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l'attacco

Raid israeliani nella valle della Bekaa: almeno nove morti, base Unifil ghanese colpita e IDF promette nuovi attacchi a Hezbollah

Si registrano anche 17 feriti in Libano, postazione del Ghana colpita e due militari sono gravissimi

06 Marzo 2026, 21:11

21:20

Raid israeliani nella valle della Bekaa: almeno nove morti, base Unifil ghanese colpita e IDF promette nuovi attacchi a Hezbollah

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Almeno nove persone sono state uccise e altre 17 sono rimaste ferite oggi negli attacchi israeliani nella valle orientale della Bekaa, secondo un bilancio preliminare del ministero della Salute libanese. «I raid del nemico israeliano sulla città di Nabi Sheet, nel distretto di Baalbek, hanno provocato nove morti e diciassette feriti», ha dichiarato il ministero in una nota, aggiungendo che la ricerca di sopravvissuti sotto le macerie continua.

L’esercito ghanese, nel frattempo, ha confermato l'attacco a una postazione Unifil in Libano segnalando due attacchi missilistici consecutivi poco prima delle 18 ora locale contro il quartier generale del battaglione ghanese della forza Onu. «Due soldati sono gravemente feriti», ha dichiarato l'esercito in un comunicato, aggiungendo che sono «in condizioni stabili». Anche l’edificio della mensa ufficiali è stato colpito e raso al suolo, ha dichiarato l'esercito ghanese, senza specificare l'origine degli attacchi. In una dichiarazione rilasciata in serata, il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Israele di aver condotto «un attacco diretto contro l'Unifil».

Lo scontro prosegue. «Hezbollah e il regime iraniano sono una cosa sola. Completeremo il collasso dell’asse iraniano e continueremo a colpire il nemico». Lo ha detto il capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir durante una valutazione con le amministrazioni civili nel nord di Israele, martellato in questi giorni dagli attacchi dell’organizzazione sciita. «Hezbollah ha scelto di unirsi all’operazione al fianco dell’Iran e ne sta pagando il prezzo. Coglieremo ogni opportunità per colpire Hezbollah, avanzare nei risultati e rimuovere la minaccia. Non rinunceremo al loro disarmo». Zamir ha poi riferito di aver ordinato «il rafforzamento della difesa lungo il confine con il Libano».