3 marzo 2026 - Aggiornato alle 12:28
×

la storia

Fabrizio Puglisi, imprenditore siciliano a Dubai: "La vita quotidiana continua, c'è fiducia nel sistema di sicurezza del Paese"

Sabrina, di Siracusa: "Il primo giorno è stato il più difficile, non sapevamo di quale portata sarebbe stato il conflitto"

03 Marzo 2026, 09:52

10:48

Fabrizio Puglisi, imprenditore siciliano a Dubai: "La vita quotidiana continua, c'è fiducia nel sistema di sicurezza del Paese"

Seguici su

 «La preoccupazione all’inizio c’è stata. Vedere e sentire intercettazioni di missili e droni è qualcosa che in tanti anni qui non mi era mai capitato. Ma tra i residenti la vita quotidiana in città continua in modo abbastanza ordinato, non c’è un clima di panico», racconta Fabrizio Puglisi, imprenditore cresciuto a Torrenova, in provincia di Messina, 40 anni, che vive a Dubai da 14 anni.

Come sono stati questi giorni? «Sono giornate insolite. Alcune realtà lavorative hanno preferito per prudenza lavorare da remoto. Si confida nella gestione del sistema Paese, come già avvenuto durante il Covid. Tra i residenti prevale un atteggiamento prudente ma composto, ma la città va avanti», prosegue Puglisi, che a Dubai ha aperto la Juventus Academy dieci anni fa, in passato è stato responsabile dell’ufficio di Dubai dell’Enit e che organizza eventi di promozione del turismo italiano in tutto il Medio Oriente con la sua Tourmeon.

Non c’è paura? «Nelle classifiche di sicurezza Dubai e Abu Dhabi sono tra le città più sicure. Le difese aeree sono tra le migliori al mondo e sono entrate in funzione rapidamente intercettando missili e droni. Abbiamo certamente avuto giorni migliori, però confidiamo nella capacità di gestione delle autorità locali che negli anni hanno costruito un forte rapporto di fiducia con la comunità locale e internazionale. Gli Emirati rappresentano un ponte tra Europa e Asia e le autorità italiane si sono attivate prontamente per gestire i turisti bloccati qui. Ho letto ricostruzioni imprecise, che creano allarmismi, anche su media nazionali importanti. Secondo Teheran gli attacchi sono contro basi militari statunitensi in tutta l’area del Golfo, tuttavia i detriti hanno causato incendi sulla facciata dell’hotel Burj Al Arab e vicino all’aeroporto».

In questi giorni a Dubai c’è anche la mamma 75enne, in visita dalla Sicilia. «Era preoccupata, ma ci si attiene alle indicazioni ufficiali: ci dicono, per prudenza, di stare a casa e quindi siamo a casa. Qui sono le 21, mamma, da brava siciliana - racconta smorzando la tensione - sta cucinando la parmigiana».

Sabrina viene da Siracusa e vive a Dubai da una decina di anni con il marito e il figlio 16enne. «Queste giornate sono state strane, lunghissime. Il tempo quando sei in pericolo si dilata. Il primo giorno è stato più difficile perché non sapevamo di che portata sarebbe stato il conflitto, ma ci siamo sempre sentiti al sicuro - racconta - Mi chiedevo come avrei fatto a spiegare tutto questo a mio figlio, parte di una generazione che sta vedendo di tutto. All’inizio si erano create file ai supermercati, ma il governo ha rassicurato per le scorte e i servizi di consegna on line funzionano benissimo quindi subito tutto è tornato alla normalità».

Vi hanno dato indicazioni? «Per prudenza, ci hanno chiesto di stare a casa, lontani dalle finestre, di acquistare cibo on line o nei posti più vicini. La scuola prosegue on line». Momenti di tensione? «Le prime notti sono arrivati gli allarmi sui telefoni. La paura è comprensibile e credo riguardi tutti noi, ma l’ordine e le comunicazioni continue e molto precise ci hanno fatto sentire protetti. Le security sono sempre disponibili e presenti. Si è attivato subito un programma di difesa. E questo ci ha dato grande sicurezza».