bimbo che resta ricoverato al "Monaldi" di Napoli

15 Febbraio 2026, 12:39

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Bimbo con cuore «bruciato», l'avvocato: «Perché non è stato valutato il cuore artificiale?»

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«Mi chiedo se, nei due mesi trascorsi dal trapianto del cuore danneggiato, siano state esplorate tutte le altre strade per salvare la vita del bambino, inclusa quella di un cuore artificiale sperimentale come quello su cui lavora il professor Russo del Niguarda».

A dirlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo al quale due mesi fa è stato impiantato un cuore «bruciato».

L’ipotesi richiamata da Petruzzi — riportata oggi da alcuni quotidiani — resta da verificare, come ammette lo stesso legale: «Il professor Russo si è detto disponibile a una valutazione, ma ovviamente avrebbe bisogno di ricevere la cartella clinica dal Monaldi. Vedremo se potrà esprimere un suo parere. Ma in ogni caso non possiamo non chiederci se dal 23 dicembre a oggi ci si sia limitati ad attendere un cuore nuovo o siano state esperite tutte le reali possibilità».

A proposito delle condizioni in cui il primo cuore da trapiantare è stato trasportato, lo scorso 23 dicembre, si apprende che l'organo sarebbe stato custodito in un "comune" contenitore di plastica rigida e non in un box "tecnologico" in grado di mantenere costanti e monitorate le temperature. E' questo uno dei profili che emergono dopo il sequestro del contenitore, eseguito nei giorni scorsi dal Nas di Napoli. Il nodo cruciale però non risiederebbe tanto nella tipologia del box usato, quanto nell’uso, invece del ghiaccio tradizionale, di quello secco, che arriva fino a -80 gradi e che avrebbe quindi "bruciato" l’organo.

Dall’ospedale Niguarda di Milano, interpellato dall’ANSA, arriva poi la precisazione che non c’è stata «nessuna interlocuzione e nessuna presa in carico» del bambino sottoposto al trapianto al Monaldi di Napoli.

La struttura milanese esclude al momento qualsiasi contatto con il professor Claudio Russo, cardio-angiochirurgo del Niguarda. Quest’ultimo, puntualizza ancora l’ospedale, si occupa di cardiochirurgia dell’adulto e non pediatrica, «mentre è il Bambino Gesù ad avere l’esperienza più grande in Italia sul tema cuore artificiale per i bambini e ha già preso posizione al riguardo».

Secondo quanto scrivono oggi la Stampa e il Messaggero, l’avvocato Petruzzi era entrato in contatto — tramite l’associazione Nodi d’amore — con il professor Russo, che si sarebbe detto disponibile a valutare il caso.