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Chi è Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell'Iran: la svolta a Teheran

E' il figlio di Ali assassinato il primo giorno di guerra. Ma non cambierà la linea

03 Marzo 2026, 22:42

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Chi è Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell'Iran: la svolta a Teheran

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Un reticolo di fuoco incrociato che dal Golfo Persico si spinge fino a lambire il Mediterraneo disegna i cieli del Medio Oriente al quarto giorno di conflitto.

Stati Uniti e Israele continuano a colpire l'Iran «su vasta scala», con l'obiettivo dichiarato di decapitare il regime e impedire un ricambio della leadership che non comporti una svolta profonda.

In serata, tuttavia, l'Assemblea degli Esperti iraniana ha scelto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, 57 anni, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. La notizia, diffusa inizialmente da Iran International, è stata successivamente ripresa anche da Haaretz.

Nella notte l'Idf ha rivendicato l'attacco al “più importante” quartier generale degli ayatollah a Teheran, per poi prendere di mira l'Assemblea degli Esperti a Qom, riunita per designare il successore di Ali Khamenei. Resta incerto se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato colpito durante la votazione, come affermano fonti israeliane. Secondo Channel 12, gli 88 saggi avrebbero lasciato l’edificio prima del raid e sul posto sarebbero rimasti soltanto gli “scrutatori”, dei quali non si hanno più notizie.

L'elezione di Mojtaba Khamenei ha spiazzato quanti si attendevano un rinvio del voto, come aveva ipotizzato anche Fars, dopo i funerali del leader supremo. Le esequie, con ogni probabilità, si terranno la prossima settimana a Mashhad, città natale di Khamenei.

Il Mossad, in un post in farsi, ha comunque avvertito: «non importa chi verrà scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader». «Lo scenario più negativo in Iran a questo punto è che il Paese sia preso da qualcuno che è peggio» di Khamenei, ha commentato Donald Trump, ridimensionando anche la figura di Reza Pahlavi, il figlio dello scià, che si è detto disponibile. «Il regime è al suo punto più debole» dal 1989, «non sarà una guerra infinita» ma «un’azione rapida e decisiva», ha assicurato Benyamin Netanyahu, che nel frattempo ha ordinato all'Idf di avanzare nel sud del Libano per «proteggere Israele da Hezbollah».

Dato per morto nel raid aereo congiunto israelo-americano di sabato, in cui è rimasto ucciso il padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei, secondogenito della Guida Suprema, è stato invece designato nuovo leader dall’Assemblea degli Esperti.

Riunitasi in sessione telematica dopo l’attacco alla sede di Qom, l’assise ha scelto lui, anche alla luce delle pressioni dei Pasdaran.

La prospettiva di una successione dinastica – dal padre al figlio – era a lungo apparsa inconciliabile con l’Iran rivoluzionario, nato dal rovesciamento della monarchia dello scià. Lo stesso Khamenei, in vita, si opponeva a un passaggio ereditaro del potere.

Privo del carisma paterno, Mojtaba esercita tuttavia un’influenza sotterranea grazie ai legami stretti con i Guardiani della rivoluzione islamica e con la milizia Basij. È considerato il profilo più adatto a preservare la vasta rete finanziaria ereditata dal padre.

Secondo Bloomberg, avrebbe costruito un impero immobiliare globale che supera i 100 milioni di sterline nel solo Regno Unito, alimentato dai proventi delle vendite di petrolio iraniano.

I fondi transiterebbero per conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, attraverso società di comodo registrate a Saint Kitts and Nevis e nell’Isola di Man.

Tra i beni più noti figura una villa su The Bishops Avenue a Londra – la “Billionaires’ Row” – acquistata nel 2014 per 33,7 milioni di sterline. Il portafoglio includerebbe hotel di lusso a Francoforte e a Maiorca, una residenza nel “Beverly Hills di Dubai”, oltre a ex proprietà a Toronto e Parigi.

Nulla risulta intestato direttamente a lui: fiduciari di fiducia e strutture opache ne schermano la titolarità.

Bloomberg indica come perno della rete il banchiere iraniano Ali Ansari, sanzionato dal Regno Unito nell’ottobre 2025 per il sostegno ai Guardiani.

Pur colpito dalle sanzioni statunitensi nel 2019, l’impero patrimoniale avrebbe continuato a espandersi, sfruttando le lacune nei sistemi di tracciabilità della proprietà in diversi Paesi occidentali.