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La Farnesina in prima linea per i rimpatri, oltre 14mila chiamate all’Unità di Crisi: quanti sono gli italiani ancora bloccati nel Golfo
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha presieduto oggi alla Farnesina una nuova e delicata riunione della Task Force, in stretto coordinamento con le Ambasciate italiane, per fare il punto sulle operazioni di supporto ai cittadini bloccati nelle aree di tensione
Di fronte all'escalation della crisi in Medio Oriente, la macchina dell'assistenza diplomatica italiana lavora a pieno regime per riportare a casa i connazionali. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha presieduto oggi alla Farnesina una nuova e delicata riunione della Task Force Golfo, in stretto coordinamento con le Ambasciate italiane, per fare il punto sulle operazioni di supporto ai cittadini bloccati nelle aree di tensione. L'entità dell'emergenza è ben descritta dai numeri: ad oggi, l'Unità di Crisi in Italia ha già gestito e risposto a oltre 14.000 chiamate, un dato che testimonia la gravità e la vastità della situazione.
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Per far fronte a questa imponente ondata di richieste, il Ministero ha disposto l'invio di nuovo personale diplomatico. È stato infatti deciso un ulteriore rafforzamento delle sedi operative in Oman e negli Emirati Arabi Uniti (EAU), con nuove unità destinate ad Abu Dhabi e Dubai, che andranno ad affiancare il personale già schierato all'aeroporto di Mascate e lungo i valichi di frontiera.
Il ponte aereo dagli Emirati e le operazioni nel Golfo Lo sforzo logistico maggiore in queste ore si concentra negli Emirati Arabi Uniti, da dove è previsto oggi il rientro complessivo di ben 1.250 connazionali. Per garantire questo deflusso, è stato organizzato un intenso piano di voli: nella notte è decollato un aereo Emirates diretto a Milano, seguito in mattinata da un volo FlyDubai per Bergamo e nel pomeriggio da un aereo Etihad, sempre con destinazione Milano. La serata vedrà la partenza di due aerei diretti verso Roma, mentre a tarda notte decollerà un ulteriore volo charter operato da FlyDubai.
Nel resto del Golfo, la Farnesina sta coordinando complessi trasferimenti via terra per mettere in sicurezza gli italiani. In Qatar, è stato facilitato il primo trasferimento da Doha verso Riad (114 persone), e si lavora senza sosta per organizzare ulteriori passaggi nei prossimi giorni. Analoghe operazioni di esfiltrazione via terra hanno interessato il Kuwait, con 10 connazionali che hanno già raggiunto il territorio saudita, e il Bahrein, da dove 14 italiani sono stati accompagnati alla frontiera in direzione di Riad. L'Arabia Saudita sta svolgendo un ruolo centrale per i transiti: ai suoi confini sono state accolte circa 150 persone, includendo l'erogazione di assistenza per situazioni di particolare vulnerabilità. Da qui, i rientri proseguiranno regolarmente attraverso l'impiego di voli di linea e charter. Parallelamente, in Oman, prosegue il coordinamento per i transiti e si attende a breve l'arrivo di altre 160 persone provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, pronte a proseguire il viaggio verso l'Italia.
Israele, Maldive e Thailandia: la rete diplomatica globale La rete diplomatica è in massima allerta anche in Israele, dove le autorità italiane stanno monitorando costantemente circa 200 connazionali. Per loro si sta valutando l'opzione di un accompagnamento protetto alla frontiera, studiando anche la possibilità di un'uscita attraverso l'Egitto.
L'onda d'urto della crisi ha colpito anche le mete turistiche asiatiche. Alle Maldive, dove 150 connazionali si trovano in aeroporto e altri sono dislocati su diverse isole, la situazione ha richiesto l'invio di rinforzi da Colombo per garantire l'assistenza. Il personale dell'Ambasciata ha persino provveduto alla consegna di medicinali salvavita. Domani un volo speciale della compagnia Neos imbarcherà 60 persone considerate fragili, mentre altri 24 italiani riusciranno a rientrare via nave, transitando da Mauritius, "grazie alla preziosa collaborazione di Costa Crociere". Critica anche la situazione in Thailandia, dove l'Ambasciata ha registrato un forte aumento delle richieste di rientro: ne sono state raccolte circa 500. A fronte di questa mole di domande, i diplomatici hanno elaborato rigorose liste di priorità, basate sulle condizioni sanitarie e sulle situazioni di vulnerabilità.
Infine, per agevolare il rientro di chi si trova nelle zone di crisi, l'Italia ha fatto ricorso al 'Meccanismo europeo di protezione civile'. Grazie a questo strumento internazionale, come sottolinea una nota ufficiale, le compagnie aeree sono state tenute ad applicare voli a prezzi speciali per i connazionali coinvolti.