la guerra
Escalation in Medio Oriente: Iran accusa Usa e Israele di crimini di guerra, Trump potenzia armi mentre le alleanze regionali si stringono
Si contano già 1.332 civili morti e alleanze arabo-occidentali si rafforzano, con rischio di escalation e forti ripercussioni sui mercati energetici
Le tensioni in Medio Oriente raggiungono livelli mai visti dal 2026, con l'Iran che denuncia migliaia di vittime civili e attacchi indiscriminati, mentre Usa, Israele e alleati del Golfo rispondono con potenziamenti militari e difese aeree. Da New York a Doha, passando per Gerusalemme e Riad, le dichiarazioni di leader e ambasciatori segnano una nuova fase di confronto armato.
Denunce iraniane all'Onu: 1.332 civili morti
L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha lanciato un'accusa pesantissima contro USA e Israele, sostenendo che almeno 1.332 civili iraniani sono morti nella guerra in corso, con migliaia di feriti. Secondo quanto riportato dal Guardian, Iravani ha descritto gli attacchi come privi di "qualsiasi linea rossa", con raid su aree densamente popolate inclusi scuole, ospedali, centri ricreativi e sportivi. "Questi atti sono chiari crimini di guerra e contro l'umanità", ha dichiarato, implorando il Consiglio di Sicurezza di intervenire immediatamente senza ulteriori ritardi.
Tale denuncia arriva in un contesto di rappresaglie reciproche, dove Teheran ha intensificato la sua campagna aerea contro basi e infrastrutture nemiche, colpendo anche Paesi del Golfo.
Trump annuncia quadruplicamento produzione armi Usa
Il presidente Donald Trump, rieletto nel 2024 e in carica dal gennaio 2025, ha rivelato su Truth Social un accordo epocale con le major della difesa americana. Durante un incontro alla Casa Bianca con i vertici di Bae Systems, Boeing, Honeywell Aerospace, L3Harris Missile Solutions, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Raytheon, le compagnie hanno concordato di "quadruplicare la produzione" di armamenti chiave. Questa mossa, annunciata il 6 marzo 2026, mira a sostenere le operazioni militari in corso contro l'Iran e a rifornire Israele e alleati arabi.
L'annuncio di Trump sottolinea la rapidità industriale Usa, con implicazioni per l'economia americana e la deterrenza regionale, in un momento in cui la guerra in Iran vede Teheran reagire con missili e droni.
Tutto questo si registra mentre gli Stati uniti annunciano di aver colpito più di 3.000 obiettivi durante la prima settimana di guerra all’Iran, parte della campagna 'Epic Fury'. Lo ha riferito il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), responsabile delle forze Usa in Medio Oriente, postando una serie di schede riassuntive su X dell’evoluzione delle operazioni. Tra gli obiettivi scelti figurano centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea, siti missilistici, navi e sottomarini della Marina iraniana. Nel dettaglio, 43 navi sono «danneggiate o distrutte».
Netanyahu e Mohammed bin Zayed: telefonata rara tra Israele ed Emirati
In un colpo di scena diplomatico, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha intrattenuto una telefonata con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, come riportato dall'emittente pubblica Kan e dal Times of Israel. Questo contatto, insolito per la sua pubblicità, avviene sullo sfondo della guerra in Iran, dove Teheran ha colpito Israele, gli Emirati e altri Stati del Golfo in rappresaglia agli attacchi congiunti USA-Israele.
La conversazione segnala un rafforzamento delle intese Abraham Accords del 2020, con Abu Dhabi che potrebbe fornire supporto logistico o intelligence contro la minaccia iraniana comune.
Regno Unito pronto a difendere l'Arabia Saudita
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha assicurato al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman il pieno sostegno del Regno Unito nella difesa contro gli attacchi aerei iraniani. Secondo Downing Street, Starmer ha annunciato lo schieramento di ulteriori caccia, elicotteri e un cacciatorpediniere nella regione, pronti a supportare Riad "se necessario". La monarchia saudita, tra le più ricche di petrolio al mondo, è stata bersaglio di raid multipli dall'inizio del conflitto mediorientale.
Questa mossa posiziona Londra come pilastro della coalizione anti-Iran, con potenziali impatti sui prezzi energetici globali e la stabilità del Golfo.
Qatar sotto attacco: 10 droni iraniani intercettati
Il Qatar ha rivelato di essere stato preso di mira dall'Iran con 10 droni lanciati all'alba di venerdì 6 marzo 2026, come dichiarato dal ministero della Difesa di Doha. Nove droni sono stati abbattuti con successo, mentre uno ha colpito un'area disabitata senza causare vittime, evitando una crisi umanitaria.
L'autorità per l'aviazione civile qatariota ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo, limitata a rotte di emergenza per evacuazioni passeggeri e voli cargo. Questa parziale ripresa segnala un ritorno cauto alla normalità, ma evidenzia la vulnerabilità delle rotte aeree nel Golfo.
La combinazione di denunce umanitarie iraniane, potenziamenti USA e alleanze arabo-occidentali dipinge un quadro di escalation senza precedenti. Con Trump che accelera la produzione bellica e Starmer che schiera forze britanniche, la guerra rischia di coinvolgere ulteriormente Qatar, Emirati e Arabia Saudita. Le parole di Iravani all'Onu potrebbero galvanizzare il fronte russo-cinese, mentre Netanyahu consolida legami sunniti.
Per i mercati energetici, il rischio di interruzioni nel Golfo è alto, con petrolio che potrebbe superare i 100 dollari al barile. L'Italia, con i suoi legami energetici mediorientali, monitora da vicino: Eni e Versalis valutano impatti sulle forniture.