il conflitto
Escalation in Medio Oriente: Trump e Netanyahu decideranno la fine della guerra mentre missili colpiscono Kuwait e Arabia Saudita
Usa e Israele intensificano l'offensiva contro l'Iran, missili colpiscono Kuwait e Arabia Saudita e l'evacuazione dell'ambasciata Usa acuisce i rischi geopolitici ed economici
La tensione in Medio Oriente raggiunge livelli mai visti, con gli Stati Uniti, Israele e i loro alleati che intensificano le operazioni contro l'Iran. Donald Trump, attuale presidente degli USA, ha annunciato che la decisione sulla fine della guerra sarà condivisa con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un contesto di attacchi missilistici che coinvolgono anche Kuwait e Arabia Saudita.
Trump: "L'Iran avrebbe distrutto Israele senza di noi"
In un'intervista esclusiva a The Times of Israel, Donald Trump ha rivelato che la scelta su quando porre fine al conflitto con l'Iran sarà presa congiuntamente con Benjamin Netanyahu. Il presidente ha enfatizzato il ruolo cruciale della sua amministrazione e di Israele nel prevenire una catastrofe: "L'Iran avrebbe distrutto Israele e tutto quello che c'era intorno. Noi abbiamo lavorato insieme e abbiamo distrutto un paese che voleva distruggere Israele". Queste parole, pronunciate con toni decisi, sottolineano una partnership strategica tra Washington e Gerusalemme, forgiata negli ultimi mesi di escalation.
Trump ha dipinto uno scenario apocalittico evitato grazie all'intervento americano-israeliano, ricordando come l'Iran, con il suo programma nucleare e le milizie proxy, rappresentasse una minaccia esistenziale. La dichiarazione arriva mentre le forze coalizzate continuano a colpire obiettivi iraniani, con Teheran che risponde con raid su vicini del Golfo.
Pete Hegseth: "È solo l'inizio" per l'operazione Anti-Iran
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha alimentato le speculazioni su una campagna prolungata. In un'intervista a CBS, ha definito l'operazione contro l'Iran "solo l'inizio", assicurando che Trump deterrà i termini della resa di Teheran. "Ci sono altre navi iraniane da abbattere", ha aggiunto, segnalando ulteriori fasi militari che potrebbero coinvolgere la Marina USA nel Golfo Persico.
Hegseth, nominato da Trump per la sua fedeltà e background militare, ha tracciato un quadro di superiorità americana, con portaerei e droni che dominano i cieli. Questa retorica rafforza la narrativa di una vittoria imminente, ma solleva interrogativi su un coinvolgimento regionale più ampio, inclusi Yemen e Siria.
Kuwait sotto attacco: decimo giorno di missili e droni iraniani
Il Ministero della Difesa kuwaitiano ha confermato un nuovo assalto nella notte, con missili e droni diretti sull'emirato. Secondo l'AFP, che cita l'agenzia Kuna, "le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e con droni nemici". Si tratta del decimo giorno di guerra aperta tra Iran, Israele e Stati Uniti, con il Kuwait – neutrale ma strategicamente vitale – preso di mira per la sua posizione.
Domenica scorsa, lo stesso emirato aveva intercettato sette missili e cinque droni, evitando perdite civili ma evidenziando la vulnerabilità del Golfo. Questi attacchi, attribuiti a Teheran, mirano a scoraggiare il supporto logistico USA nella regione, complicando le rotte petrolifere globali.
Usa evacuano l'ambasciata in Arabia Saudita: paura di vendette iraniane
In risposta all'escalation, il Dipartimento di Stato Usa ha ordinato l'evacuazione del personale non essenziale dall'ambasciata in Arabia Saudita. L'avviso, riportato dall'AFP, cita "rischi per la sicurezza" legati agli attacchi iraniani. Familiari e dipendenti governativi non addetti alle emergenze devono lasciare immediatamente Riad, mentre i militari restano in allerta.
Questa mossa riflette la preoccupazione per ritorsioni asimmetriche: droni, cyberattacchi o proxy sciiti potrebbero colpire alleati sunniti come i sauditi. L'Arabia Saudita, già teatro di tensioni con l'Iran, ospita basi USA cruciali per le operazioni anti-Teheran.
Impatti economici e geopolitici: il Golfo in ebollizione
La guerra sta sconvolgendo i mercati energetici globali. I prezzi del petrolio Brent hanno superato i 100 dollari al barile, con rischi di chiusura dello Stretto di Hormuz – attraverso cui transita il 20% del greggio mondiale. L'Europa, dipendente dalle importazioni, affronta bollette alle stelle, mentre l'Italia vede rincari immediati sui carburanti.
Geopoliticamente, la coalizione USA-Israele si rafforza, ma Cina e Russia condannano l'"aggressione". Netanyahu, sotto pressione interna, usa il conflitto per consolidare il potere, mentre Trump punta a un "deal del secolo" che ridisegni il Medio Oriente.