Farnesina
Tajani: "25mila italiani già rientrati. Restiamo a fianco dell'Europa per difendere i confini da eventuali attacchi"
Ancora un vertice del ministro della Difesa sulla crisi del Medio Oriente
«A oggi sono rientrati circa 25 mila italiani. Tra ieri sera e oggi altri 5.000 sono rientrati o sono in volo per rientrare da diverse parti non soltanto Emirati, non soltanto Arabia Saudita, non soltanto Oman ma anche Israele, Maldive, Thailandia, Cambogia, Sri Lanka». Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti alla Farnesina affermando che «c'è un miglioramento importante rispetto a ieri e a l’altro ieri per quanto riguarda i nostri concittadini».
«Ho parlato con il ministro degli Esteri egiziani, oggi c'era una riunione importante della Lega Araba sulla situazione, ho ribadito il sostegno italiano per tutte le iniziative diplomatiche che possano portare ad un allentamento della tensione, ad una de-escalation e ad un’accelerazione dei tempi per una conclusione della guerra», ha aggiunto. «Speriamo si possa concludere il prima possibile anche se non mi pare che da parte di nessuno dei Paesi coinvolti ci sia l’intenzione di concludere in tempi rapidissimi», ha detto ancora. «Dobbiamo continuare a lavorare e come europei è importante questa unità, questa scelta dell’Italia di lavorare insieme agli europei fin dal primo giorno con il documento di domenica scorsa dei 27, con i costanti colloqui che abbiamo e con la riunione che il presidente del Consiglio Meloni ha voluto con Macron, Merz e Starmer per ribadire che l’Europa deve agire insieme per proteggere dai rischi i confini dell’Ue e l’isola di Cipro da eventuali ulteriori attacchi, tant'è che è stato deciso di mandare la fregata Martinengo verso Cipro così come hanno fatto altri Paesi dell’Ue», ha sottolineato.
«Ho parlato a lungo stamane anche con Rafael Grossi che mi ha confermato che l’Iran continuava a lavorare per la realizzazione dell’arma atomica. Tutto l’uranio arricchito che c'era prima dell’attacco di qualche mese fa è ancora lì presente. Non ci sono sensori dell’agenzia delle Nazioni Unite però la situazione anche per lui rimane molto preoccupante».
«Non abbiamo conferme dell’attacco emiratino all’Iran. Anche la nostra ambasciata ha risposte negative da parte delle autorità emiratine. La situazione è complicata di per sè, per adesso nessuno dei paesi attaccati ha reagito», ha precisato infine il ministro degli Esteri.
A chi poi gli chiedeva delle ultime dichiarazioni di Trump sul grande rapporto di amicizia con la premier Meloni e sulla disponibilità di quest'ultima ad aiutare sempre (con conseguente reazione del Pd), Tajani ha risposto: «Le opposizioni fanno la loro parte. Mi pare in questo momento non ci sia nulla da chiarire. Era una dichiarazione più politica non è che tutto quello che si sta facendo, si è fatto e si farà è stato detto in Parlamento, quindi non c'è null'altro per quanto mi riguarda da aggiungere».