Il conflitto
Israele colpisce il cuore di Teheran e richiama 20mila riservisti, continua la pioggia di missili iraniani
Offensiva israeliana su Teheran dopo il raid che ha ucciso Khamenei: missili iraniani anche in Oman, vittime civili in una escalation regionale. Esplosioni anche a Riad
Le forze armate israeliane (IDF) hanno annunciato questa mattina l'inizio di un'offensiva militare diretta contro "obiettivi nel cuore di Teheran". L'operazione rappresenta una drammatica escalation nella regione, avvenendo all'indomani di un raid congiunto condotto da Stati Uniti e Israele che ha decapitato i vertici della Repubblica Islamica, uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei. Secondo quanto dichiarato dall'esercito di Tel Aviv, i bombardamenti odierni contro le infrastrutture del regime sono stati resi possibili da una serie di attacchi aerei su larga scala condotti nei giorni scorsi, strategicamente mirati a stabilire la superiorità aerea e a spianare la rotta ai caccia verso la capitale iraniana. Il Comando del Fronte Interno (Difesa Civile) israeliano «ha richiamato circa 20.000 riservisti» che, «nelle ultime 24 ore, si sono uniti alle forze regolari e di riserva del Comando del Fronte Interno già schierate e operative in tutto il Paese», secondo una dichiarazione di questo ramo dell’esercito responsabile della protezione dei civili in tempo di guerra. I media israeliani riferiscono che la televisione di Stato di Teheran è stata attaccata.
La reazione di Teheran si sta concretizzando in queste ore in una nuova, incessante ondata di lanci missilistici contro il territorio israeliano. Le autorità israeliane hanno intimato ai residenti di rimanere all'interno dei rifugi antiatomici fino a nuova comunicazione. Il bilancio per la popolazione civile continua ad aggravarsi: l'ospedale Ichilov ha reso noto che una donna di 60 anni ha perso la vita a causa di un'insufficienza respiratoria mentre correva verso un bunker durante i suoni d'allarme di questa mattina. Questa tragedia segue la morte di una lavoratrice straniera, rimasta uccisa ieri sera a causa dell'impatto diretto di un missile contro un edificio nel centro di Tel Aviv. Colpita anche una petroliera in Oman in porto: quattro feriti
Nel frattempo, l'Iran sta riorganizzando la propria catena di comando militare dopo le pesanti perdite subite. Ahmad Vahidi è stato ufficialmente nominato nuovo comandante delle Guardie Rivoluzionarie, prendendo il posto di Mohammad Pakpour, rimasto ucciso anch'egli nell'attacco israelo-americano di ieri.
Le tensioni, inoltre, mostrano segnali di un allargamento del conflitto a livello regionale. In Oman, il porto commerciale di Duqm è stato bersaglio di due droni. L'incidente, riportato dall'agenzia di stampa statale omanita e citato dal Times of Israel, ha provocato il ferimento di un lavoratore straniero. I detriti di un ulteriore velivolo senza pilota sono precipitati pericolosamente a ridosso dei serbatoi di carburante dell'area portuale, fortunatamente senza causare ulteriori danni materiali o vittime.
Forti esplosioni sono state sentite nella parte orientale della capitale dell’Arabia Saudita Riad. Lo constatano i corrispondenti e i residenti sul posto. Alcuni abitanti nella parte orientale di Riad riferiscono di aver sentito molti colpi forti e di aver visto del fumo salire.
«La vostra guerra non è contro i vostri vicini», ha dichiarato oggi un alto funzionario degli Emirati arabi uniti (Eau) rivolto all’Iran, affermando che gli attacchi iraniani nel Golfo stanno isolando la Repubblica Islamica, nel secondo giorno della risposta di Teheran all’attacco israelo-americano. «L'aggressione iraniana contro gli stati del Golfo è stata un errore di calcolo e ha isolato l’Iran in un momento critico», ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino. "Tornate in voi stessi (...) e trattate i vostri vicini in modo razionale e responsabile», ha aggiunto Gargash.
L'ambasciata statunitense in Oman intanto chiede al personale e ai cittadini americani nel Paese di mettersi al sicuro citando «attività» non specificate fuori dalla capitale Mascate, mentre l'Iran conduce un secondo giorno di attacchi di rappresaglia nel Golfo. "A causa delle attività in corso fuori Mascate, l'ambasciata statunitense in Oman ha ordinato al personale di rifugiarsi sul posto (ovvero, mettersi al riparo). Raccomandiamo a tutti gli americani in Oman di fare lo stesso fino a nuovo avviso", si legge in un post su X citato da Times of Israel.