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Guerra in Ucraina, finiti a Ginevra i negoziati trilaterali con Russia e Usa: posizioni divergenti su Donbas, cessate il fuoco ancora lontano
L'accordo sul monitoraggio Usa, ma i combattimenti proseguono
Posizioni ancora «divergenti» tra Ucraina e Russia per la fine del conflitto tra i due paesi: a dirlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla fine di due giorni di negoziati a Ginevra che si sono svolti con la mediazione degli Usa. Secondo quanto riferito dal presidente ucraino il disaccordo riguarda soprattutto il Donbas.
«Vediamo che è stato svolto un lavoro preparatorio, ma per ora le posizioni divergono» è la dichiarazione di fine summit da parte di Zelensky, che dietro il linguaggio diplomatico nasconde il sostanziale stallo sulle questioni delicate dei territori dell'Ucraina orientale e della centrale nucleare di Zaporizhzhia, da cui la delegazione russa chiede da tempo un ritiro ucraino, anche dalle zone non controllate dall'esercito di Mosca.
Le discussioni di Ginevra si sono svolte all’interno di due gruppi di lavoro, uno sugli aspetti politici della risoluzione del conflitto e l'altro sugli aspetti militari. Per quanto riguarda l’aspetto militare, Zelensky ha affermato che le due parti hanno concordato «praticamente tutti i punti» per l’attuazione e il monitoraggio di un potenziale cessate il fuoco. Monitoraggio che dovrebbe coinvolgere la partecipazione degli Stati Uniti, e che Zelensky ritiene «un segnale positivo», ma che richiederebbe una volontà politica condivisa che al momento non sembra vicina.
Se infatti il capo della delegazione russa Vladimir Medinsky ha descritto i negoziati come «difficili ma professionali», il governo di Mosca continua a fare muro davanti alla possibilità di un cessate il fuoco. Secondo quanto riporta l'agenzia russa Ria Novosti, la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova ha respinto l'idea che le armi possano fermarsi prima di un accordo politico: «Pensano davvero che la Russia metterà tutto in pausa e starà a guardare il regime di Kiev che si arma? Dovranno trovare degli idioti da qualche parte all’interno dei propri confini per attuare tali decisioni».
A parlare è anche il campo di battaglia, con gli attacchi russi sull'Ucraina che non si sono fermati durante i negoziati. La Russia stamattina ha rivendicato il controllo di due località: secondo il ministero della Difesa di Mosca, sono in mano alle forze russe Kharkivka, nella regione di Sumy, e Krynychne, in quella di Zaporizhia. Nella notte un attacco aereo con un missile balistico e 126 droni è stato lanciato dalle forze russe contro l'Ucraina, causando, secondo il servizio di emergenza ucraino, due morti nelle regioni di Zaporizhia e Dnipropetrovsk, con danni a edifici residenziali e sette feriti. Dall'altro lato del confine, Mosca ha detto che le forze di Kiev hanno lanciato 37 droni contro il territorio russo e 6 contro la Crimea, annessa dalla Russia fin dal 2014. Tutti i velivoli senza pilota, annuncia il ministero della Difesa, sono stati intercettati. La maggior parte, cioè 21, sono stati abbattuti sulla regione di confine di Bryansk.