Escalation militare
Israele e Usa sganciano oltre 3.800 munizioni in 48 ore: ucciso il capo dell'intelligence di Hezbollah. L'Iran avverte: "Sarà una guerra lunga"
Teheran in queste ore sotto attacco con centinaia di bombe, creando quella che in ambienti militari viene definita la "cintura di fuoco" su obiettivi del regime
Una fonte di alto livello della difesa israeliana ha affermato che la quantità di munizioni sganciate da Israele e Stati Uniti nelle ultime 48 ore è superiore a quella sganciata durante tutta l'operazione in giugno scorso. Secondo la fonte, che ha parlato con Ynet, Israele ha sganciato più di 2.300 munizioni in due giorni. Gli Stati Uniti ne hanno sganciate 1.500. In uno degli attacchi israeliani, quello della scorsa notte a Beirut, è stato ucciso Hussein Makled, il capo del quartier generale dell'intelligence di Hezbollah. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.
L’esercito israeliano, secondo quanto si apprende, sta attaccando Teheran con centinaia di bombe, creando quella che in ambienti militari viene definita la 'cintura di fuocò' su obiettivi del regime. In questi minuti vengono colpiti il quartier generale politico, l’edificio dell’Autorità iraniana per la radiodiffusione, le sedi centrai della pubblica sicurezza e stazioni di polizia, sistemi antiaerei. Teheran è senza corrente elettrica.
«L'Iran, al contrario degli Usa, si è preparato per una guerra lunga». Lo ha affermato il segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani. «Come nei passati 300 anni, l'Iran non ha iniziato questa guerra e le nostre coraggiose Forze Armate non sono state coinvolte in alcun attacco a parte la difesa. A prescindere dai costi, difenderemo fieramente noi stessi e la nostra civiltà antica di seimila anni e faremo pentire i nemici dell'errore di calcolo», ha aggiunto Larijani in un messaggio su X.