24 febbraio 2026 - Aggiornato alle 21:47
×

codice della strada

Alcolock, da oggi non è più un annuncio: l’obbligo diventa operativo e cambia la vita (e l’auto) di migliaia di guidatori

Dal decreto alla pratica: due modelli autorizzati, installatori ufficiali e nuove regole. Tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati

24 Febbraio 2026, 14:47

Alcolock, da oggi non è più un annuncio: l’obbligo diventa operativo e cambia la vita (e l’auto) di migliaia di guidatori

Dal decreto alla pratica: due modelli autorizzati, installatori ufficiali e nuove regole. Tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati

Seguici su

Un uomo esce da un ristorante, le luci della città stillano pioggia sui parabrezza. Gira la chiave: niente. Il motore resta muto. Sul cruscotto, un display chiede di soffiare. È l’alcolock: un dispositivo che oggi da misura “in arrivo” diventa realtà operativa in Italia, grazie alla pubblicazione della lista dei modelli autorizzati e delle relative reti di installazione. Non è un gadget: per chi è stato sorpreso con un tasso alcolemico oltre i limiti, d’ora in poi l’auto si avvia solo dopo un test a zero. Ed è la differenza tra tornare a casa o restare fermi, tra rispettare la legge o vedersi sospendere la patente.

Che cosa cambia “da oggi”

Con la pubblicazione sul Portale dell’Automobilista dell’“Elenco Alcolock – Installatori e modelli veicoli”, l’obbligo introdotto dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 luglio 2025 esce dalla teoria: i dispositivi autorizzati sono due, il Breatech Alcolock B1000 e lo Zaldy Alcolock, per i quali sono disponibili sia i contatti dei produttori, sia l’elenco delle officine autorizzate e, soprattutto, le auto compatibili. È la tessera che mancava per rendere esigibile l’obbligo sul territorio.

L’obbligo: quando scatta e per quanto dura

Se si viene fermati con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, l’alcolock diventa una condizione necessaria per tornare a guidare: l’obbligo dura almeno 2 anni.

Se il tasso supera 1,5 g/l, la durata minima sale a 3 anni.Queste durate valgono per chi è condannato ai sensi dell’articolo 186 del Codice della Strada e sono richiamate nelle linee applicative del MIT e nelle guide tecniche diffuse dopo l’entrata in vigore del decreto. In patente compaiono i codici unionali: 68 (“niente alcol”) e 69 (“guida consentita solo con alcolock”).

Come siamo arrivati fin qui: il percorso normativo

La riforma nasce con la legge di modifica del Codice della strada di fine 2024 e si consolida col decreto attuativo n. 162/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2025 ed entrato in vigore il 26 luglio 2025. Il testo definisce le caratteristiche tecniche, la procedura di installazione, le verifiche e gli obblighi di fabbricanti e officine. La vera novità pratica, però, è arrivata solo ora con l’elenco dei modelli e degli installatori: senza, l’obbligo rischiava di restare lettera morta.

L’Italia si allinea così al quadro europeo: il Regolamento (UE) 2019/2144 ha imposto ai costruttori la predisposizione dell’“interfaccia alcolock” sui nuovi modelli omologati da luglio 2024, mentre il Regolamento delegato (UE) 2021/1243 ne ha definito i requisiti tecnici, richiamando gli standard EN 50436. Tradotto: le auto moderne devono essere progettate per accogliere facilmente dispositivi di questo tipo.

I due modelli autorizzati: compatibilità e rete di installazione

Breatech Alcolock B1000

  1. Indicato per un’ampia gamma di autovetture: sul Portale è disponibile la lista di marche e modelli compatibili.
  2. Prevede una rete di officine meccatroniche autorizzate su cui il fabbricante ha fornito documentazione, istruzioni d’installazione e taratura.

Zaldy Alcolock

  1. Pensato in particolare per veicoli delle categorie M e N (trasporto persone e merci), inclusi furgoni e mezzi professionali: anche in questo caso il Portale indica installatori e compatibilità veicoli.

Un’osservazione pratica: nella fase di avvio, la rete degli installatori è ancora in evoluzione e in alcune aree del Paese la copertura appare disomogenea. È lo stesso ecosistema di settore a segnalare criticità (specialmente al Centro-Sud) e a chiedere un rapido ampliamento dell’elenco per garantire tempi accettabili di installazione e manutenzione.

Chi deve installarlo: i profili a rischio obbligo

Secondo le regole entrate in vigore:

Il conducente sorpreso con un tasso superiore a 0,8 g/l è sottoposto a sanzione penale e, a valle della sospensione, potrà guidare solo con alcolock per almeno 2 anni.

Oltre 1,5 g/l, il periodo minimo sale a 3 anni; in caso di recidiva è possibile la revoca della patente e la confisca del veicolo, dove ne ricorrano i presupposti.

Il rifiuto dell’alcoltest è equiparato, per sanzioni e accessori, alle casistiche più gravi.Sulla patente compaiono i codici 68 (obbligo di tasso alcolemico pari a 0,0 g/l) e 69 (limitazione alla guida di veicoli con alcolock).

Sanzioni: cosa si rischia senza o con dispositivo manomesso

Guidare quando si è soggetti all’obbligo ma:

  1. senza dispositivo;
  2. con dispositivo manomesso;
  3. con dispositivo non funzionante o con sigillo rotto;espone a una multa tra 158 e 638 euro e alla sospensione della patente da 1 a 6 mesi. Inoltre, in sede di controllo, il conducente deve esibire la dichiarazione di installazione e il certificato di taratura in corso di validità. Sono obblighi formali decisivi: il verbale può scattare anche solo per la mancanza dei documenti a bordo.

Costi: quanto mette in conto un automobilista

Le fonti tecniche e di settore stimano oggi un onere a carico del conducente, in larga parte composto da:

  1. acquisto/fornitura del dispositivo;
  2. installazione e prima taratura;
  3. manutenzioni e calibrazioni periodiche secondo istruzioni del fabbricante;
  4. eventuale rimozione al termine dell’obbligo.

Le cifre diffuse nella filiera parlano di un costo iniziale che può aggirarsi attorno ai 1.500–2.000 euro per l’installazione, con possibili canoni/manutenzioni annuali aggiuntivi. Trattandosi di prezzi di mercato e non fissati da tariffari pubblici, le somme possono variare in base al modello di veicolo, alla regione e al dispositivo. Il consiglio è richiedere più preventivi tra le officine autorizzate elencate sul Portale.

Come funziona l’alcolock (e perché è a “tolleranza zero”)

Tecnicamente, l’alcolock è un immobilizzatore collegato al sistema di avviamento: prima di partire, il conducente deve effettuare un soffio. Se il campione rileva una concentrazione superiore a 0 mg/l nell’aria espirata, il motore non si avvia. Gli apparati devono rispettare i requisiti della serie EN 50436 (accuratezza, anti-manomissione, registrazione eventi, condizioni ambientali) e avere il marchio CE; su molti veicoli moderni l’installazione è agevolata dall’interfaccia alcolock prevista dal diritto UE.

Categorie di veicoli interessate

Il decreto ammette l’installazione sui veicoli delle categorie M1, M2, M3 (trasporto persone) e N1, N2, N3 (trasporto merci), sia omologati sia non omologati, a condizione che il fabbricante del dispositivo abbia predisposto le relative istruzioni per quello specifico modello. In pratica, molto dipende dal lavoro di integrazione tecnica che i produttori stanno facendo e continueranno a fare, aggiornando gli elenchi di compatibilità.