Il conflitto
Crisi in Medio Oriente, Tajani: «Pronti a riferire in Parlamento sull'Iran. Non sapevo che Crosetto fosse a Dubai»
Il vertice alla Farnesina dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran: il vicepremier e ministro degli Esteri rassicura le famiglie degli italiani bloccati in quei Paesi
Finito il vertice alla Farnesina presieduto dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che si è detto «pronto» a riferire al Parlamento sulla crisi in Medio Oriente e gli sviluppi dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. «Stamattina mi ha chiamato la presidente Craxi per chiedermi se ero pronto a riferire alle commissione Esteri e Difesa al Senato. Ho dato la mia disponibilità, quindi non c'è problema», ha spiegato in un punto stampa dopo la riunione in videoconferenza con gli ambasciatori in Medio Oriente. «Ieri ho parlato con anche i leader dell’opposizione che volevano chiarimenti, volevano informazioni. Tutto quello che stiamo facendo lo stiamo raccontando minuto per minuto con l’obiettivo soprattutto di rassicurare le famiglie italiane che hanno parenti che vivono o sono in viaggio in Medio Oriente e nell’area del Golfo».
Tajani ha quindi precisato che «Non ci sono militari italiani né civili italiani coinvolti in qualche modo negli attacchi che ancora continuano. Anche in Iran non ci sono in questo momento italiani che devono lasciare il paese. Soltanto uno ha passato la frontiera con l’Azerbaigian ed è stato imbarcato stamane da un volo che arriverà a Malpensa».
Il ministro riferirà domani alle 15 davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. Lo si apprende da fonti parlamentari.
Dagli Emirati, «alcuni italiani hanno provato ad entrare in Oman con un viaggio molto lungo. Ma bisogna essere molto prudenti, sono circa 5 ore di viaggio alla frontiera. Ma ora gli omaniti stanno chiudendo la frontiera per tutti coloro che non sono omaniti. Quindi al momento molti stanno scegliendo di rimanere a Dubai, cosa che in questo momento è consigliabile di fare».
«Non so quando rientrerà, spero prima» del 7 marzo, ha poi detto il vicepremier rispondendo a una domanda sul ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai per la sospensione dei voli prevista fino al 7 marzo. «Io personalmente non lo sapevo», ha replicato Tajani a chi domandava se il governo fosse al corrente della presenza di Crosetto a Dubai. «È partito prima - ha aggiunto -. Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sàar ieri mattina presto quando l’attacco già iniziato».
È «composta da 50 persone» che «rispondono direttamente ai telefoni e seguono e coordinano il lavoro di tutte le nostre ambasciate nell’area» la Task Force Golfo costituita alla Farnesina dalla Direzione generale degli italiani all’estero con l’Unità di crisi per «assistere nella migliore maniera possibile tutti gli italiani che vivono o sono di passaggio, turisti e non», in Medio Oriente e nell’area del Golfo. Tajani ha spiegato che la task force risponde allo stesso numero (0636225) dell’Unità di crisi, «ma con un centralino che smista» le chiamate. «Cerchiamo di raggiungere i nostri connazionali in ogni modo - ha aggiunto -. È chiaro che ci sono decine di migliaia di telefonate che arrivano al Ministero, il lavoro è abbastanza complicato. C'è chi ha casi particolari, chi chiede informazioni per partire. Cerchiamo di gestire la situazione nel modo migliore possibile. Stiamo cercando di assistere anche coloro che hanno bisogno di medicinali. Quindi la riunione di stamattina è stata molto operativa».