paura al vomero
Accoltella un'avvocata sul bus a Napoli, subito arrestato rischia il linciaggio della folla
In manette un uomo di 39 anni, la vittima ne ha 32 ed è stata scelta a casa: ha subito alcune coltellate, ma non è grave
Una corsa serale si è trasformata in un incubo a occhi aperti nel cuore del Vomero. Erano circa le 21:00 di stasera quando, a bordo di un autobus della linea C32 dell'ANM in transito in via Simone Martini, si è consumata un'aggressione brutale e fulminea.
Un uomo di 39 anni ha improvvisamente avvicinato una passeggera di 32 anni, immobilizzandola per poi colpirla ripetutamente con una lama corta al volto e alle braccia.
La vittima, secondo quanto emerso, è una giovane avvocata penalista napoletana. Trasportata d'urgenza in ambulanza al Pronto Soccorso dell'ospedale Cardarelli, la donna è cosciente e i medici l'hanno stabilizzata; le sue condizioni sono giudicate serie ma fortunatamente non è in pericolo di vita. I sanitari hanno tuttavia confermato che i colpi avrebbero potuto avere conseguenze devastanti se avessero raggiunto zone vitali.
L'autore del gesto, un 39enne residente nel quartiere di Pianura, è stato prontamente bloccato e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile, intervenuti dopo le disperate chiamate al 112 dei passeggeri terrorizzati. In questa tragica sequenza, fondamentale è stato il comportamento professionale e umano dell'autista del mezzo: accortosi della situazione, ha fermato l'autobus e ha cercato di calmare l'aggressore, evitando che la situazione potesse degenerare ulteriormente. All'arrivo dei militari, la tensione in strada era altissima: la folla, assistendo alla scena, ha tentato un linciaggio ai danni dell'uomo tra insulti e rabbia, un'azione sventata solo grazie al pronto intervento delle forze dell'ordine.
Ma a rendere inquietante la cornice dell'aggressione è il movente. Durante l'attacco e in caserma, l'uomo ha più volte urlato il nome del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. Il 39enne avrebbe infatti dichiarato di aver agito per "attirare l'attenzione" del magistrato. Dalle prime verifiche non risulterebbe alcun legame tra l'aggressore e l'avvocata, suggerendo che la vittima sia stata scelta in modo del tutto casuale.
Ora la Procura dovrà ricostruire l'esatto quadro dell'evento: si indaga sul profilo dell'arrestato, su eventuali precedenti, sulle sue ricerche online e si attende una perizia sulla sua capacità d'intendere e di volere.