gli attacchi
Riad accusa l'Iran: raid missilistici e droni minacciano stabilità del golfo e mercati energetici
Shaybah, EAU e Bahrein colpiti, Israele risponde su Isfahan e Beirut, rischio shock energetico
L’Arabia Saudita ha lanciato un duro j’accuse contro l’Iran, definendo «riprovevoli» i raid missilistici e con droni che hanno colpito il regno e i vicini del Golfo, in un’escalation che minaccia la stabilità regionale e i mercati energetici globali.
Reazione furiosa di Riad agli attacchi iraniani
Il ministero degli Esteri saudita ha pubblicato una nota ufficiale sull’account X, rinnovando la «condanna categorica» per le «aggressioni iraniane» contro il Regno, i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), paesi arabi e islamici e nazioni amiche. «Tali atti non possono essere accettati o giustificati in nessuna circostanza», si legge nel testo, che sottolinea il pericolo per la sicurezza regionale.
Nella notte, il ministero della Difesa di Riad ha annunciato di aver sventato un attacco con droni contro il giacimento petrolifero di Shaybah, nell’est del paese al confine con gli Emirati Arabi Uniti. «Quattro droni sono stati intercettati e distrutti», precisa la dichiarazione, evitando potenzialmente danni catastrofici a un sito chiave per l’export di greggio.
Ondata di attacchi nel Golfo: EAU e Bahrein nel mirino
I Emirati Arabi Uniti hanno confermato un attacco missilistico nella notte, con i sistemi di difesa aerea che hanno risposto prontamente, come riportato dal Centro Nazionale per la Gestione delle Emergenze e dei Disastri su X. L’Iran continua così la sua campagna di raid nel Golfo, alimentando timori di una guerra aperta.
In Bahrein, un attacco ha colpito l’impianto petrolifero di Al Maameer, provocando un incendio e danni materiali, ma senza vittime. La Bahrain News Agency ha descritto l’evento come «aggressione iraniana», con le squadre antincendio già al lavoro. Poco dopo, la società statale Bapco ha dichiarato lo «stato di forza maggiore» sulle sue attività, colpite dal conflitto mediorientale in corso, un segnale che potrebbe impattare i prezzi del petrolio.
Israele entra in azione: raid su Isfahan e Beirut
L’Idf (Forze di Difesa Israeliane) ha rivendicato colpi precisi nella città iraniana di Isfahan, mirando ai centri di comando delle Guardie della Rivoluzione e delle forze Basij, un impianto di produzione di motori a razzo e siti di lancio missilistici. Lo riporta il Times of Israel, evidenziando il ruolo dell’intelligence militare.
Nella stessa nottata, una nuova ondata di attacchi ha preso di mira «infrastrutture del regime» nell’Iran centrale, il primo annuncio del genere dopo la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida Suprema. Precedentemente, l’Idf aveva colpito l’area di Beirut, bersagliando il gruppo Hezbollah.
Impatti economici e rischi globali
Questi sviluppi rischiano di innescare un’impennata dei prezzi energetici, con il Golfo che fornisce circa il 30% del petrolio mondiale. La forza maggiore di Bapco e gli attacchi a giacimenti strategici come Shaybah potrebbero accelerare l’inflazione globale, mentre le potenze occidentali monitorano da vicino.