IL CASO
«Fenomeno», «Carina», «Genio», «Graziato»: quei giudizi finiti online sul concorso notarile che scuotono la categoria
Un file interno con annotazioni sui candidati, rimasto online per circa 15 minuti sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato, scatena indignazione e annuncia ondate di ricorsi
Un file interno con annotazioni sui candidati, rimasto online per circa quindici minuti sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato, scatena indignazione e annuncia ondate di ricorsi: tra i commenti compaiono anche riferimenti a santi. E ora si aprono domande pesanti su anonimato, metodo e controlli.
Una riga di Excel, un soprannome, un’annotazione buttata lì. “Fenomeno???”. Più sotto: “Carina”. E poi: “Genio?”. Accanto a un altro nominativo, una nota che stride con qualsiasi protocollo concorsuale: “Graziato sul commerciale”. Sono frammenti di un documento caricato per errore — e rimasto visibile per circa 15 minuti — sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato nella giornata di ieri, prima di essere rimosso. Non abbastanza in fretta: il file è stato scaricato, immortalato in screenshot e rilanciato sui social.
Ed è così che una selezione tra le più rigorose dell’ordinamento italiano, il concorso notarile indetto nel 2024 a 400 posti, si ritrova al centro di una tempesta sulla trasparenza. Nel documento, oltre a giudizi colloquiali, compaiono perfino associazioni a figure religiose: “san Mattia Apostolo”, “san Pancrazio”, “san Filippo Neri”. Una “mappa” di soprannomi che, letta fuori dal contesto, lascia aperti interrogativi sul suo significato effettivo. La notizia, anticipata e confermata da più testate nazionali, ha scatenato reazioni indignate e l’annuncio di ricorsi. Tra i primi a muoversi, il Codacons, che preannuncia iniziative per chiedere l’annullamento delle prove.
Che cosa è successo
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, un file destinato all’uso interno è stato pubblicato per errore sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato e poi rimosso in pochi minuti; lo screenshot del documento ha continuato a circolare in rete con giudizi e annotazioni riferite ai candidati che hanno superato le prove scritte del concorso tenutesi a Roma dal 20 al 22 novembre 2024.
Tra le note comparse accanto ai nominativi: espressioni come “Fenomeno”, “Genio”, “Carina”, oltre a riferimenti a santi; in alcuni casi si leggono frasi che sembrano valutazioni sintetiche del percorso (“salvato sul civile”, “graziato sul commerciale”). L’insieme alimenta sospetti sulla qualità e sulla pertinenza di tali appunti in un contesto che dovrebbe essere improntato al rigoroso anonimato delle prove scritte.
A poche ore dalla rimozione, le reazioni sui social e nelle chat dei candidati si sono moltiplicate, insieme all’annuncio di impugnazioni da parte di associazioni e di singoli. Il Codacons fa sapere di voler promuovere azioni per chiedere la ripetizione degli scritti.
Il contesto: come funziona il concorso notarile
Il concorso 2024 a 400 posti di notaio è stato bandito con decreto del Ministero della Giustizia pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2024; le prove scritte si sono svolte alla Fiera di Roma il 20, 21 e 22 novembre 2024, come da diario GU del 13 settembre 2024. A marzo 2025 il Ministero ha reso note le “tracce estratte e non estratte” degli scritti. Per prassi, solo chi supera gli scritti accede alla successiva prova orale.
La commissione esaminatrice è tradizionalmente formata da una compagine mista di magistrati, professori universitari e notai, con un magistrato di Cassazione alla presidenza, e valuta sia le prove scritte che quelle orali. Questa composizione, pensata per garantire competenze differenti e un equilibrio istituzionale, è indicata nella documentazione divulgativa del Notariato.
Dove nasce il cortocircuito
Il cuore del problema è un’ovvietà che, proprio perché tale, fa più rumore: l’anonimato delle prove scritte è un caposaldo dei concorsi pubblici, ancor più in una selezione tecnica come quella notarile. Se a un elenco di ammessi agli orali — che fisiologicamente riporta i nomi — vengono associate note che paiono riflettere valutazioni pregresse, caratterizzazioni personali o codici di riconoscimento, il sospetto che l’anonimato sia stato anche solo lambito è inevitabile. La sola esistenza di etichettature informali (“Fenomeno”, “Carina”, “Genio”) accanto a nominativi di persone reali solleva un problema di metodo: un linguaggio che non può trovare cittadinanza in un contesto regolato, e che di per sé mina la percezione di imparzialità.
