la guerra
Alì Khamenei è morto sotto le bombe Usa e di Israele: svolta drammatica del conflitto in Iran
Recuperato il cadavere della Guida Suprema della Repubblica islamica. Applausi dalle finestre di Teheran
Ore 21.16 Esultanze sono state udite in diversi quartieri di Teheran nel momento in cui, anche in Iran, si è diffusa la notizia dell’uccisione della Guida suprema, Ali Khamenei. Lo riferiscono testimoni citati dall’agenzia AFP. Secondo le stesse fonti, poco dopo le 23 ora locale (le 20.30 in Italia) numerosi residenti si sono affacciati alle finestre per applaudire.
Ore 21.15 L’Iran infliggerà “una lezione indimenticabile” a Stati Uniti e Israele in risposta alla serie di attacchi condotti contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran. “Faremo rimpiangere ai criminali sionisti e agli sfacciati americani ciò che hanno fatto” ha scritto Larijani su X. “I coraggiosi soldati e il grande popolo dell’Iran daranno una lezione indimenticabile agli oppressori internazionali.”
Ore 21.06 Secondo l’emittente israeliana Canale 12, che cita fonti anonime, il corpo di Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran, sarebbe stato recuperato dalle macerie del suo complesso residenziale fortificato, colpito da circa trenta attacchi missilistici e incursioni aeree nelle prime ore dell’operazione militare. In serata, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un intervento televisivo, ha parlato di “segnali crescenti” che indicherebbero che Khamenei “non è più tra noi”, definendo il raid un colpo decisivo contro “il tiranno di Teheran” e invitando il popolo iraniano a prendere in mano il proprio destino.
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Un evento dirompente scuote il Medio Oriente: la Guida suprema dell’Iran, ayatollah Ali Khamenei, sarebbe stata uccisa in un attacco a sorpresa condotto da Israele contro il suo complesso residenziale.
La notizia, potenzialmente destinata a ridisegnare gli equilibri regionali, è stata confermata da un alto funzionario israeliano al Times of Israel.
In un videomessaggio diffuso da Ynet, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “Con un potente attacco a sorpresa questa mattina, abbiamo distrutto il complesso residenziale di Khamenei” e ha aggiunto: “Si stanno moltiplicando i segnali che Khamenei sia morto”, senza fornire dettagli operativi per ragioni di sicurezza.
Secondo fonti militari israeliane, l’operazione, scattata all’alba con missili di precisione e droni stealth, ha colpito il cuore dell’establishment teocratico di Teheran.
Il palazzo dell’ayatollah, in un’area fortificata nei pressi della capitale, sarebbe stato raso al suolo; squadre di recupero avrebbero identificato il corpo del leader ottantenne, al vertice della Repubblica islamica dal 1989, dopo la morte di Ruhollah Khomeini.
Considerato figura simbolica e guida spirituale per circa 90 milioni di iraniani, Khamenei era al centro della cosiddetta “Resistenza Islamica” e sosteneva Hezbollah, Hamas e gli Houthi.
Nel suo intervento di quattro minuti, Netanyahu ha tracciato un parallelo con l’uccisione, nel 2020, del generale Qassem Soleimani: “Ringrazio il presidente Trump per il suo sostegno incondizionato”, ha affermato, lasciando intendere un possibile via libera da Washington. “Questa guerra porterà a una vera pace”, ha proseguito, evocando una “nuova era” post-iraniana.
L’annuncio arriva in un contesto di escalation iniziata il 7 ottobre 2023: Israele ha fronteggiato raid missilistici di Teheran e dei suoi proxy, un conflitto che ha provocato oltre 40 mila vittime a Gaza e accresciuto le tensioni sul fronte libanese.
Immediate le reazioni internazionali. Teheran denuncia un “crimine sionista” e promette ritorsioni per bocca del successore designato, Mojtaba Khamenei. Mosca e Pechino condannano l’attacco, mentre l’Unione europea invoca “contenimento”.
A Washington, Trump tace, ma fonti vicine alla Casa Bianca parlano di “successo condiviso”.
Per diversi analisti, la caduta della Guida suprema potrebbe destabilizzare l’Iran, innescando proteste interne o un cambio di regime, ma anche alimentare un caos regionale con potenziali implicazioni nucleari.
Israele, intanto, irrobustisce le proprie difese: sirene antiaeree risuonano da Eilat a Haifa. Netanyahu, tornato al governo alla guida di una coalizione di linea dura, punta a capitalizzare il colpo in vista di eventuali negoziati con i palestinesi.
Resta il nodo della verifica: Teheran smentisce, ma immagini satellitari mostrano distruzione estesa. Il Medio Oriente trattiene il fiato.