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l'indagine

“L’ombra lunga dei voli privati”: nuove accuse contro Andrea scuotono la monarchia mentre la polizia passa al setaccio i tabulati di Epstein

Dalla scia silenziosa dei jet ai corridoi di Buckingham Palace: perché la seconda testimonianza riapre tutto e mette a rischio la “linea di successione”

22 Febbraio 2026, 08:38

Il coinvolgimento di Andrea nello scandalo Epstein, re Carlo pronto a collaborare con la Polizia

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Nomi coperti, destinazioni, orari. In quella lista di arrivi e partenze – spesso indicati con la formula “female” al posto di un’identità – gli inquirenti britannici cercano oggi un filo che colleghi i voli privati di Jeffrey Epstein al Regno Unito e, soprattutto, agli spostamenti legati a Andrea Mountbatten‑Windsor. È in questo sfondo che una nuova donna – la seconda, distinta da Virginia Giuffre – afferma di essere stata mandata nel Regno Unito per trascorrere la notte con l’allora principe, riaccendendo l’attenzione su accuse di presunti abusi sessuali che risalgono a più di un decennio fa. La testimonianza, resa pubblica da avvocati statunitensi, si intreccia con un’altra linea d’indagine formale: l’ipotesi di “abuso d’ufficio” durante il periodo in cui Andrea fu inviato speciale per il commercio del Regno Unito. Il risultato è una tempesta perfetta che, secondo indiscrezioni politiche e segnali dal Palazzo, potrebbe culminare nella rimozione di Andrea dalla linea di successione.

Un’accusa nuova, un contesto che cambia

Gli avvocati Brad Edwards e Brittany Henderson sostengono che la loro assistita – non britannica e all’epoca sui vent’anni – sia stata inviata a Windsor nel 2010, avrebbe passato la notte al Royal Lodge e, il giorno dopo, avrebbe ricevuto una visita guidata a Buckingham Palace. Gli stessi legali affermano di valutare un’azione civile e sollecitano una presa di posizione dagli avvocati del re. La Thames Valley Police ha reso noto che sta “valutando le informazioni” su questo episodio, precisando che, al momento, la segnalazione non è ancora pervenuta direttamente dalla donna o dai suoi legali. Andrea respinge da sempre ogni addebito.

Questa denuncia si aggiunge – senza sovrapporsi – al caso della sopravvissuta Virginia Giuffre, chiuso in sede civile nel 2022 con un accordo economico senza ammissione di responsabilità. La differenza, adesso, è il contesto: la pubblicazione degli “Epstein files” da parte del Dipartimento di Giustizia USA, milioni di pagine che stanno generando un’ondata di verifiche a catena su tabulati di volo, e‑mail e scambi interni, inclusi quelli che lambiscono il Regno Unito e figure istituzionali di vertice.

L’indagine per “abuso d’ufficio” e l’arresto del 19 febbraio

In parallelo, la Thames Valley Police ha aperto un’indagine penale per il reato di misconduct in public office (“abuso d’ufficio”), emersa dall’analisi dei documenti americani: l’ipotesi è che, tra il 2001 e il 2011, quando Andrea era inviato speciale per il commercio, possano essere stati condivisi con Epstein dati confidenziali o informazioni sensibili. Il 19 febbraio 2026, giorno del 66º compleanno di Andrea, la polizia ha proceduto all’arresto di “un uomo sulla sessantina” a Sandringham, eseguendo perquisizioni in Berkshire e Norfolk: dopo circa 11–12 ore di interrogatori, l’arrestato è stato rilasciato “sotto indagine”. La prassi di non indicarne il nome è conforme alle linee guida, ma i media britannici e internazionali hanno chiarito che si trattava di Andrew Mountbatten‑Windsor, il quale continua a negare ogni illecito.

Il domino costituzionale: verso l’esclusione dalla linea di successione

Dopo l’arresto, segnali convergenti da Downing Street e da Buckingham Palace hanno lasciato intendere che, una volta conclusa la fase investigativa, il governo potrebbe valutare una legge ad hoc per rimuovere Andrea dalla linea di successione. Operazione delicatissima: richiederebbe un Atto del Parlamento e il coordinamento con i 14 reami del Commonwealth che condividono il sovrano. Il Palazzo non si opporrebbe; l’orientamento del primo ministro Keir Starmer è di non precludere l’opzione. Andrea, pur avendo perso titoli e patronati negli ultimi anni, rimane formalmente ottavo in linea, oltre a essere – almeno in astratto – un potenziale “counsellor of state”.

Dalle piste ai faldoni: l’asse investigativo degli aeroporti

Il cuore della nuova stagione d’inchiesta, però, pulsa nei tabulati di volo. Nel giro di pochi giorni, diverse forze di polizia britanniche hanno confermato di stare “valutando” la documentazione relativa a voli privati collegati a Epstein su vari scali del Regno Unito.

In alcuni casi si parla di decine di rotte, con riferimenti incrociati a e‑mail e registri incompleti; una precedente inchiesta della BBC aveva contato 87 voli collegati a Epstein tra gli anni ’90 e il 2018, compresi 15 dopo la sua condanna del 2008. L’obiettivo ora è distinguere il rumore dal segnale: verificare se e come quei trasferimenti abbiano favorito tratta di esseri umani o abusi sessuali.

Londra e la pista metropolitana: protezione reale sotto la lente

C’è poi il capitolo Metropolitan Police. Sulla scia di rivelazioni e testimonianze, Scotland Yard ha avviato “prime verifiche” sul comportamento degli ufficiali di protezione assegnati ad Andrea: un ex dirigente ha sostenuto che parte della scorta avrebbe “volontariamente chiuso un occhio” durante presunte visite alla Little St James, l’isola caraibica di Epstein. La Met ha esortato ex e attuali agenti di protezione a farsi avanti con ciò che “hanno visto o udito”; al momento, sottolinea, non sono stati riscontrati illeciti, ma il lavoro per stabilire i fatti prosegue, anche in raccordo con le autorità USA, inclusa la verifica di eventuali utilizzi di aeroporti di Londra per facilitare tratta e sfruttamento sessuale.

Che cosa c’è davvero di nuovo

La “novità” non è solo nella seconda donna che parla. È la convergenza di tre elementi: la mole degli “Epstein files” – milioni di documenti – che rafforzano piste operative e incroci con scali britannici; l’apertura formale dell’indagine per abuso d’ufficio con un arresto e perquisizioni in luoghi simbolo del percorso di Andrea; la possibile iniziativa legislativa per escluderlo dalla successione, con un raro allineamento fra Palazzo e governo sulla necessità di “fare pulizia” istituzionale, quando e se i presupposti giuridici lo consentiranno.

Il ruolo di Sarah Ferguson e delle figlie

Fonti giornalistiche indicano che tra i potenziali interrogatori figurerebbero l’ex moglie Sarah Ferguson e le figlie Beatrice ed Eugenie, alla luce di contatti e scambi emersi in alcuni documenti. Negli Epstein files compaiono e‑mail che mostrerebbero una familiarità tra Epstein e Ferguson – dal tono cordiale a riferimenti a pranzi e ipotetiche presentazioni a corte – elementi che, pur non costituendo di per sé reato, aiutano gli investigatori a ricostruire contesti, agende, opportunità di incontri. L’avvocata Brittany Henderson ha inoltre invitato gli avvocati del re a un confronto diretto “per conoscere le vittime e offrire una scusa autentica”, aprendo implicitamente la strada a eventuali meccanismi di ristoro per chi si ritenga danneggiato. Ferguson e le principesse non risultano indagate; nessuna prova pubblica indica loro responsabilità penale.