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IL LUTTO

Musica, ci lascia a 86anni il “re del pop americano”, autore di successi intramontabili

È morto Neil Sedaka: con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale della musica leggera americana.

28 Febbraio 2026, 01:55

Musica, ci lascia a 86anni il “re del pop americano”, autore di successi intramontabili

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È morto a Los Angeles, venerdì 27 febbraio, all’età di 86 anni, Neil Sedaka, cantautore, pianista e compositore statunitense, tra i massimi protagonisti del pop internazionale tra gli anni Cinquanta e Settanta, autore di classici intramontabili come "Breaking Up Is Hard to Do" e "Laughter in the Rain". L’annuncio è stato diffuso dalla famiglia, che in un comunicato lo ha ricordato come “una vera leggenda del rock and roll, un’ispirazione per milioni di persone e, soprattutto, un marito, padre e nonno straordinario”. Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale della musica leggera americana.

Autore di successi come "Oh! Carol", "Calendar Girl", "Happy Birthday, Sweet Sixteen", "Bad Blood" e "Love Will Keep Us Together", Sedaka ha attraversato oltre mezzo secolo di show business reinventandosi più volte e lasciando in eredità un catalogo di oltre 700 brani. Nel suo percorso spiccano tre dischi d’oro interamente italiani: "I tuoi capricci" e "La terza luna", firmate da Luis Bacalov e Franco Migliacci, e "Adesso no" di Gianni Meccia.

Non si trattava di versioni in italiano di successi americani – benché almeno dieci sue canzoni abbiano dominato i juke-box nel nostro Paese – ma di inediti concepiti da autori residenti in Italia, che nella prima metà dei “favolosi” anni Sessanta saldarono il legame fra il cantante newyorkese e il pubblico italiano. In italiano Sedaka ha pubblicato quattordici 45 giri e tre album, includendo persino tre perle del repertorio partenopeo: "I'te vurria vasà", "'Na sera 'e maggio" e "Scapricciatello". Tra i titoli noti nel nostro Paese figurano anche "La notte è fatta per amare", "Il re dei pagliacci", "Un giorno inutile", "Lettera bruciata", "Esagerata", "I tuoi capricci" e "Tu non lo sai".

Nato a New York il 13 marzo 1939 in una famiglia ebraica, Sedaka crebbe con il padre Mordechai, tassista, e con la madre Eleanor, che ne sostenne il talento acquistandogli il primo pianoforte a nove anni. Dotato di straordinarie doti precoci, ottenne una borsa di studio alla divisione preparatoria della Juilliard School, dove ricevette un’educazione classica rigorosa. Ancora adolescente iniziò a collaborare con il paroliere e vicino di casa Howard Greenfield: insieme diedero vita a uno dei sodalizi più fecondi del Brill Building, cuore pulsante dell’industria discografica newyorkese dell’epoca.

Con disciplina quasi quotidiana firmarono in pochi anni una sequenza impressionante di hit. Il primo grande successo arrivò nel 1958, quando Connie Francis incise "Stupid Cupid", entrata nella Billboard Hot 100 e preludio a ulteriori traguardi, tra cui "La spiaggia del desiderio", tema dell’omonimo film del 1960 divenuto uno dei brani-simbolo della cantante.

Parallelamente all’attività di autore, Sedaka intraprese la carriera solista. Con stile limpido, voce tenorile capace di slanci in falsetto e una scrittura melodica di immediata presa, conquistò il pubblico adolescente a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Tra il 1959 e il 1962 inanellò successi consecutivi: "Oh! Carol" (ispirata a una giovane Carole King), "Stairway to Heaven", "Calendar Girl", "Little Devil", "Happy Birthday, Sweet Sixteen" e "Next Door to an Angel".

Nel 1962 raggiunse il vertice della classifica statunitense con "Breaking Up Is Hard to Do", celebre per l’incipit nonsense “Do do do, down dooby doo down down”, rimanendo in hit parade per 14 settimane. La critica ne rilevava l’equilibrio tra leggerezza pop e suggestioni rhythm and blues, con strutture compatte “da due minuti e mezzo” e la capacità – rivendicata dallo stesso Sedaka – di raccontare una storia compiuta nello spazio di un singolo radiofonico.

L’irrompere della "British Invasion" a metà anni Sessanta ridimensionò la centralità di molti artisti pop americani, e anche la popolarità di Sedaka ne risentì. Alcuni singoli non centrarono gli obiettivi e nel 1966 l’etichetta discografica decise di non rinnovargli il contratto.

Il musicista si concentrò allora soprattutto sulla scrittura per altri interpreti: contribuì al repertorio dei The Monkees e dei The 5th Dimension e vide brani come "Solitaire" rinascere grazie alle interpretazioni dei Carpenters. Una fase che consolidò la sua fama di autore duttile, capace di adattarsi a stili diversi.

All’inizio degli anni Settanta si trasferì nel Regno Unito per rilanciare la carriera. L’incontro con Elton John fu decisivo: firmò con la sua etichetta e pubblicò nuovi lavori che lo riportarono ai vertici internazionali. Nel 1974 "Laughter in the Rain", scritta con Phil Cody, raggiunse il numero uno negli Stati Uniti, segnando un clamoroso ritorno. L’anno seguente "Bad Blood", con la partecipazione vocale dello stesso Elton John, conquistò nuovamente la vetta della Billboard Hot 100. In quel periodo Sedaka ripropose anche "Breaking Up Is Hard to Do" in versione ballad, confermando la solidità della sua penna.

Nello stesso biennio, il duo Captain & Tennille incise "Love Will Keep Us Together": il singolo risultò il più venduto dell’anno negli Stati Uniti e vinse il Grammy Award come Record of the Year, suggellando la “seconda vita” artistica del compositore.

Nel corso della carriera, Sedaka ha ottenuto cinque nomination ai Grammy ed è stato inserito nella Songwriters Hall of Fame. Il suo repertorio è stato reinterpretato da artisti di generazioni diverse, a testimonianza della tenuta e dell’universalità delle sue melodie.

Nei primi anni Duemila, il musical "Breaking Up Is Hard to Do" ha riportato in scena il patrimonio creativo costruito con Greenfield e altri collaboratori. L’autore ha sempre sottolineato come la sua musica fosse il frutto di una sintesi tra formazione classica, tradizione pop, standard melodici ed energia rock: una combinazione che gli ha consentito di attraversare mode e trasformazioni dell’industria discografica mantenendo una riconoscibilità immediata.

Sul piano personale, nel 1962 sposò Leba Strassberg, con cui ha condiviso oltre sessant’anni di matrimonio. Dalla loro unione sono nati due figli, Dara e Marc, e tre nipoti. Fino agli ultimi anni Sedaka ha continuato a esibirsi dal vivo, ricordando con orgoglio come il successo di "Laughter in the Rain" avesse rappresentato una svolta professionale ed economica inattesa.