il racconto
Nel Medioriente quasi 60 mila italiani, il racconto dei turisti: «Situazione surreale»
Paura tra i nostri connazionali. Bloccato a Dubai il ministro della difesa Guido Crosetto
La tensione in Medio Oriente ha raggiunto un nuovo punto critico, trasformando mete turistiche in scenari di panico e lasciando con il fiato sospeso oltre 58mila cittadini italiani. Un'escalation improvvisa ha scosso la regione del Golfo, allargandosi da Israele all'Iran, dall'Iraq all'intera penisola arabica. La scintilla dell'ultimo, drammatico capitolo di questa crisi è scaturita in seguito a un attacco all'Iran, che ha innescato una dura rappresaglia.
Teheran ha risposto lanciando raid mirati contro basi americane nell'area. Le conseguenze si sono fatte sentire ben oltre gli obiettivi militari, sconvolgendo le capitali, costringendo alla chiusura degli spazi aerei e al blocco dei voli, e seminando il panico nelle zone più rinomate del turismo internazionale.
Il volto di questa spirale di terrore è quello di Nicole Molinaro, una ragazza di 21 anni originaria di Roma, trovatasi improvvisamente sotto un cielo di fuoco mentre era in vacanza a Dubai con un'amica. "Stiamo vivendo una situazione surreale", racconta la giovane in preda all'angoscia. "Nessuno è preparato a vivere un’esperienza come questa in vacanza. Ho appena assistito all’esplosione di due missili, proprio sopra la mia testa".
Quello che doveva essere un momento di relax si è trasformato in un incubo: "Eravamo sulla spiaggia quando abbiamo sentito un boato", ricorda Nicole. "La terra ha tremato. La battigia era affollatissima. Molti bagnanti sono usciti dall’acqua in preda al panico. C'è stato un fuggi fuggi generale".
Rientrata precipitosamente nel proprio albergo al Dubai Marina, la ragazza ha cercato di mettersi in contatto con l'ambasciata italiana per organizzare il rientro a casa in vista del ritorno al lavoro. C'è tuttavia un forte contrasto tra lo sconcerto dei turisti e la rassegnazione degli abitanti del posto, che appaiono tranquilli davanti ai sistemi di difesa aerea in azione. "Ci hanno detto che i missili sono stati neutralizzati e che assistere a scene di questo genere non è insolito", riferisce ancora la ventunenne. Attualmente, non si vedono più missili nel cielo, ma il caos logistico è palpabile. Tramite i social network, si apprende che diversi turisti italiani recatisi all'aeroporto sono stati trasferiti in strutture alberghiere situate in mezzo al deserto, in trepidante attesa che la situazione si sblocchi per poter ripartire.
Il pericolo non è stato affatto scongiurato nel resto della penisola. I resoconti delineano una mappa diffusa di attacchi: l'Arabia Saudita ha confermato che sono state colpite la capitale Riad e l'intera regione orientale. Esplosioni ripetute sono rimbombate a più riprese anche a Doha, in Qatar, e nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi. La violenza degli attacchi ha raggiunto direttamente le infrastrutture civili: a Dubai il fuoco è arrivato fino all'iconica isola artificiale di Palm Jumeirah, dove un hotel è stato colpito provocando quattro feriti, mentre in Bahrain sono stati attaccati diversi edifici residenziali nella capitale Manama.
In questo scenario caotico, la Farnesina monitora l'emergenza che coinvolge oltre 58.000 connazionali tra residenti, turisti e lavoratori in viaggio. La maggioranza assoluta si concentra negli Emirati Arabi Uniti (quasi 22.400 presenze) e in Israele (circa 20.800). I Paesi limitrofi mostrano numeri altrettanto significativi: in Libano si trovano circa 3.900 italiani, mentre in Giordania poco più di 2.000. Nella penisola arabica, la presenza tricolore si divide tra Arabia Saudita (quasi 3.500 persone), Qatar (3.200), Kuwait (1.000), Bahrein (circa 780) e in Iraq (poco più di 550). Particolarmente delicata è la situazione in Iran, dove, nonostante sia da tempo in vigore l'avviso a evitare i viaggi, si registra ancora la presenza di circa 470 italiani, quasi tutti residenti.
Di fronte a questa gravissima crisi internazionale, il messaggio del governo italiano è perentorio. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha lanciato un forte appello indirizzato alle decine di migliaia di italiani presenti nell'area mediorientale e del Golfo: "La raccomandazione è di non muoversi, di rimanere a casa o in albergo". Una direttiva chiara in attesa che i cieli possano tornare sicuri per migliaia di persone che sperano solo di riabbracciare i propri cari.
Bloccato a Dubai anche il ministro della difesa Guido Crosetto. Il ministro si trova a Dubai con la propria famiglia in attesa che riaprano i voli, momentaneamente sospesi per l’attacco in Iran, per tornare in Italia. Il ministro era partito ieri da Roma con
un volo civile per andare a prendere la propria famiglia e poi con loro fare rientro.