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la polemica

Russia e Bielorussia ai Giochi paralimpici, nuovo fronte di attrito nel Governo: Tajani e Abodi per il no, la Lega si sfila e dice sì

Kiev alza il tono della protesta. «È scandaloso, non saremo presenti alla cerimonia di apertura». E all'Ucraina si uniscono i paesi baltici

19 Febbraio 2026, 00:26

Russia e Bielorussia ai Giochi paralimpici, nuovo fronte di attrito nel Governo: Tajani e Abodi per il no, la Lega si sfila e dice sì

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Alla vigilia dell’apertura dei Giochi Paralimpici, torna al centro del dibattito il rientro in scena delle bandiere di Russia e Bielorussia.

Non si tratta di una novità: la decisione risale a cinque mesi fa. Ma Kiev alza il tono della protesta. «È scandaloso, non saremo presenti alla cerimonia di apertura. Non parteciperemo a nessuno degli eventi ufficiali», annuncia su X il ministro dello Sport ucraino, Matviy Bidny, mentre il titolare degli Esteri, Andriy Sybiha, incarica gli ambasciatori di sollecitare analoghe iniziative presso altri Paesi.

Contrarietà anche da parte del governo italiano: «La perdurante violazione della tregua e degli ideali olimpici e paralimpici da parte della Russia, appoggiata dalla Bielorussia, è incompatibile con la partecipazione dei loro atleti ai Giochi, se non come atleti individuali neutrali», dichiarano in una nota congiunta il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

Di segno opposto la posizione della Lega, che si smarca dalla linea dell’esecutivo: «Da sempre le Olimpiadi sono uno straordinario momento di sport, dialogo e amicizia fra i popoli. È quindi una notizia positiva che alle Paralimpiadi gli atleti di tutte le nazioni possano gareggiare sotto le loro bandiere», sostiene il partito del vicepremier Matteo Salvini.

Sulla stessa scia dell’Ucraina si colloca il Comitato Paralimpico della Lituania. «Il nostro obiettivo è un’edizione senza aggressori», afferma il presidente Mindaugas Bilius, lasciando intendere possibili iniziative coordinate con altri Paesi baltici e scandinavi.

Diserterà la kermesse anche il Commissario europeo per la cultura e lo sport, Glenn Micallef: «Non posso sostenere il ripristino di simboli nazionali, bandiere, inni e uniformi, che sono inseparabili da quel conflitto, mentre la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina continua».

L’Italia, riunita a Seul, avrebbe votato per mantenere la neutralità — senza inno né bandiera , ma il presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, ribadisce una linea di principio: «Gli atleti devono gareggiare. Il resto è solo politica».

Resta però «quello che stona è la doppia decisione», osserva, riferendosi alla sospensione parziale del CIO e al reintegro completo deciso dall’IPC.

Il Comitato Olimpico Internazionale, infatti, ha ammesso gli atleti russi e bielorussi solo come neutrali, a patto che non fossero sotto contratto con le forze armate e non avessero sostenuto attivamente l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. Diversamente, il Comitato Paralimpico Internazionale ha respinto la mozione di sospensione parziale, restituendo di fatto pieni diritti ai comitati di Mosca e Minsk.

CIO e, verosimilmente, anche IPC ritenevano che nessuno si sarebbe presentato, sia per i tempi ristretti delle qualificazioni, sia perché la Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS) aveva scelto di non agevolare la loro partecipazione.

La Federazione Sci russa, insieme a 12 tra atleti e para-atleti e al Comitato Paralimpico Russo, ha però presentato ricorso al TAS di Losanna, ottenendo ragione.

Identico l’esito per la Federazione Sci bielorussa e cinque atleti del Paese sottoposto a bando.

Grazie a queste decisioni, potranno gareggiare il tre volte campione paralimpico di sci alpino Alexey Bugaev, la due volte iridata Varvara Voronchikhina, i fondisti Ivan Golubkov e Anastasia Bagiyan con la guida Sergey Sinyakin; nel parasnowboard, Dmitry Fadeev e Philipp Shebbo Monzer. Per la Bielorussia, tutti atleti del Para Cross (sci di fondo paralimpico): Valentina Birilo, Lidiya Loban, Darya Fedkovich e Roman Sviridenko.