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BERGAMO

«Non pensi, lo fai e basta»: così un padre ha fermato un uomo che cercava di rapire la figlia di un anno e mezzo

La testimonianza del padre dopo il tentato rapimento all'Esselunga: «Paura enorme, ma ora lei sorride col suo gesso»

15 Febbraio 2026, 21:43

«Non pensi, lo fai e basta»: così un padre ha fermato un uomo che cercava di rapire la figlia di un anno e mezzo

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La porta scorrevole si apre, il nastro delle casse smaltisce l’ultima spesa del sabato, un carrello cigola. La madre stringe la manina della figlia, il padre segue a un passo. Un uomo entra, s’incrocia con loro, si piega, afferra la bambina per la gamba destra e strattona. La madre non molla, urla. Il padre scatta. In cinque, dieci secondi al massimo, l’ordinaria geografia di una corsia si deforma in allarme. L’aggressore viene bloccato tra l’ingresso e l’uscita. La bimba piange: ha il femore rotto. È il pomeriggio di sabato 14 febbraio, all’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo. Le telecamere di sorveglianza registrano tutto; quelle immagini, diffuse poche ore dopo, raccontano senza commento la violenza e la prontezza di chi ha reagito.

La dinamica: pochi istanti, una reazione decisiva

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la famiglia stava uscendo dal punto vendita quando l’uomo — identificato come un cittadino romeno senza fissa dimora — ha incrociato il loro percorso e, improvvisamente, ha afferrato la piccola di un anno e mezzo per le gambe, tentando di sottrarla alla madre e trascinarla verso l’interno. Le urla hanno richiamato l’attenzione: il padre è intervenuto per primo, poi gli addetti alla sicurezza e alcuni clienti. La colluttazione è durata pochi secondi, sufficienti però a provocare alla piccola la frattura di un femore. L’uomo è stato immobilizzato fino all’arrivo della Polizia di Stato e condotto in Questura.

Gli investigatori hanno acquisito le registrazioni della videosorveglianza, che mostrano la sequenza: l’incontro casuale all’ingresso, l’abbassarsi dell’uomo, lo strattone alla gamba, la resistenza della madre, l’intervento del padre e della sicurezza. Scene nette, essenziali, che corroborano le testimonianze già raccolte e che hanno consentito di ipotizzare i reati di tentato sequestro di persona aggravato e lesioni personali aggravate.

Chi è l’arrestato: generalità, stato, il nodo sull’età

Le fonti concordano sull’identità in termini di nazionalità e condizione: un uomo senza fissa dimora, di origine romena, ritenuto incensurato in Italia. Resta una discrepanza sull’età riportata: diverse testate locali e nazionali indicano 47 anni, mentre altre parlano di 37. È un punto secondario per l’inquadramento penale, ma significativo sul piano dell’accuratezza: una divergenza che potrà essere sciolta con la convalida dell’arresto e gli atti ufficiali. Nel frattempo, l’uomo si trova in carcere in attesa del Gip.

Le condizioni della bambina: frattura del femore, prognosi e rientro a casa

Portata in ospedale dopo l’intervento della polizia, alla bambina è stata diagnosticata la frattura del femore. Le condizioni generali sono buone: è stata ingessata e, secondo quanto riferito dai genitori, «sorride e gioca» nonostante l’ingombro del gesso. Dopo gli accertamenti, è stata dimessa e si trova a casa con la famiglia.

Le voci dei genitori: «Non pensi, intervieni, fai»

«Sono stati attimi davvero concitati, abbiamo avuto paura, tanta paura», racconta il padre — identificato con il nome di battesimo, Matteo — che ha spiegato come la reazione sia stata immediata, quasi automatica: «Vedere in pericolo la propria figlia è stata dura e l’intervento è stato immediato: non pensi, intervieni, fai». I genitori, quarantenni, hanno presentato denuncia in Questura e hanno ringraziato le persone che si sono fermate ad aiutare. Parole misurate, che restituiscono insieme lo shock e la lucidità di chi ha compreso soltanto dopo la gravità di quanto stava avvenendo.

L’intervento della Mobile: «Un sistema che ha funzionato»

Per il dirigente della Squadra Mobile della Questura di Bergamo, Marco Cadeddu, l’episodio è «molto grave», ma ha mostrato un circuito di sicurezza che ha funzionato: clienti, vigilanza privata, poi polizia e autorità giudiziaria, con un coordinamento rapido che ha consentito di «ricostruire nel dettaglio» quanto accaduto e procedere all’arresto. Una lettura che non cancella l’allarme, ma riconosce l’efficacia della risposta dei presenti e delle istituzioni.

La sindaca: «Fatto di estrema gravità, serve prevenzione del disagio»

La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha espresso «vicinanza» alla bambina e alla famiglia e ha parlato di «un fatto di estrema gravità», inserendolo in un contesto in cui la città — come altre realtà italiane — registra un aumento di situazioni di fragilità e disagio sociale. Un terreno scivoloso che, sottolinea la prima cittadina, non può però tradursi in reati. La sindaca, che negli ultimi mesi ha più volte legato i temi della sicurezza urbana e del sociale in un quadro di prevenzione, auspica provvedimenti che evitino la reiterazione.

In fase di convalida, il Gip dovrà valutare anche i profili cautelari: il rischio di reiterazione, l’assenza di radicamento sul territorio e lo stato di senza fissa dimora potranno incidere sull’applicazione delle misure. È attesa per le prossime ore l’udienza di convalida, dalla quale potranno emergere dettagli sull’età esatta e sugli eventuali precedenti del fermato.

Le immagini che hanno fatto il giro delle redazioni

La scena è rimasta impressa nelle clip rilanciate dalle principali testate nazionali: la mamma che si piega, l’uomo che strattona, il padre che chiude lo spazio, il personale che sopraggiunge. Un alternarsi di fotogrammi che ha tolto ogni ambiguità a una dinamica spesso rievocata a caldo in modo frammentario. Il video, valorizzato dagli inquirenti come riscontro, è diventato anche un monito visivo sulla prontezza delle reazioni collettive in luoghi affollati.