gli effetti
Borse asiatiche in forte ribasso per l'escalation in Medio Oriente: petrolio oltre 100 dollari, Hang Seng -3,2%
Nikkei in calo dopo un crollo iniziale; WTI balza del 26% per l'escalation in Medio Oriente
Le borse asiatiche aprono in forte ribasso lunedì 9 marzo 2026: l'indice Hang Seng di Hong Kong perde il 3,2% scendendo a 24.933,96 punti, mentre il Nikkei di Tokyo crolla oltre il 6% inizialmente, poi attestandosi a -1,86% sui 54.583,59. La svendita è legata all'escalation della crisi in Medio Oriente, con il petrolio WTI che balza del 26% sopra i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022.
Mercati asiatici in rosso: timori per espansione conflitto
La mattinata borsistica asiatica è stata segnata da vendite diffuse. A Hong Kong, l'Hang Seng ha accelerato al ribasso nelle prime ore, riflettendo la paura di un allargamento della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, entrata nella seconda settimana. I prezzi del petrolio, volati oltre i 105 dollari venerdì, hanno innescato una correzione simile a quella degli indici USA della scorsa settimana.
Hang Seng: -3,2% a 24.933,96 punti.
Nikkei: -6% iniziale (perde 3.300 punti sotto 53.000), poi -1,86% con 1.037 punti in meno.
Yen debole: 158,30 sul dollaro, ma rafforzato a 182,50 sull'euro.
La Borsa di Tokyo ha aperto con un sostenuto ribasso, seguendo la scia americana e l'assenza di spiragli per una de-escalation in Medio Oriente.
Petrolio in fiamme: WTI +26%, Brent +23% per attacco all'Iran
Il vero protagonista è il petrolio, che corre spinto dalla guerra all'Iran. Il WTI guadagna il 26% volando a 104,61 dollari al barile (primi dal luglio 2022), dopo un +36% la scorsa settimana e +15% oggi. Il Brent sale del 23% a 114,20 dollari, o del 10% a 102,20 secondo aggiornamenti.
Questo rally segue l'attacco USA-Israele all'Iran una settimana fa, con quotazioni oltre i 105 dollari per la prima volta dal 2024. La crisi nucleare iraniana blocca i flussi, spingendo i prezzi alle stelle.