Alimentare
Carne di cavallo, l'assist del senatore della Lega che cita le polpette di Catania
Gian Marco Centinaio contro le proposte alla Camera: vietare la carne equina cancellerebbe tradizioni culinarie e identità locali
«Vietare il consumo di carne equina significherebbe cancellare un pezzo della storia della cucina italiana, Patrimonio dell'Umanità, e anche dell'identità di alcuni territori. Per questo, non posso condividere le proposte di legge in discussione alla Camera, che vanno in questa direzione». Lo afferma il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.
«Dalla pastissada di Verona alle polpette di Catania, passando per i pezzetti salentini e, in particolare, per il caval pisst di Parma, lo stracotto d'asino nella pianura lombarda e il tapulon di Borgomanero, la presenza della carne di cavallo e di asino sulle nostre tavole ha attraversato i secoli e si è affermata come una tradizione radicata, sostenuta anche dalle proprietà nutrizionali che ne avvalorano il consumo, soprattutto per determinate categorie di persone», ricorda Centinaio.

Gian Marco Centinaio
«Rispetto la decisione di chi, per ragioni affettive, morali o ideologiche, preferisce non mangiare i prodotti derivati da alcuni o tutti gli animali. Ma credo sia giusto chiedere il medesimo rispetto per la cultura di tante comunità locali, che si definisce anche a partire dai piatti tradizionali», conclude il vicepresidente del Senato.