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tensione alle stelle

Crosetto e Meloni da Mattarella: «E' la crisi più grave da decenni». L'Italia pronta ad aiutare gli alleati del Golfo

Il ministro della difesa e la presidente del consiglio dal capo dello Stato: c'è allarme per una escalation che non si ferma. Il nodo della basi siciliane di Sigonella e del Muos

04 Marzo 2026, 21:37

Crosetto e Meloni da Mattarella: «E' la crisi più grave da decenni». L'Italia pronta ad aiutare gli alleati del Golfo

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Prima Guido Crosetto, poi Giorgia Meloni. Nel giro di un’ora il ministro della Difesa e la presidente del Consiglio salgono al Quirinale per due colloqui riservati con Sergio Mattarella, dedicati agli scenari e alle scelte dell’esecutivo in un contesto internazionale di estrema delicatezza. Al Colle la definiscono una situazione «grave»; per Palazzo Chigi è «il momento più difficile degli ultimi decenni».

Gli incontri avvengono in serata, subito dopo il primo contatto diretto con Washington dall’inizio del conflitto in Iran: una telefonata tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il segretario di Stato Marco Rubio. Tanto è bastato per alimentare ipotesi su un possibile via libera all’uso di basi in Italia, anche se, assicurano fonti governative, dagli Stati Uniti non è giunta alcuna richiesta.

Sullo sfondo, la domanda di assistenza militare indirizzata a Roma dai Paesi del Golfo. Meloni parlerà alle 8.15 su Rtl 102.5, anche dei referendum: tema che, nel centrodestra, si teme possa essere oscurato dalle notizie di guerra.

Seguiranno le comunicazioni alle Camere: Tajani e Crosetto interverranno alla Camera alle 10 e al Senato alle 16, per ottenere un mandato parlamentare che consenta al governo l’agibilità necessaria ad affrontare i prossimi sviluppi.

A preoccupare l’esecutivo è soprattutto il rischio di un’escalation, dopo il missile balistico lanciato da Teheran verso un alleato della Nato come la Turchia. «Sono giorni difficili», ammette la premier aprendo, nel tardo pomeriggio, un intervento a un convegno sul lavoro in Africa nella sede di Bankitalia.

Subito dopo riceve a Palazzo Chigi il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan: incontro fissato prima dell’esplosione del nuovo conflitto nel Golfo, rimasto in bilico nei giorni scorsi per l’agenda condizionata dagli eventi, e infine mantenuto con profilo mediatico basso, senza note ufficiali. Meno di un’ora di colloquio, poi la salita al Colle.

Meloni e Crosetto si presentano separatamente. Il titolare della Difesa illustra il quadro tecnico attuale, i possibili scenari e i rischi per l’Europa; non si sarebbe fatto cenno alle polemiche sulla sua presenza a Dubai allo scoppio delle ostilità. La presidente del Consiglio, in oltre mezz’ora di confronto, espone invece le valutazioni politiche dell’esecutivo, anche in relazione alle richieste d’aiuto giunte da Emirati, Qatar e Kuwait, colpiti dalla risposta militare dell’Iran all’offensiva di Usa e Israele.

In mattinata Meloni ha riunito un nuovo vertice con i vicepremier Tajani e Matteo Salvini, Crosetto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’Intelligence. «Quanti fronti aperti possiamo avere senza che saltino i bilanci di famiglie e imprese?», domanda Salvini, che auspica la fine delle sanzioni alla Russia e l’accantonamento del Green Deal.

Nel confronto a Palazzo Chigi si sarebbe fatto anche il punto sulle infrastrutture militari statunitensi come Camp Darby e Aviano — per cui servirebbe un’autorizzazione al sorvolo del territorio nazionale prima di azioni belliche —, su quelle a gestione congiunta e sulle basi Nato in Italia. Tra i dossier esaminati: l’assottigliamento delle scorte di missili balistici iraniani, i rischi di terrorismo, gli impatti economici del conflitto; considerazioni in cui sarebbero rientrate anche le dinamiche interne statunitensi dopo la vittoria del dem James Talarico in Texas.

Secondo fonti parlamentari, la risoluzione di maggioranza — impostata dagli uffici del ministero della Difesa — dovrebbe concentrarsi in particolare sugli aiuti ai Paesi del Golfo. Il voto conferirà al governo la necessaria copertura politica per assumere decisioni delicate, a partire dalle forniture militari (sistemi anti-droni, munizionamento ed eventualmente un Samp-T), senza ricorrere a un decreto legge ad hoc, ma con preventiva informativa al Copasir. Pd, M5S e Avs lavorano a una risoluzione unitaria delle opposizioni.

Intanto Avs annuncia un’interrogazione per «sapere dal governo se venga confermata la notizia riguardo all’utilizzo delle basi di Sigonella e Aviano in questi giorni da velivoli diretti per azioni nell’area del Golfo e dell’Iran».