i mezzi in campo
Dentro la De Gaulle, l'unica portaerei nucleare europea
Reattori K15 dell'unità francese: ha un'autonomia decennale, alimentazione delle catapulte e controlli di sicurezza con trasparenza civile
Sotto il ponte di volo della portaerei Charles de Gaulle (R91), l'unica in Europa a propulsione nucleare, batte un cuore instancabile: due reattori ad acqua pressurizzata K15. Questo prodigio dell'ingegneria navale permette a un colosso di 261 metri e 42.500 tonnellate di solcare i mari a una velocità di 27 nodi, vantando un'autonomia teorica che le consente di operare per circa un decennio senza necessità di rifornimento di combustibile fossile.
I reattori K15, nati dalla ricerca del CEA e industrializzati da TechnicAtome in collaborazione con Naval Group, generano circa 150 MW termici ciascuno. Utilizzano uranio a basso arricchimento (circa il 7,5% di U-235) per bilanciare l'alta densità energetica con i vincoli di non proliferazione. Questa vera e propria centrale galleggiante non solo provvede alla propulsione, ma alimenta i dissalatori, la rete elettrica di bordo e produce l'indispensabile vapore ad altissima pressione per le due catapulte da 75 metri. Grazie a tale potenza, i 24-30 velivoli imbarcati operativamente (tra cui i caccia Rafale M e i velivoli radar E-2C Hawkeye) possono decollare a pieno carico anche in condizioni meteo-marine avverse, garantendo alla Francia una formidabile proiezione strategica globale.
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Gestire l'energia nucleare in mare aperto esige però standard di sicurezza assoluti. Il design dei reattori si fonda sul principio della "difesa in profondità": circuiti di raffreddamento ridondanti, compartimentazione fisica e diagnostica avanzata. Sull'impianto vigilano costantemente autorità civili (ASN) e militari (DEND e IRSN), che impongono controlli severissimi. A conferma di questo rigore, durante un recente riesame di sicurezza, è stata programmata la sostituzione preventiva di alcune tubature del vapore, dimostrando un attento e verificabile monitoraggio sull'invecchiamento dell'impianto.
La tutela della sicurezza continua anche quando la portaerei si trova in porto. Durante le grandi soste di manutenzione alla base di Tolone, si attivano rigorosi piani di radioprotezione con monitoraggio ambientale continuo. Proprio nel 2025, la Prefettura locale del Var ha aggiornato un dettagliato dossier dei rischi che informa i cittadini sulle procedure d'emergenza e sui perimetri di sicurezza, trovando un virtuoso equilibrio tra trasparenza pubblica e necessaria riservatezza militare.