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il caso

Trump attacca la Corte Suprema: "decisione folle". E firma un ordine esecutivo per un dazio globale del 10% minacciando ritorsioni

Presidente Usa senza freni va allo scontro istituzionale senza precedenti: «Giudici influenzati da potenze straniere»

20 Febbraio 2026, 19:58

Trump attacca la Corte Suprema: "decisione folle". E firma un ordine esecutivo per un dazio globale del 10% minacciando ritorsioni

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un duro e inedito attacco contro la Corte Suprema americana, in seguito a una recente sentenza che ha bocciato le sue misure tariffarie. Durante la conferenza stampa successiva alla decisione, il presidente non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio dissenso, arrivando a formulare pesanti accuse sull'indipendenza del massimo organo giudiziario del Paese.

Partendo proprio da queste accuse, emerge un quadro di forte tensione. Secondo quanto dichiarato da Trump, la decisione non sarebbe basata in modo imparziale sul diritto, ma su indebite pressioni esterne. "È mia opinione che la Corte sia stata influenzata da interessi stranieri e da un movimento politico molto più piccolo di quanto si pensi", ha affermato il presidente, minimizzando la portata di tale movimento – definito ripetutamente "piccolo" – ma accusandolo di essere riuscito a condizionare i giudici. La reazione del presidente si è spinta fino a definire apertamente "folle" la deliberazione della Corte Suprema, evidenziando una profonda e marcata spaccatura istituzionale.

Il presidente ha poi spostato l'attenzione sulle reazioni della comunità internazionale a questa controversa sentenza giudiziaria. Secondo Trump, le nazioni estere che per anni avrebbero approfittato delle politiche americane ora stanno celebrando la decisione della Corte. "I Paesi stranieri che ci hanno truffato per anni sono al settimo cielo, sono felicissimi", ha dichiarato, aggiungendo un'immagine pittoresca per descrivere i rivali commerciali che, a suo dire, "ballano per le strade". Tuttavia, il leader americano ha immediatamente lanciato un severo avvertimento a queste nazioni, assicurando loro che l'esultanza avrà vita breve e che "non balleranno a lungo".

Questa promessa di ritorsione si è tradotta in tempo reale in una nuova strategia politica ed economica. L'amministrazione Trump ha infatti dichiarato di avere pronto un piano alternativo per aggirare l'ostacolo giudiziario e proseguire con il programma protezionista. "Useremo altre alternative per rimpiazzare quelle che la Corte ha bocciato", ha rassicurato il presidente, sottolineando con fermezza: "Abbiamo alternative". Lungi dal fare un passo indietro o mostrarsi sconfitto, Trump si è detto estremamente fiducioso, sostenendo che queste nuove opzioni allo studio dell'amministrazione potrebbero persino permettere di raccogliere "più soldi" rispetto alle misure appena invalidate.

Rincarando la dose contro l'istituzione giudiziaria, il presidente ha ribadito: "Abbiamo alternative, ottime alternative. Incasseremo più soldi e ne usciremo molto più forti". Ha inoltre voluto rimarcare che il governo sta già raccogliendo centinaia di miliardi di dollari e che continuerà su questa strada, proprio "per dimostrare quanto sia ridicola questa opinione" espressa dalla Corte Suprema.

Le dichiarazioni di sfida non sono rimaste solo sulla carta. Durante la medesima conferenza stampa, Donald Trump ha annunciato la firma di nuovi ordini esecutivi, concepiti appositamente per ripristinare i dazi bocciati avvalendosi di diverse autorità legali a sua disposizione. La contromossa principale prevede l'utilizzo di uno specifico insieme di poteri commerciali, noto come Sezione 122, attraverso i quali il presidente intende imporre in modo unilaterale un nuovo dazio globale del 10% su tutti i prodotti.

Per fare chiarezza sull'immediato futuro delle importazioni americane, il presidente ha spiegato i dettagli della sua manovra: "A partire da subito, tutti i dazi legati alla sicurezza nazionale ai sensi della Sezione 232 e tutti i dazi esistenti della Sezione 301 rimangono pienamente in vigore e applicabili". A questi dazi già operativi si aggiungerà il nuovo e più ampio provvedimento tariffario appena varato: "Oggi firmerò un ordine per imporre un dazio globale del 10% ai sensi della Sezione 122, oltre ai normali dazi già in vigore".

Attraverso queste mosse di autorità esecutiva, le accuse iniziali contro la Corte si trasformano nell'innesco per una nuova fase della guerra commerciale americana, in cui la Casa Bianca intende dimostrare di poter prevalere sulle bocciature giudiziarie inasprendo ulteriormente la propria politica sui dazi.