BERGAMO
«Non pensi, lo fai e basta»: così un padre ha fermato un uomo che cercava di rapire la figlia di un anno e mezzo
La testimonianza del padre dopo il tentato rapimento all'Esselunga: «Paura enorme, ma ora lei sorride col suo gesso»
La porta scorrevole si apre, il nastro delle casse smaltisce l’ultima spesa del sabato, un carrello cigola. La madre stringe la manina della figlia, il padre segue a un passo. Un uomo entra, s’incrocia con loro, si piega, afferra la bambina per la gamba destra e strattona. La madre non molla, urla. Il padre scatta. In cinque, dieci secondi al massimo, l’ordinaria geografia di una corsia si deforma in allarme. L’aggressore viene bloccato tra l’ingresso e l’uscita. La bimba piange: ha il femore rotto. È il pomeriggio di sabato 14 febbraio, all’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo. Le telecamere di sorveglianza registrano tutto; quelle immagini, diffuse poche ore dopo, raccontano senza commento la violenza e la prontezza di chi ha reagito.
La dinamica: pochi istanti, una reazione decisiva
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la famiglia stava uscendo dal punto vendita quando l’uomo — identificato come un cittadino romeno senza fissa dimora — ha incrociato il loro percorso e, improvvisamente, ha afferrato la piccola di un anno e mezzo per le gambe, tentando di sottrarla alla madre e trascinarla verso l’interno. Le urla hanno richiamato l’attenzione: il padre è intervenuto per primo, poi gli addetti alla sicurezza e alcuni clienti. La colluttazione è durata pochi secondi, sufficienti però a provocare alla piccola la frattura di un femore. L’uomo è stato immobilizzato fino all’arrivo della Polizia di Stato e condotto in Questura.
Gli investigatori hanno acquisito le registrazioni della videosorveglianza, che mostrano la sequenza: l’incontro casuale all’ingresso, l’abbassarsi dell’uomo, lo strattone alla gamba, la resistenza della madre, l’intervento del padre e della sicurezza. Scene nette, essenziali, che corroborano le testimonianze già raccolte e che hanno consentito di ipotizzare i reati di tentato sequestro di persona aggravato e lesioni personali aggravate.
Chi è l’arrestato: generalità, stato, il nodo sull’età
Le fonti concordano sull’identità in termini di nazionalità e condizione: un uomo senza fissa dimora, di origine romena, ritenuto incensurato in Italia. Resta una discrepanza sull’età riportata: diverse testate locali e nazionali indicano 47 anni, mentre altre parlano di 37. È un punto secondario per l’inquadramento penale, ma significativo sul piano dell’accuratezza: una divergenza che potrà essere sciolta con la convalida dell’arresto e gli atti ufficiali. Nel frattempo, l’uomo si trova in carcere in attesa del Gip.
Le condizioni della bambina: frattura del femore, prognosi e rientro a casa
Portata in ospedale dopo l’intervento della polizia, alla bambina è stata diagnosticata la frattura del femore. Le condizioni generali sono buone: è stata ingessata e, secondo quanto riferito dai genitori, «sorride e gioca» nonostante l’ingombro del gesso. Dopo gli accertamenti, è stata dimessa e si trova a casa con la famiglia.
Le voci dei genitori: «Non pensi, intervieni, fai»
«Sono stati attimi davvero concitati, abbiamo avuto paura, tanta paura», racconta il padre — identificato con il nome di battesimo, Matteo — che ha spiegato come la reazione sia stata immediata, quasi automatica: «Vedere in pericolo la propria figlia è stata dura e l’intervento è stato immediato: non pensi, intervieni, fai». I genitori, quarantenni, hanno presentato denuncia in Questura e hanno ringraziato le persone che si sono fermate ad aiutare. Parole misurate, che restituiscono insieme lo shock e la lucidità di chi ha compreso soltanto dopo la gravità di quanto stava avvenendo.
L’intervento della Mobile: «Un sistema che ha funzionato»
Per il dirigente della Squadra Mobile della Questura di Bergamo, Marco Cadeddu, l’episodio è «molto grave», ma ha mostrato un circuito di sicurezza che ha funzionato: clienti, vigilanza privata, poi polizia e autorità giudiziaria, con un coordinamento rapido che ha consentito di «ricostruire nel dettaglio» quanto accaduto e procedere all’arresto. Una lettura che non cancella l’allarme, ma riconosce l’efficacia della risposta dei presenti e delle istituzioni.
La sindaca: «Fatto di estrema gravità, serve prevenzione del disagio»
La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha espresso «vicinanza» alla bambina e alla famiglia e ha parlato di «un fatto di estrema gravità», inserendolo in un contesto in cui la città — come altre realtà italiane — registra un aumento di situazioni di fragilità e disagio sociale. Un terreno scivoloso che, sottolinea la prima cittadina, non può però tradursi in reati. La sindaca, che negli ultimi mesi ha più volte legato i temi della sicurezza urbana e del sociale in un quadro di prevenzione, auspica provvedimenti che evitino la reiterazione.
In fase di convalida, il Gip dovrà valutare anche i profili cautelari: il rischio di reiterazione, l’assenza di radicamento sul territorio e lo stato di senza fissa dimora potranno incidere sull’applicazione delle misure. È attesa per le prossime ore l’udienza di convalida, dalla quale potranno emergere dettagli sull’età esatta e sugli eventuali precedenti del fermato.
Le immagini che hanno fatto il giro delle redazioni
La scena è rimasta impressa nelle clip rilanciate dalle principali testate nazionali: la mamma che si piega, l’uomo che strattona, il padre che chiude lo spazio, il personale che sopraggiunge. Un alternarsi di fotogrammi che ha tolto ogni ambiguità a una dinamica spesso rievocata a caldo in modo frammentario. Il video, valorizzato dagli inquirenti come riscontro, è diventato anche un monito visivo sulla prontezza delle reazioni collettive in luoghi affollati.