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La tragedia

Crans Montana, il buttafuori accusa i coniugi Moretti: «Le porte dovevano rimanere chiuse»

I retroscena sulla strage del Constellation costata la vita a 41 persone, oltre ai tanti rimasti feriti

18 Febbraio 2026, 20:09

I coniugi Moretti

I coniugi Moretti

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Le porte di sicurezza del Constellation sarebbero state sbarrate intenzionalmente dai proprietari per evitare che i clienti entrassero senza pagare. La pesante accusa, formulata da Jankovic Predrag, il buttafuori in servizio la notte di Capodanno nel discobar dove sono morte 41 persone e 115 sono rimaste gravemente ferite, aggraverebbe pesantemente la responsabilità di Jacques e Jessica Moretti, che finora hanno invece accusato altri di aver bloccato le vie di fuga. «Ho sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori, - ha raccontato l’uomo alla polizia - dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse». Nelle ore successive alla strage di Crans-Montana era infatti emerso che la porta al piano terreno era stata sbarrata con chiavistello, secondo Jacques per responsabilità di un dipendente. Mentre l’uscita del locale interrato era bloccata da uno sgabello che, sempre secondo il proprietario del Constellation, poteva essere stato messo da un cliente.

La testimonianza di Predrag, cui hanno assistito numerosi avvocati delle parti civili, oltre che Jacques Moretti, accompagnato dai suoi legali, porta alla luce alcuni nuovi dettagli su quella serata di Capodanno cui hanno partecipato alcune centinaia di adolescenti, molti dei quali quindicenni, che, secondo le norme elvetiche, non sarebbero dovuti entrare. "Io stavo all’ingresso del Constellation, al primo piano, il mio compito era anche di controllare i documenti, ma se erano tavoli che spendevano e prendevano bottiglie avevo indicazione di far entrare", ha spiegato l’addetto alla sicurezza, ammettendo così che i gruppi di ragazzi che avevano una prenotazione non venivano controllati. L’uomo ha ripercorso anche i primissimi istanti immediatamente successivi all’incendio: «quando ho visto il fumo uscire dal sotterraneo ho cercato di scendere e ho incrociato Jessica Moretti che stava salendo le scale per uscire dal locale». La stessa proprietaria del locale aveva spiegato di essere scappata per chiamare i soccorsi. Predrag è un falegname che saltuariamente lavora per l’agenzia di sicurezza ingaggiata dai proprietari del locale in occasione della festa di Capodanno. È rimasto ferito ed ha sporto denuncia per lesioni, costituendosi parte civile. Il suo collega, Stefan Ivanovic, è morto quella notte durante i soccorsi. Nell’ultimo interrogatorio ai coniugi Moretti era emerso che, benché fossero presenti due addetti alla sicurezza, nella contabilità amministrativa ne risultava uno solo. L’uomo ha riferito oggi di essere stato pagato solo in contanti, ma questo dettaglio è stato contestato dai legali dei coniugi Moretti.

Le pesanti accuse del buttafuori nei confronti della proprietaria del Constellation arrivano nel giorno del pagamento della cauzione cautelare di 200mila franchi a carico della donna, stabilita lo scorso 12 gennaio dal Tribunale per le misure coercitive. Inoltre, prosegue l’iter della ricusazione nei confronti delle magistrate che si sono ocupate dell’inchiesta, compresa la procuratrice generale Béatrice Pilloud, presentata da un avvocato delle vittime e ora trasmessa al Tribunale cantonale. Una procedura, dagli esiti incerti, che fa un passo in avanti proprio alla vigilia di una delicatissima riunione prevista giovedì a Berna tra la procura di Roma e quella di Sion per sciogliere il nodo della costituzione di una squadra investigativa comune chiesta dal governo italiano, su cui i magistrati del Vallese hanno opposto resistenze. Un vertice, cui partecipano il procuratore capo della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi, l’aggiunto Giovanni Conso e il sostituto Stefano Opilio, da cui dipende anche il futuro delle relazioni tra l’Italia e la Confederazione elvetica e l’eventuale rientro a Berna dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma dopo la scarcerazione di Jacques Moretti.