5 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:39
×

il fronte

Europa in prima linea: Macron chiama Meloni, mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo per difendere la navigazione

La Francia propone mezzi militari, ribadita la cornice Nato e avvia rimpatri; Brunetta chiede un'Europa politica oltre il mercato

05 Marzo 2026, 13:14

14:36

2022-09-17_117390537_1663415951066

Seguici su

Switch to english version

In un momento di profonda incertezza geopolitica, con le ombre del conflitto iraniano che si allungano sul Medio Oriente e oltre, l’Europa sembra finalmente pronta a dimostrare coesione e determinazione. Questa mattina, infatti, il presidente francese Emmanuel Macron ha colto l’occasione per telefonare alla premier italiana Giorgia Meloni e al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, proponendo un coordinamento concreto: l'invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale, con l’obiettivo di preservare la libertà di navigazione anche nel strategico Mar Rosso. È quanto trapela da fonti dell’Eliseo, un segnale che va oltre le parole e si traduce in azioni tangibili per affrontare una crisi che minaccia rotte commerciali vitali e la sicurezza regionale.

La conversazione tra Meloni e Macron, confermata da una nota di Palazzo Chigi, ha scavato a fondo nelle implicazioni del conflitto: non solo il quadro mediorientale, ma l’intero scacchiere globale, con un’attenzione particolare alla navigazione ostacolata dalle ostilità. I due leader hanno riaffermato un impegno condiviso per sostenere le Nazioni del Golfo sotto attacco iraniano – definite “ingiustificabili” – e per evitare un’escalation in Libano, mantenendo Cipro al centro delle priorità. “Manterremo stretti contatti sull’evoluzione della crisi”, si legge nella nota, un patto che riflette la necessità di una risposta europea rapida e unita.

L’Europa oltre il mercato: la visione di Brunetta

Mentre i leader si muovono sul fronte operativo, a Viterbo il presidente del CNEL Renato Brunetta, dal palco del convegno ECR “Between Stone and Spirit”, lancia un appello vibrante: l’Europa deve smettere di vedersi come un semplice mercato per diventare un attore protagonista globale. Per decifrare il “caos geopolitico”, Brunetta riprende la metafora di Steve Jobs sul “connecting the dots”: isolati, gli eventi sembrano preludere al declino; collegati, delineano uno scenario positivo per il continente. Citando Jean Monnet, ricorda come l’Europa si sia sempre forgiata nelle crisi, partorendo decisioni meno spettacolari nell’immediato ma più solide e democratiche nel tempo.

Brunetta va oltre, proponendo un “federalismo pragmatico” sul modello di Mario Draghi: non una cessione indiscriminata di sovranità, né un’alleanza confederale debole, ma una distribuzione razionale delle competenze. Strumento chiave? La “cooperazione rafforzata”, che consente decisioni a maggioranza sui temi vitali, preservando l’unanimità formale. Un richiamo alle recenti parole di Meloni sull’efficacia delle soluzioni condivise, che potrebbe accelerare l’integrazione proprio ora che le urgenze internazionali bussano alla porta.

Meloni: nucleare francese sì, ma non a controllo europeo

Ospite di “Non Stop News” su Rtl 102.5, Giorgia Meloni ha tracciato un confine netto sull’autonomia strategica europea. Parigi parla da tempo del suo arsenale nucleare come “ombrello” per l’Europa, ma “in nessun caso la Francia intende metterlo sotto controllo europeo”, ha chiarito la premier. Un contributo importante al dibattito sulla sicurezza, sì, ma sempre nell’ambito NATO: “La nostra cornice rimane l’Alleanza Atlantica”, ha ribadito, sottolineando le garanzie già esistenti.

Priorità assoluta, però, ai connazionali: “Decine di migliaia di italiani nell’area – militari, diplomatici, turisti in transito – vanno messi in sicurezza”. Meloni ha annunciato i primi voli da Dubai e convogli verso aeroporti sicuri in nazioni limitrofe, con un ringraziamento a Emirati Arabi Uniti e Oman, “paesi amici che ci stanno dando una mano”. Un’operazione umanitaria che corre in parallelo con le mosse militari.

Francia in azione: rimpatri e contenimento

Dall’altra parte delle Alpi, la ministra della Difesa Catherine Vautrin ha confermato nuovi voli di rimpatrio dagli Emirati, con slot negoziati localmente per un rientro rapido verso la Francia. “L’obiettivo è fare al più presto”, ha precisato. La portavoce del governo Maud Bregeon, intervistata da Tf1, ha descritto la postura francese come “difensiva e di contenimento”: “Non siamo in guerra, non volevamo questo conflitto. Aiutiamo i partner regionali a garantire la loro sicurezza, evitando l’escalation”.

Bregeon ha anche affrontato i rincari del carburante, saliti di “diversi centesimi” in alcune pompe dall’inizio della crisi mediorientale. Oggi a Bercy è previsto un incontro con il settore e il ministro dell’Economia Roland Lescure per garantire “piena trasparenza” sui prezzi, tra disparità provinciali che alimentano tensioni.