2 marzo 2026 - Aggiornato alle 11:23
×

Il racconto

Studenti italiani bloccati a Dubai: «Scene surreali, che vediamo solo nei film»

Dopo l'attacco i ragazzi sono stati trasferiti in un bunker. Allarmi di missile e trasferimenti d'emergenza tra paura e solidarietà

02 Marzo 2026, 08:56

09:06

Studenti calabresi bloccati a Dubai: «Scene surreali, che vediamo solo nei film”. »

Seguici su

“Abbiamo vissuto scene surreali, che siamo abituati a vedere solo nei film”. A parlare all’Adnkronos è Mirko Frascino, di Frascineto (Cosenza), tra gli oltre duecento studenti italiani rimasti bloccati a Dubai dopo le tensioni tra Usa e Iran.

“Il nostro viaggio-studio si sarebbe dovuto concludere con il volo da Dubai a Istanbul delle 2.50 - racconta Mirko -. Il 28 pomeriggio, però, i nostri tutor, che sono sempre con noi e stanno facendo di tutto per confortarci e garantirci sicurezza, ci hanno comunicato che i voli della Turkish Airlines erano stati cancellati. A quel punto tutti si sono destabilizzati, qualcuno ha cominciato a piangere, qualcun altro si è isolato. Poi ci hanno trasferiti da ‘Le Méridien’ a un altro hotel di Dubai per farci trascorrere la notte in massima sicurezza”.

In quelle ore, prosegue il giovane, “è successa una cosa che mi ha scosso profondamente. È suonato un allarme sui nostri telefoni che avvertiva di un possibile missile, la gente ha iniziato a urlare, c’erano bambini in braccio alle madri che gridavano. Sono stati momenti terribili, solo chi li ha vissuti può capire. Poi ci hanno portato in una specie di bunker, ci hanno dato un po’ di acqua per farci calmare, e alla fine siamo tornati nelle nostre camere per riposare”.

La mattina seguente, intorno alle 9, si sono vissuti nuovi attimi di apprensione quando alcuni ragazzi hanno riferito di aver udito “rumori di esplosioni”. Paura, dunque, ma anche speranza: “Ora la situazione sembra essere stabile - riferisce lo studente, che si trova insieme alla sua compagna del Liceo ‘Mattei’ di Castrovillari, Azzurra -. Ovviamente cerchiamo di essere positivi e farci coraggio a vicenda perché è l’unica cosa che possiamo fare in questo momento”.