codice della strada
Alcolock, da oggi non è più un annuncio: l’obbligo diventa operativo e cambia la vita (e l’auto) di migliaia di guidatori
Dal decreto alla pratica: due modelli autorizzati, installatori ufficiali e nuove regole. Tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati
Dal decreto alla pratica: due modelli autorizzati, installatori ufficiali e nuove regole. Tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati
Un uomo esce da un ristorante, le luci della città stillano pioggia sui parabrezza. Gira la chiave: niente. Il motore resta muto. Sul cruscotto, un display chiede di soffiare. È l’alcolock: un dispositivo che oggi da misura “in arrivo” diventa realtà operativa in Italia, grazie alla pubblicazione della lista dei modelli autorizzati e delle relative reti di installazione. Non è un gadget: per chi è stato sorpreso con un tasso alcolemico oltre i limiti, d’ora in poi l’auto si avvia solo dopo un test a zero. Ed è la differenza tra tornare a casa o restare fermi, tra rispettare la legge o vedersi sospendere la patente.
Che cosa cambia “da oggi”
Con la pubblicazione sul Portale dell’Automobilista dell’“Elenco Alcolock – Installatori e modelli veicoli”, l’obbligo introdotto dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 luglio 2025 esce dalla teoria: i dispositivi autorizzati sono due, il Breatech Alcolock B1000 e lo Zaldy Alcolock, per i quali sono disponibili sia i contatti dei produttori, sia l’elenco delle officine autorizzate e, soprattutto, le auto compatibili. È la tessera che mancava per rendere esigibile l’obbligo sul territorio.
L’obbligo: quando scatta e per quanto dura
Se si viene fermati con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, l’alcolock diventa una condizione necessaria per tornare a guidare: l’obbligo dura almeno 2 anni.
Se il tasso supera 1,5 g/l, la durata minima sale a 3 anni.Queste durate valgono per chi è condannato ai sensi dell’articolo 186 del Codice della Strada e sono richiamate nelle linee applicative del MIT e nelle guide tecniche diffuse dopo l’entrata in vigore del decreto. In patente compaiono i codici unionali: 68 (“niente alcol”) e 69 (“guida consentita solo con alcolock”).
Come siamo arrivati fin qui: il percorso normativo
La riforma nasce con la legge di modifica del Codice della strada di fine 2024 e si consolida col decreto attuativo n. 162/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2025 ed entrato in vigore il 26 luglio 2025. Il testo definisce le caratteristiche tecniche, la procedura di installazione, le verifiche e gli obblighi di fabbricanti e officine. La vera novità pratica, però, è arrivata solo ora con l’elenco dei modelli e degli installatori: senza, l’obbligo rischiava di restare lettera morta.
L’Italia si allinea così al quadro europeo: il Regolamento (UE) 2019/2144 ha imposto ai costruttori la predisposizione dell’“interfaccia alcolock” sui nuovi modelli omologati da luglio 2024, mentre il Regolamento delegato (UE) 2021/1243 ne ha definito i requisiti tecnici, richiamando gli standard EN 50436. Tradotto: le auto moderne devono essere progettate per accogliere facilmente dispositivi di questo tipo.
I due modelli autorizzati: compatibilità e rete di installazione
Breatech Alcolock B1000
- Indicato per un’ampia gamma di autovetture: sul Portale è disponibile la lista di marche e modelli compatibili.
- Prevede una rete di officine meccatroniche autorizzate su cui il fabbricante ha fornito documentazione, istruzioni d’installazione e taratura.
Zaldy Alcolock
- Pensato in particolare per veicoli delle categorie M e N (trasporto persone e merci), inclusi furgoni e mezzi professionali: anche in questo caso il Portale indica installatori e compatibilità veicoli.
Un’osservazione pratica: nella fase di avvio, la rete degli installatori è ancora in evoluzione e in alcune aree del Paese la copertura appare disomogenea. È lo stesso ecosistema di settore a segnalare criticità (specialmente al Centro-Sud) e a chiedere un rapido ampliamento dell’elenco per garantire tempi accettabili di installazione e manutenzione.
Chi deve installarlo: i profili a rischio obbligo
Secondo le regole entrate in vigore:
Il conducente sorpreso con un tasso superiore a 0,8 g/l è sottoposto a sanzione penale e, a valle della sospensione, potrà guidare solo con alcolock per almeno 2 anni.
Oltre 1,5 g/l, il periodo minimo sale a 3 anni; in caso di recidiva è possibile la revoca della patente e la confisca del veicolo, dove ne ricorrano i presupposti.
Il rifiuto dell’alcoltest è equiparato, per sanzioni e accessori, alle casistiche più gravi.Sulla patente compaiono i codici 68 (obbligo di tasso alcolemico pari a 0,0 g/l) e 69 (limitazione alla guida di veicoli con alcolock).
Sanzioni: cosa si rischia senza o con dispositivo manomesso
Guidare quando si è soggetti all’obbligo ma:
- senza dispositivo;
- con dispositivo manomesso;
- con dispositivo non funzionante o con sigillo rotto;espone a una multa tra 158 e 638 euro e alla sospensione della patente da 1 a 6 mesi. Inoltre, in sede di controllo, il conducente deve esibire la dichiarazione di installazione e il certificato di taratura in corso di validità. Sono obblighi formali decisivi: il verbale può scattare anche solo per la mancanza dei documenti a bordo.
Costi: quanto mette in conto un automobilista
Le fonti tecniche e di settore stimano oggi un onere a carico del conducente, in larga parte composto da:
- acquisto/fornitura del dispositivo;
- installazione e prima taratura;
- manutenzioni e calibrazioni periodiche secondo istruzioni del fabbricante;
- eventuale rimozione al termine dell’obbligo.
Le cifre diffuse nella filiera parlano di un costo iniziale che può aggirarsi attorno ai 1.500–2.000 euro per l’installazione, con possibili canoni/manutenzioni annuali aggiuntivi. Trattandosi di prezzi di mercato e non fissati da tariffari pubblici, le somme possono variare in base al modello di veicolo, alla regione e al dispositivo. Il consiglio è richiedere più preventivi tra le officine autorizzate elencate sul Portale.
Come funziona l’alcolock (e perché è a “tolleranza zero”)
Tecnicamente, l’alcolock è un immobilizzatore collegato al sistema di avviamento: prima di partire, il conducente deve effettuare un soffio. Se il campione rileva una concentrazione superiore a 0 mg/l nell’aria espirata, il motore non si avvia. Gli apparati devono rispettare i requisiti della serie EN 50436 (accuratezza, anti-manomissione, registrazione eventi, condizioni ambientali) e avere il marchio CE; su molti veicoli moderni l’installazione è agevolata dall’interfaccia alcolock prevista dal diritto UE.
Categorie di veicoli interessate
Il decreto ammette l’installazione sui veicoli delle categorie M1, M2, M3 (trasporto persone) e N1, N2, N3 (trasporto merci), sia omologati sia non omologati, a condizione che il fabbricante del dispositivo abbia predisposto le relative istruzioni per quello specifico modello. In pratica, molto dipende dal lavoro di integrazione tecnica che i produttori stanno facendo e continueranno a fare, aggiornando gli elenchi di compatibilità.