Italiani
Le cantanti Luisa Corna e Francesca Alotta bloccate a Dubai: «Abbiamo dovuto lasciare l'albergo»
Sono negli Emirati per aver partecipato al “Gran galà della canzone italiana”. Sperano entrambe di poter rientrare in Italia al più presto
da sinistra Luisa Corna, Francesca Alotta
Tra i tanti italiani bloccati in questi giorni a Dubai per l'attacco di Israele e Usa all'Iran, ci sono anche le cantanti Luisa Corna e la palermitana Francesca Alotta che insieme ad altri colleghi, lo scorso 26 febbraio, hanno preso parte al “Gran galà della canzone italiana”.
«Sabato scorso siamo stati per ore in aeroporto, poi con un pullman ci hanno portati in un albergo ma dopo altrettante ore di attesa abbiamo scoperto che l'albergo era esaurito», racconta Luisa Corna da Dubai. Per motivi di sicurezza, la cantante ha cambiato alloggio: la camera che aveva guardava l'hotel simbolo della città, il Burj Al Arab, su cui sono piovuti detriti di droni intercettati, causando un incendio. «Fortunatamente gli organizzatori dell'evento per cui sono venuta a cantare hanno preferito ospitarci a casa per non lasciarci da soli in hotel - aggiunge -. In serata abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste ed anche il suono di vari aerei militari. I nostri telefoni suonano spesso allertandoci di non uscire e di stare al riparo. C'è un clima di grande tensione e di insicurezza. È una sensazione bruttissima. Difficile dormire. Attendiamo notizie», «hanno bombardato tutta notte. Non abbiamo nessuna novità».
Stesse sensazioni per Francesca Alotta (vincitrice dell'edizione Nuove proposte del Festival di Sanremo, nel '92 insieme a Aleandro Baldi con "Non amarmi", ndr). Ospite dello stesso Gran Galà, la cantante siciliana esprime altrettanta preoccupazione per il mancato rientro in Italia. «Qui siamo in tanti e stiamo tutti aspettando di avere notizie su come e quando poter tornare a casa. Dubai è molto bella e mi ero ripromessa di tornare al più presto, ma certo questo è un pensiero da rimandare».
Nella stessa città degli Emirati si trova anche Erminio Carmenini, un giovane capo sommelier di Chieti in un ristorante italiano, che è stato contattato dall'Ansa. «Adesso va meglio, ma abbiamo passato momenti veramente tristi ieri sera. La situazione pare sia tranquilla. Dopo l’alert del governo ieri siamo andati nel panico totale. Esplosioni di missili le abbiamo sentite questa mattina verso le 10, ne ho sentite tre, quattro, anche cinque una dietro l'altra, poi si è tranquillizzata la situazione, a circa una decina di chilometri da dove abito. Ieri dalle sette alle nove di sera e poi da mezzanotte alle tre c'è stato un continuo di missili. Vediamo come evolverà la situazione, molte persone stanno andando verso l’Oman e altri emirati. Io al momento non lo sto valutando, perché la situazione pare tranquilla».
«Diciamo che la situazione non è delle migliori, ma sembrerebbe che Dubai stia rispondendo molto bene con le difese. Da ieri sono stati abbattuti con successo oltre 600 fra droni e missili». Contattato dall’ANSA, risponde così Mattia Cucchiarelli, 35 anni, imprenditore originario di Chieti che da cinque anni vive a Dubai dove si occupa di trading e cripto. L'esplosione più vicina alla sua abitazione è stata a circa 5 chilometri, lui abita vicino al Burj Khalifa. «Fino a quando Dubai non entra in guerra, e credo non lo farà mai, qui è sicuro» aggiunge Cucchiarelli che dice di non aver paura e alla domanda se pensa di rientrare in Italia appena la situazione lo consentirà risponde un netto «No no».