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lo scenario

Emirati Arabi nel mirino: difese al 95% e rimpatri per 30.000 italiani

Abu Dhabi, pur dichiarando di non voler entrare in guerra, afferma il diritto all'autodifesa secondo la Carta delle Nazioni Unite

09 Marzo 2026, 08:55

09:00

La  Farnesina in prima linea per i rimpatri, oltre 14mila chiamate all’Unità di Crisi: quanti sono gli italiani ancora bloccati nel Golfo

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«Gli Emirati Arabi sono il Paese che più di tutti viene colpito giornalmente dagli iraniani. Ha ricevuto il doppio degli attacchi diretti verso Israele». A dirlo in un'intervista a Il Corriere della Sera è l'ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Lorenzo Fanara. La contraerea emiratina ha dato prova di grande efficacia, intercettando più del 95% dei droni, dei missili balistici e dei missili di crociera, fa sapere.

Sul rimpatrio dei connazionali, «abbiamo fatto e continuiamo a fare tutto il possibile», dice. E racconta: «Ci siamo trovati a gestire un quadro complesso, visto che c'erano circa 30 mila italiani negli Emirati. In questi casi è difficile rintracciarli uno per uno». È stato quindi seguito «il metodo concordato con la nostra Unità di crisi alla Farnesina, con la 'Task Force Golfo' creata dal ministro Antonio Tajani. Ci siamo attivati sui social con informazioni accurate e, nello stesso tempo, abbiamo inviato sms, attraverso l'Unità di crisi della Farnesina, a tutti coloro che si erano registrati sul sito del ministero Viaggiare sicuri».

Se gli Emirati entreranno in guerra: «Le autorità hanno più volte dichiarato di non voler essere coinvolti nel conflitto o in ogni sorta di escalation - ricorda - Ma affermano il diritto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la loro sovranità, sicurezza e integrità territoriale in base ai principi di autodifesa sancito dalla Carta delle Nazioni Unite». Per l'ambasciatore si tratta di «un Paese che finora ha agito con saggezza e prudenza» e crede «continuerà a farlo se non sarà costretto a difendersi».