1 marzo 2026 - Aggiornato alle 23:11
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IL NUOVO CONFLITTO

Guerra in Medio Oriente: continuano i raid di Usa e Israele sull’Iran, prime vittime americane. Trump: «L'operazione durerà 4 settimane»

Secondo giorno di ostilità: Teheran e infrastrutture militari sotto attacco, mentre i Pasdaran rispondono con missili verso Israele e basi statunitensi nel Golfo.

01 Marzo 2026, 22:01

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Guerra in Medio Oriente: continuano i radi di Usa e Israele sull’Iran, prime vittime americane. Trump: «L'operazione durerà 4 settimane»

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L’eliminazione di Ali Khamenei non ha concluse l’operazione militare congiunta Israele-Stati Uniti contro l’Iran, scattata all’alba di sabato. Nuove ondate di raid hanno continuato ad abbattersi sul Paese, colpendo le infrastrutture missilistiche ed altre figure chiave dell’establishment. I Pasdaran, nonostante gli avvertimenti della Casa Bianca, hanno lanciato quella che hanno definito una risposta «su vasta scala» sulle basi Usa nel Golfo e sulle città israeliane. E’ una guerra dal cielo e dal mare, con missili che hanno preso di mira la portaerei Lincoln, mentre gli americani hanno rivendicato di aver affondato nove navi da guerra iraniane ed il quartier generale della loro Marina. Nel bilancio delle vittime si contano anche le prime perdite Usa: tre militari morti e 20 feriti nella base 'Camp Patriot' in Kuwait.

Nel secondo giorno di ostilità l’Idf ha reso noto che l'aviazione ha attaccato «nel cuore di Teheran», dopo aver «spianato la strada» verso la capitale nelle precedenti 24 ore «con migliaia di munizioni lanciate contro lanciamissili, sistemi di difesa aerea e centri di comando del regime». Tra i nuovi obiettivi è stata centrata la «divisione operativa dell’intelligence e la base di Thar-Allah, il quartier generale della sicurezza interna che ha guidato la recente repressione», è stato riferito. Media di Teheran hanno invece riportato strike sulla tv di Stato e su un ospedale nel nord della capitale, il Gandhi, pubblicando un video, presumibilmente girato all’interno della struttura, che mostra detriti sul pavimento. E, ancora, un commissariato di polizia distrutto, con vittime e dispersi sotto le macerie.

I bombardamenti sull'Iran sono proseguiti in diverse ondate, per consolidare il doppio obiettivo dell’operazione: da una parte «eliminare la minaccia missilistica», e dall’altra, «creare le condizioni operative per la caduta del regime», ha aggiunto un portavoce delle forze armate, che nel frattempo hanno richiamato centomila riservisti. E’ una «campagna in cui stiamo dispiegando l’intera forza, come mai prima d’ora, per garantire la nostra esistenza», ha sottolineato Benyamin Netanyahu, annunciando che gli attacchi «si intensificheranno nei prossimi giorni». In questa direzione anche la decisione di prorogare la chiusura dell’aeroporto Ben Gurion almeno fino a venerdì prossimo.

«Le cose stanno andando nella giusta direzione», anzi i piani americani sono «avanti rispetto ai programmi», ha intanto fatto sapere Donald Trump tuonando contro Teheran: è meglio che la smetta di contrattaccare, altrimenti «colpiremo con una forza mai vista prima». Trump ha anche detto di prevedere che le operazioni dureranno «quattro settimane circa. Per quanto forte sia, è un paese grande, ci vorranno quattro settimane o meno». Sulle prime vittime americane, il presidente statunitense ha anche detto che «sfortunatamente lo aspettavamo, e potrebbe accadere ancora». 

La risposta del regime non si è fatta attendere: «Le forze armate iraniane continueranno a colpire con forza le basi militari del nemico», ha detto il presidente Masoud Pezeshkian, in un video-messaggio in cui ha annunciato l’avvio del consiglio provvisorio che dovrà gestire la successione della Guida suprema. Ed i Pasdaran hanno avviato la seconda fase dell’operazione «Truth Promise 4» su tutti gli obiettivi americani e israeliani. Esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme e Tel Aviv, dove ormai da sabato mattina le sirene d’allarme risuonano in continuazione, mentre nella zona centrale dello Stato ebraico, a Beit Shemesh, è stato raso al suolo un condominio, provocando almeno 9 morti e 11 dispersi. I boati dei missili iraniani sono stati avvertiti per il secondo giorno consecutivo anche a Riad, Dubai, Abu Dhabi, Doha, Manama.

L’Arabia Saudita ha intercettato missili diretti verso l'aeroporto internazionale della capitale e la base aerea Prince Sultan. Ad Abu Dhabi, un attacco di droni contro una base navale che accoglie soldati francesi ha causato un incendio, senza provocare vittime. In tutti gli Emirati si contano almeno 3 morti e decine di feriti. In Iran è decisamente più alto il bilancio delle vittime: centinaia di morti (la maggior parte nella scuola femminile di Mibab) e oltre settecento feriti.

Sul fronte della guerra navale, Trump ha reso noto che "abbiamo distrutto e affondato 9 imbarcazioni iraniane, alcune delle quali grandi e importanti", mentre in «un altro attacco abbiamo distrutto il loro quartier generale». I Pasdaran hanno detto di aver attaccato «con quattro missili balistici» la Abraham Lincoln, la portaerei che affianca la Ford nell’imponente schieramento americano nell’area. I comandi Usa hanno però replicato che «non è stata neanche sfiorata e continua a operare a sostegno della campagna». E nelle turbolente acque dello Stretto di Hormuz la navigazione è a rischio anche per i cargo commerciali che sfidano il divieto di attraversamento imposto dalle Guardie della Rivoluzione. L'agenzia britannica Ukmto ha dato notizia che due mercantili (uno dei quali battente bandiera di Palau) sono stati colpiti da "proiettili non identificati", anche se non hanno registrato danni gravi né vittime. Gli incidenti si sono verificati al largo dell’Oman e degli Emirati.