2 marzo 2026 - Aggiornato alle 10:30
×

Guerra

Escalation nel Medio Oriente: Iran attacca la base statunitense di Ali Al Salem e colpisce obiettivi a Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme Est

Usati missili Kheibar, mentre l'Idf annuncia raid su Teheran e attacchi a esponenti di Hezbollah

02 Marzo 2026, 10:15

Escalation nel Medio Oriente: Iran attacca la base statunitense di Ali Al Salem e colpisce obiettivi a Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme Est

Seguici su

L’esercito iraniano ha dichiarato che le unità missilistiche delle sue forze terrestri e navali hanno lanciato attacchi contro la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait e anche contro le navi statunitensi nell’Oceano Indiano, nelle ultime ore, utilizzando 15 missili da crociera, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato in un comunicato di aver condotto attacchi missilistici, utilizzando missili balistici Kheibar, contro un complesso governativo a Tel Aviv, centri di sicurezza e militari ad Haifa e Gerusalemme Est.

«Abbiamo attaccato alti funzionari di Hezbollah, tra gli ultimi rimasti», ha detto il portavoce dell’Idf Effie Defrin in una dichiarazione, aggiungendo che «oltre cento bombe sono state sganciate su Teheran questa mattina».

Per quanto riguarda l'allargamento del fronte dell'attacco anche al Libano, il portavoce di Idf comunica in arabo sui propri account social: «Ai residenti del Libano che hanno evacuato le loro case la scorsa notte per proteggere la propria incolumità: Idf continua ad attaccare, per la vostra sicurezza e dei vostri familiari, non tornate nelle vostre case».

Aiox invece riporta dettagli sulla tempistica dell'attacco di Stati Uniti e Israele che avevano inizialmente pianificato di procedere contro l'Iran con una settimana di anticipo, ma l'attacco iniziale è stato ritardato per motivi operativi e di intelligence.

Il rinvio ha dato al presidente Trump un'altra settimana per scegliere tra i due binari paralleli - diplomazia e guerra - che percorreva da quasi due mesi. E ha reso l'ultimo round di colloqui sul nucleare a Ginevra molto più significativo, dando all'Iran un'ultima possibilità di raggiungere un accordo.

Un funzionario israeliano ha affermato che i colloqui di Ginevra avevano lo scopo di far passare il tempo fino alla nuova data di attacco, continuando a far credere agli iraniani che la diplomazia fosse ancora la strada principale di Trump.

Un secondo funzionario israeliano ha affermato che la nuova data dell'attacco è stata fissata per ragioni tattiche e operative e che i colloqui erano autentici. Se Trump avesse visto progressi significativi a Ginevra, avrebbe potuto rinviare nuovamente l'attacco.

Anche due funzionari statunitensi hanno respinto l'affermazione secondo cui i colloqui di Ginevra sarebbero stati uno stratagemma.

Giovedì gli inviati Usa Jared Kushner e Steve Witkoff sono tornati con un'ultima proposta americana: includeva la richiesta di una moratoria decennale sull'arricchimento dell'uranio iraniano, seguita da una simbolica capacità di arricchimento. Gli Stati Uniti si sono offerti anche di fornire all'Iran combustibile nucleare gratuito per soddisfare le sue esigenze civili.

Il team di Trump, secondo un altro funzionario statunitense, è stato «molto esplicito» riguardo all'uso della forza militare se gli iraniani non avessero accettato l'accordo. Ma, scrive Axios, gli iraniani hanno rifiutato l'offerta. Kushner e Witkoff hanno riferito a Trump, che ha poi messo in moto gli ingranaggi della guerra.