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il conflitto

Crosetto da Mattarella: «Il momento più difficile da decenni». L'Italia pronta a fornire la difesa anti aerea agli alleati del Golfo

Il ministro della Difesa ricevuto dal Capo dello Stato. Unità della Marina verso Cipro. L'escalation sembra non fermarsi

04 Marzo 2026, 21:25

Crosetto da Mattarella: «Il momento più difficile da decenni». L'Italia pronta a fornire la difesa anti aerea agli alleati del Golfo

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto in un colloquio strettamente riservato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Al centro di questo cruciale faccia a faccia c'è l'escalation militare e la crisi scaturita dalle recenti tensioni con l'Iran, in un quadro mediorientale che si fa ogni giorno più instabile e solleva crescenti preoccupazioni per un possibile allargamento del conflitto su vasta scala.

Le notizie che trapelano dall'incontro delineano una situazione di allerta massima. Secondo fonti della Difesa, il ministro Crosetto ha presentato al Capo dello Stato uno scenario che si sta deteriorando con rapidità allarmante. Senza usare mezzi termini, il titolare della Difesa ha definito l'attuale congiuntura come "il momento più difficile degli ultimi decenni". Questa gravissima valutazione non è rimasta confinata alle mura del Colle: Crosetto ha infatti condiviso i suoi profondi timori anche durante la riunione odierna con i colleghi del formato E5, ribadendo come la crisi attuale rischi concretamente di sfuggire di mano in qualsiasi momento.

Di fronte a questa minaccia, i dossier sul tavolo del governo italiano richiedono un delicato bilanciamento tra necessità operative e diplomazia. Tra le ipotesi discusse spicca il possibile invio di sistemi avanzati di difesa aerea Samp-T verso i Paesi del Golfo. A questo si aggiunge la delicata questione di Cipro: si valuta infatti un dispiegamento di unità navali italiane verso il Paese, membro dell'Unione Europea, che è stato colpito dall'Iran durante la controffensiva. Queste scelte strategiche richiedono rigorose valutazioni politiche e operative, oltre a un coordinamento stretto e continuo con i Paesi alleati.

Tutti i riflettori sono ora puntati sulle aule istituzionali. La giornata di domani si preannuncia decisiva: il ministro Crosetto, affiancato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, terrà un'attesa comunicazione in Parlamento. Questo passaggio chiave sarà fondamentale per chiarire la linea che il governo intende adottare, cercando un difficile equilibrio tra le esigenze di deterrenza, la tutela degli interessi italiani e l'imperativo assoluto di evitare un'ulteriore escalation. Sullo sfondo di questa emergenza internazionale, non mancano tuttavia le tensioni politiche interne. Il ministro Crosetto è infatti al centro di polemiche per aver trascorso un periodo di ferie a Dubai proprio in concomitanza con l'esplosione della controffensiva iraniana, un tema che continua ad alimentare il dibattito politico nazionale.

In un contesto di mobilitazione generale, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si muove attivamente sullo scacchiere diplomatico. La premier ha incontrato a Palazzo Chigi Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, uno dei Paesi protagonisti in questa intricata vicenda. In serata, confermando la gravità del momento istituzionale, anche Giorgia Meloni è stata ricevuta al Colle dal Presidente Mattarella.

Avs chiede chiarimenti urgenti al governo sull’eventuale utilizzo delle basi di Sigonella e Aviano da parte di velivoli diretti a operazioni nell’area del Golfo e in Iran e, contestualmente, sollecita una comunicazione immediata alle Camere su ogni decisione dell’Esecutivo relativa all’autorizzazione e all’impiego delle installazioni militari in Italia, nonché sull’eventuale partecipazione, «diretta o indiretta», del Paese a operazioni nell’area. Lo prevede un’interrogazione parlamentare indirizzata alla presidente del Consiglio e al ministro della Difesa, prima firma di Nicola Fratoianni. Nel testo, Avs richiama la posizione assunta dal governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez che, nel respingere «l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, ma anche le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria», ha deciso di non fornire supporto operativo, con conseguenze dirette per le basi di Morón (Siviglia) e Rota (Cadice), dove erano schierati aerocisterne statunitensi KC-135. La ministra della Difesa di Madrid, Margarita Robles, ha dichiarato che «la Spagna non ha fornito alcun tipo di assistenza all’attacco contro l’Iran», sottolineando che il trattato di cooperazione con Washington «deve operare nell’ambito della legalità internazionale» e che, in assenza di una risoluzione di un organismo multilaterale come Onu, Nato o Ue, «non è applicabile». Avs ricorda inoltre che, nelle Comunicazioni alla Camera del 23 giugno 2025, la presidente del Consiglio, dopo il primo attacco USA all’Iran, aveva affermato che non era stato richiesto l’uso delle basi statunitensi in Italia, precisando che esse «potranno essere utilizzate solo con un’autorizzazione del governo italiano» e garantendo che «una decisione del genere avrebbe avuto un passaggio parlamentare». Sul piano fattuale, l’interrogazione cita fonti di stampa secondo cui il 28 febbraio un Boeing P-8A «Poseidon» della Marina statunitense sarebbe decollato da Sigonella diretto verso il Mediterraneo orientale. Le stesse fonti riportano che il 3 marzo da Aviano sarebbe partito un C-5M Galaxy verso la penisola del Golfo mediorientale, «il secondo in poche ore». Nella ricostruzione si legge che «anche questo volo, come quello di lunedì sempre da Aviano, dopo aver sorvolato le coste egiziane ha disattivato il sistema di tracciamento radar, evitando così di tracciare il volo fin sulla base di atterraggio, ma non è escluso che sia atterrato in Qatar».