STATI UNITI
Caso Epstein, la testimonianza di Hillary Clinton al Congresso: «Non l'ho mai incontrato e non sapevo dei suoi crimini»
L'ex segretaria di Stato ha deposto davanti alla Commissione di vigilanza della Camera, attaccando la gestione dell'indagine e chiedendo che sia Trump a essere interrogato
«Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini». Con queste parole Hillary Clinton ha aperto la sua testimonianza davanti alla Commissione di vigilanza della Camera, negando qualsiasi legame con il pedofilo americano. «Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa», ha precisato l'ex segretaria di Stato, aggiungendo: «Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini».
L'attacco alla Commissione
Clinton non si è limitata a difendersi dalle accuse, ma ha trasformato la sua deposizione in un atto d'accusa contro la stessa Commissione che l'ha convocata. Ha definito «inconcepibile» che Epstein «abbia inizialmente ricevuto una pacca sulla spalla nel 2008, che gli ha permesso di continuare le sue pratiche predatorie per un altro decennio».
Rivolgendosi direttamente al presidente della Commissione, Clinton ha sottolineato come dei otto funzionari delle forze dell'ordine citati in giudizio — tutti ai vertici del Dipartimento di Giustizia o dell'FBI durante le indagini su Epstein — solo uno sia effettivamente comparso davanti all'organismo parlamentare. A cinque dei sei ex procuratori generali sarebbe stato invece consentito di presentare brevi dichiarazioni scritte sostenendo di non avere informazioni rilevanti da fornire.
«Non avete tenuto alcuna udienza pubblica, rifiutando di consentire ai media di assistervi, anche oggi, nonostante io abbia sostenuto la necessità di trasparenza in decine di occasioni», ha attaccato Clinton. «Non avete fatto molti sforzi per chiamare le persone che compaiono più in evidenza nei file di Epstein».
«Non è uno scandalo politico, è una piaga globale»
Nel corso della deposizione, l'ex first lady ha voluto allargare la prospettiva sul caso, definendo Epstein «un individuo atroce, ma non il solo». «Non si tratta di un caso isolato, né di uno scandalo politico», ha detto Clinton. «È una piaga globale con un costo umano inimmaginabile».
La sfida a Trump: «Il suo nome compare centinaia di migliaia di volte»
La parte più politicamente esplosiva della testimonianza è arrivata quando Clinton ha rivolto la sua attenzione al presidente Donald Trump. «Se questa commissione fosse seria nella sua missione di trovare la verità sui crimini di Epstein, non si accontenterebbe di sentire i punti stampa del presidente sul suo coinvolgimento, ma lo dovrebbe interrogare sotto giuramento», ha dichiarato. «Dovrebbero chiedergli direttamente di spiegare perché il suo nome compaia centinaia di migliaia di volte. Chi stanno coprendo?»
Sulla stessa linea si è mosso il deputato democratico Robert Garcia, membro della Commissione, che ha ricordato come «la persona il cui nome compare nei file più dell'ex presidente Bill Clinton sia il presidente Donald Trump», chiedendo formalmente che anche Trump venga chiamato a testimoniare sui propri legami con Epstein.