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lo scenario

La "Caccia a Ottobre Rosso" parte da Sigonella: sulle tracce del Krasnodar, il sottomarino più silenzioso della flotta russa

L'unità della Marina di Putin incrocia nelle acque del Canale di Sicilia. Dalla base siciliana i droni che sorvegliano Suez e che arrivano fino nel Golfo Persico

05 Marzo 2026, 21:47

21:50

La "Caccia a Ottobre Rosso" parte da Sigonella: sulle tracce del Krasnodar, il sottomarino più silenzioso della flotta russa

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Sulle piste siciliane della Naval Air Station (NAS) di Sigonella c'è un'attività più intensa del solito. Ed è proprio un P-8A Poseidon decollato dalla base italiana a squarciare il velo su uno scenario di guerra ibrida ad altissima tensione. Sigonella si conferma così il perno assoluto dell'Intelligence, Surveillance e Reconnaissance (ISR) della NATO e degli Stati Uniti, l'avamposto strategico da cui si dipana la sorveglianza su un mare divenuto crocevia di conflitti asimmetrici, traffici ombra e minacce silenziose.

La missione del Poseidon, tracciata dai radar di volo, è un manuale di tattica navale contemporanea. Giunto sull'area di crisi, il velivolo ha iniziato a descrivere orbite strette — una vera e propria "racetrack" — attorno alla Arctic Metagaz, petroliera LNG della "flotta ombra" russa. La nave, devastata da esplosioni e da un incendio che ne ha causato l'affondamento tra il 3 e il 4 marzo 2026, sarebbe stata vittima di un attacco con droni navali partiti dalla Libia. Mentre l'equipaggio di 30 persone veniva tratto in salvo, i sensori ottici e radar del P-8A da Sigonella lavoravano incessantemente per identificare e classificare i danni della superficie, ricavando immagini e segnali per distinguere un potenziale atto ostile da un semplice incidente.

Ma il raggio d'azione di Sigonella non si ferma all'ispezione visiva, né si limita al singolo punto di crisi. Lasciatasi alle spalle la petroliera, l'aereo ha puntato dritto verso gli approcci settentrionali del Canale di Suez. Stazionare per ore sopra questo vitale "choke-point" globale significa sorvegliare la giugulare della logistica mondiale, ma soprattutto dare la caccia a una minaccia invisibile. Sotto le onde del Mediterraneo si muove infatti il B-265 Krasnodar, un sottomarino russo d'attacco a propulsione diesel-elettrica della classe Kilo migliorata (Project 636.3). Dotato di missili da crociera Kalibr e noto per la sua bassissima firma acustica, il Krasnodar rappresenta l'ombra furtiva della Flotta del Mar Nero, tornato operativo nel bacino per ribadire la presenza di Mosca.

È qui che la tecnologia proiettata da Sigonella fa la differenza: il Poseidon non è solo un ricognitore, ma una formidabile piattaforma per la guerra antisommergibile (ASW). Attraverso radar ad apertura sintetica, suite SIGINT (Signal Intelligence) e una complessa rete di sonoboe sganciate in mare, l'aereo siciliano tesse una tela ad alta tecnologia per intercettare i segnali del sottomarino russo. Le informazioni raccolte dal P-8A vengono trasmesse in tempo quasi reale per alimentare la consapevolezza tattica (situational awareness) della Sesta Flotta USA e degli alleati NATO.

In questo scacchiere tridimensionale, le operazioni condotte da Sigonella fungono da "ponte" tra la sorveglianza marittima e la diplomazia coercitiva. I dati raccolti dal P-8A forniscono infatti la copertura informativa vitale al gruppo d'attacco della portaerei USS Gerald R. Ford (CVN-78), schierata nel Mediterraneo orientale a inizio marzo proprio per irrobustire la postura statunitense di deterrenza. Quando una petroliera affonda e il periscopio di un sottomarino si nasconde nello stesso mare, le piste di Sigonella dimostrano di essere l'infrastruttura più critica per monitorare e disinnescare l'escalation globale.