LA GUERRA
Un sottomarino USA affonda una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano: almeno 80 morti
Hegseth conferma l'attacco dal Pentagono: «Il primo siluro affondante una nave nemica dalla Seconda Guerra Mondiale». Teheran perde un'altra pedina nella escalation globale
Un sottomarino militare statunitense ha affondato una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano, al largo delle coste dello Sri Lanka. È il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ad averlo confermato ufficialmente in un briefing al Pentagono, usando toni trionfalistici e senza lasciare spazio ad ambiguità: «La marina iraniana riposa sul fondo del Golfo Persico. È inefficace, decimata, distrutta. Scegliete un aggettivo: non esiste più».
L'attacco, secondo quanto riferito da tre funzionari americani a Reuters che hanno chiesto l'anonimato, è stato condotto con un siluro. Hegseth ha sottolineato la portata storica dell'operazione: si tratta del primo affondamento di una nave nemica mediante siluro dalla Seconda Guerra Mondiale. «Come in quella guerra, quando eravamo ancora il Dipartimento della Guerra», ha dichiarato il segretario alla Difesa, «stiamo combattendo per vincere».
L'affondamento ha avuto conseguenze gravissime sul piano umano. Secondo un viceministro degli Esteri dello Sri Lanka, intervistato da una televisione locale e citato dalla Reuters, le vittime accertate sarebbero almeno 80. La nave si trovava al largo delle coste dell'isola, nell'Oceano Indiano, quando è stata colpita.
L'episodio si inserisce in una giornata già densa di tensioni tra Washington e Teheran: nelle stesse ore, la Turchia abbatteva un missile balistico iraniano con i sistemi NATO sulla provincia di Hatay, al confine con la Siria. L'affondamento della nave da guerra nell'Oceano Indiano segna però un salto di qualità ulteriore nello scontro diretto tra le forze armate statunitensi e quelle iraniane, aprendo scenari inediti sul piano militare e diplomatico. Le parole di Hegseth — che ha descritto la marina di Teheran come sostanzialmente annientata — lasciano intendere che gli Stati Uniti abbiano condotto nelle ultime settimane un'azione sistematica e non episodica contro le capacità navali iraniane.