Un secondo cortocircuito è l’effetto domino della pubblicazione “per errore”: un atto definito accidentale può rivelare falle nei processi interni di gestione documentale, nei flussi di pubblicazione e nei controlli di qualità prima della messa online. La rapidità con cui lo screenshot si è propagato dimostra, per l’ennesima volta, che l’errore digitale è per sua natura irreversibile.
I nomi dei santi, tra simboli e ipotesi
L’elemento più destabilizzante è forse l’associazione di alcuni nominativi a figure religiose. Diverse testate riportano elenchi in cui ai candidati sono accostati “san Mattia Apostolo”, “san Pancrazio”, “san Filippo Neri” e altre denominazioni. Non è possibile, allo stato, stabilire con certezza la funzione di questi rimandi: potrebbero essere etichette mnemoniche, alias di studio, o — nell’ipotesi peggiore — codici per “segnalare” un candidato. È l’ambiguità stessa a essere problematica: in una selezione pubblica, qualunque segno che non sia strettamente connesso a parametri oggettivi dovrebbe essere bandito. L’assenza, al momento, di una spiegazione ufficiale lascia spazio a interpretazioni che esasperano il clima.
Le reazioni: dal Codacons ai candidati
L’associazione Codacons ha reso noto di stare valutando le azioni legali per l’annullamento del concorso, richiamando in particolare la possibile violazione dell’obbligo di anonimato nelle prove scritte e paventando favoritismi mascherati dall’uso di nomi in codice. Nel frattempo, sui social, molti candidati raccontano spaesamento e rabbia: c’è chi teme che le prove orali possano aprirsi sotto una nuvola di sospetto e chi chiede al Ministero della Giustizia e al Consiglio Nazionale del Notariato di chiarire — con fatti e documenti — l’origine e la funzione del file, la sua catena di custodia, chi l’abbia redatto e a che titolo.
Che cosa potrebbero chiedere i ricorsi
Senza anticipare conclusioni giudiziarie, le richieste tipiche — in casi simili — potrebbero andare in tre direzioni. Una potrebbe essere la vVerifica, tramite audit tecnico e amministrativo, dei procedimenti di correzione degli scritti e delle misure adottate per garantire l’anonimato. Poi potrebbe essere richiesto l'accesso agli atti per ricostruire quando, come e perché quelle annotazioni siano state create, da chi, con quali strumenti e a quale fase dell’iter fossero riferite. Infine si potrebbe ipotizzare una valutazione della sussistenza di vizi di legittimità nella procedura concorsuale, fino all’ipotesi di ripetizione delle prove scritte o di sospensione degli orali, in attesa di chiarimenti ufficiali.
A sostegno di queste istanze, i ricorrenti richiamano il principio di parità di trattamento e la necessità di imparzialità dell’azione amministrativa. Va ricordato che l’accesso alla professione di notaio avviene tramite concorso pubblico gestito dal Ministero della Giustizia, e che la deontologia della categoria impone doveri stringenti di correttezza, trasparenza e dignità. Proprio i nuovi “Principi di deontologia professionale dei notai” sono entrati in vigore dal 1° gennaio 2025, a testimonianza di un’attenzione formale ai temi etici che rende l’incidente odierno doppiamente grave sul piano reputazionale.
Cosa dicono il Notariato e il Ministero
Al momento in cui scriviamo, le cronache registrano la rimozione del documento e la presa d’atto dell’“errore” di pubblicazione. Indiscrezioni riferiscono che si tratterebbe di un file interno non destinato alla diffusione pubblica. Non risultano ancora, nelle sedi ufficiali di consultazione, comunicati espliciti e dettagliati sulla genesi del documento, sulle responsabilità e sulle misure correttive. È ragionevole attendersi, nelle prossime ore, una nota formale del Consiglio Nazionale del Notariato e, possibilmente, del Ministero della Giustizia, anche alla luce della delicatezza del calendario degli orali per gli ammessi. Nel frattempo, le informazioni di contesto e gli atti del concorso rimangono reperibili attraverso i canali istituzionali: la pagina ministeriale dedicata al Concorso Notai, la Gazzetta Ufficiale e la sezione informativa del Notariato.
Che cosa attendersi ora
Nelle prossime ore si capirà se gli orali proseguiranno secondo calendario o se prevarrà la richiesta di stop cautelativo. Di certo, l’immagine del concorso è stata ferita. E lo è stata nel modo più evitabile: per una combinazione di imprecisione organizzativa e leggerezza linguistica. Per uscirne, serviranno atti più che parole: un’indagine interna con tempi certi, la pubblicazione di risultati e responsabilità, e l’impegno a riformare prassi e toni. Ogni altra strada rischia di lasciare i candidati — e con loro l’opinione pubblica — con una domanda senza risposta: quanto vale, oggi, la promessa di imparzialità?