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lo scandalo

Caso Epstein, l'attacco di Hillary Clinton: nel mirino le indagini insabbiate su Trump e le email di Musk sulle "feste scatenate"

La ex segretaria di Stato all'attacco: e spuntano le conversazioni tra il miliardario padrone di Tesla e il finanziere pedofilo

26 Febbraio 2026, 21:08

Caso Epstein, l'attacco di Hillary Clinton: nel mirino le indagini insabbiate su Trump e le email di Musk sulle "feste scatenate"

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La deposizione a porte chiuse di Hillary Clinton sul caso Epstein si è trasformata in un durissimo atto d'accusa contro Donald Trump e il suo "super-donatore" Elon Musk. L'ex Segretario di Stato, convocata giovedì al Chappaqua Performing Arts Center, ha sfruttato la sua dichiarazione d'apertura per denunciare quella che definisce una palese operazione di insabbiamento da parte dei repubblicani per proteggere l'attuale presidente.

L'ombra di Trump nei file di Epstein

Secondo la Clinton, l'intera audizione è stata orchestrata per "distogliere l'attenzione dalle azioni del presidente Trump e insabbiarle nonostante le legittime richieste di risposte". L'ex First Lady ha incalzato la commissione sottolineando un dato eclatante: il nome di Donald Trump compare oltre 38.000 volte nei milioni di documenti su Epstein resi pubblici a gennaio dal Dipartimento di Giustizia.

Hillary ha accusato apertamente il Dipartimento di Giustizia di aver "nascosto le interviste dell'FBI in cui un sopravvissuto accusa il presidente Trump di crimini efferati". Riferendosi ai parlamentari repubblicani, la Clinton ha lanciato una sfida diretta: "Se questo comitato è serio [...] gli chiederebbe direttamente, sotto giuramento, informazioni sulle decine di migliaia di volte in cui compare nei fascicoli di Epstein". Ha inoltre accusato l'amministrazione Trump di aver smantellato con "grande esasperazione" l'Ufficio per la lotta alla tratta di esseri umani del Dipartimento di Stato, abbandonando di fatto i sopravvissuti.

Le e-mail compromettenti di Elon Musk

L'offensiva della Clinton ha travolto anche Elon Musk, tirando in ballo scambi di posta elettronica che smentiscono le precedenti giustificazioni del miliardario. Se nel 2019 il capo di Tesla aveva definito Epstein "ovviamente un maniaco", sostenendo di aver sempre rifiutato gli inviti sulla sua isola privata, i documenti emersi rivelano una realtà ben diversa. La Clinton ha puntato il dito su un'email del novembre 2012 in cui Musk, organizzando un viaggio in elicottero, chiedeva a Epstein: "Quale giorno/notte sarà la festa più scatenata sulla tua isola?".

I file desecretati mostrano che i contatti sono proseguiti. Il 25 dicembre 2012, Musk scrisse a Epstein esprimendo il desiderio di "andare alle feste di St. Barts o altrove e scatenarmi". Quando Epstein gli fece notare in modo suggestivo che un rapporto sull'isola avrebbe potuto mettere a disagio l'allora moglie di Musk, Talulah Riley, il miliardario liquidò la questione rispondendo: "Il rapporto non è un problema per Talulah". Tali scambi cordiali, che includevano anche la pianificazione di un tour di SpaceX per Epstein nel 2013, avvenivano anni dopo la condanna del finanziere per prostituzione minorile. "Chiunque chiedesse in quale notte si sarebbe tenuta la 'festa più sfrenata' sull'isola di Epstein verrebbe citato in giudizio", ha tuonato la Clinton contro la disparità di trattamento della commissione.

Accuse reciproche e caos in aula

Il clima in aula si è fatto rovente. Mentre le pesanti dichiarazioni contro Trump e Musk risuonavano ancora nella stanza, la seduta è precipitata nel caos a causa della deputata repubblicana Lauren Boebert, che ha scattato di nascosto una fotografia della Clinton. La diffusione dell'immagine sui social media ha spinto gli avvocati dell'ex candidata democratica a esigere l'immediata sospensione del procedimento, ripreso solo dopo un'ora con la garanzia che ogni filmato sarà esaminato dai legali prima della pubblicazione.

Nonostante i tentativi dei repubblicani di collegare i democratici a Epstein – indagando anche su un'e-mail che mostra come Howard Lutnick, attuale segretario al Commercio di Trump, avesse inoltrato un invito a Epstein per una raccolta fondi della Clinton nel 2015Hillary ha ribadito la sua totale estraneità alle attività criminali del finanziere. La sua testimonianza si è così trasformata in un faro puntato sulle omissioni del fronte conservatore: "Cosa viene nascosto? Chi viene protetto? E perché questa copertura?" ha concluso la Clinton, lasciando il peso delle risposte al Congresso.