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La questione

Trump fermo sui dazi: «Ne stanno arrivando altri; riduzioni al 15% temporanee»

Il presidente americano attacca la Corte Suprema dopo il verdetto di incostituzionalità dei dazi “reciproci” voluti dalla Casa Bianca e annuncia tariffe temporane per UE, Giappone, Corea del Sud e Taiwan

21 Febbraio 2026, 07:31

Trump fermo sui dazi: «Ne stanno arrivando altri; riduzioni al 15% temporanee»

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«Nuovi dazi, completamente testati e accettati come legge, sono in arrivo». Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth tornando a criticare i giudici della Corte Suprema Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch, che lui stesso ha nominato. «Ciò che è successo oggi con i due giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti che ho nominato contro una forte opposizione, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, non sembra mai accadere con i democratici. Votano contro i repubblicani, e mai contro se stessi, quasi ogni volta, indipendentemente da quanto siano valide le nostre argomentazioni. Almeno non ho nominato Roberts, che ha guidato gli sforzi per consentire ai Paesi stranieri che ci hanno truffato per anni di continuare a farlo», ha messo in evidenza Trump riferendosi al presidente della Corte Suprema John Roberts, nominato da George W. Bush.

Frattanto i Paesi che hanno raggiunto accordi commerciali con gli Stati Uniti vedranno i dazi imposti nei loro confronti ridursi al 10% almeno in via temporanea, afferma la Casa Bianca alla France Presse. L’Unione Europea, il Giappone, la Corea del Sud e Taiwan hanno raggiunto intese per dazi al 15%. «È una misura temporanea poiché l’amministrazione ricorrerà ad altri poteri per applicare tariffe più appropriate o pre-negoziate», ha messo in evidenza un funzionario americano. La Casa Bianca precisa infatti che i dazi continueranno a essere uno "strumento essenziale" per Donald Trump per «proteggere le aziende e i lavoratori americani, ridurre i costi e alzare i salari». «La deludente decisione della Corte Suprema non impedirà al presidente di ridisegnare il sistema commerciale globale distorto che ha messo a rischio la sicurezza economica e nazionale del Paese».