6 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:36
×

L'indagine

Allarme a Torino: proselitismo neofascista nelle forze armate, «capitale europea del nazismo» autoproclamata

Indagine Ros: La Barriera-Avanguardia Torino, sono 17 le richieste di rinvio a giudizio

06 Marzo 2026, 17:56

18:00

Allarme a Torino: proselitismo neofascista nelle forze armate, «capitale europea del nazismo» autoproclamata

Seguici su

Switch to english version

Gruppi neofascisti come La Barriera-Avanguardia Torino stanno tentando di fare proselitismo tra i militari italiani, con casi documentati a Torino e dintorni, mentre si autoproclamano «capitale europea del nazismo». Un'inchiesta dei carabinieri del Ros ha portato a 17 richieste di rinvio a giudizio per apologia del fascismo, rivelando contatti stretti con appartenenti alle Forze Armate e ambizioni di un network internazionale.

L'inchiesta del Ros e le Annotazioni

L'indagine, sfociata in atti giudiziari recenti con udienza preliminare l'11 marzo, evidenzia come attivisti del gruppo abbiano frequentato militari in servizio nel Piemonte. I Ros annotano un «proselitismo proficuo» negli ambienti militari, con un crescente numero di appartenenti alle forze armate che si sono avvicinati al movimento, tanto da parlare di una vera «breccia» negli organici.

Almeno tre militari, non indagati nel procedimento, risultano aver partecipato a eventi nel circolo «Edoras», base torinese di Avanguardia. Uno di loro ha preso parte attiva: il 26 settembre 2024 a una riunione con due leader del gruppo e a iniziative successive.

Torino «Capitale Europea del Nazismo»: le intercettazioni

«Torino è diventata la capitale europea del nazismo»: questa frase choc fu pronunciata il 2 dicembre 2023 da due attivisti di La Barriera-Avanguardia Torino, captata dai carabinieri del Ros. Il dialogo esaltava la capacità del gruppo di richiamare nel capoluogo piemontese altre organizzazioni identitarie e nazionaliste, non mere millanterie secondo gli investigatori.

I Ros, in un report dedicato, sottolineano la «pericolosità» del gruppo, teso ad aderire a un «network internazionale» di estrema destra. Questo rafforza l'allarme su una strategia di espansione strutturata, con Torino come hub strategico.

Episodi simbolici e provocatori

Fotografato dietro uno striscione inquietante – «Non è bastato il piombo della feccia rossa: Giorgios e Manolis vivono con noi» –, il militare rende omaggio a due esponenti di Alba Dorata, il partito neonazista greco, uccisi nel 2013. Nel novembre 2024, ha contribuito al confezionamento di pacchi alimentari per gli alluvionati di Valencia, mescolando propaganda e attività sociali.

Questi fatti, emersi da pedinamenti, intercettazioni e riscontri investigativi, allarmano per il rischio di contaminazione ideologica in un settore sensibile come le Forze Armate.

Impatti sulla sicurezza nazionale e prospettive giudiziarie

Il proselitismo neofascista tra militari solleva interrogativi sulla vigilanza interna alle caserme torinesi, in un contesto di risorgenza estremista post-2020. Le 17 richieste di rinvio a giudizio, con processo imminente, rappresentano un colpo al gruppo noto per raduni nostalgici e simboli proibiti.

Il Ministero della Difesa potrebbe rafforzare protocolli anti-extremismo, mentre le procure piemontesi monitoreranno eventuali collegamenti internazionali. Per approfondire: resta aggiornato sulle udienze e condividi se ritieni urgente una risposta istituzionale ferma contro queste derive neofasciste a Torino.