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l'incontro

Ursula von der Leyen alla Conferenza Ambasciatori Ue: «Europa proietti potere per la pace, sostegno totale all'Ucraina e nuova strategia sicurezza»

La presidente della Commissione traccia la rotta per la politica estera, dal conflitto in Iran all'aumento della spesa per la difesa fino a 800 miliardi entro il 2030

09 Marzo 2026, 11:09

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Ursula von der Leyen alla Conferenza Ambasciatori Ue: «Europa proietti potere per la pace, sostegno totale all'Ucraina e nuova strategia sicurezza»

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Ursula von der Leyen delinea la nuova rotta dell'Europa alla Conferenza degli Ambasciatori UE: da Iran a Ucraina, la pace richiede potere e pragmatismo. In un mondo che cambia rapidamente, con conflitti che minano l'ordine internazionale, la presidente della Commissione europea ha chiamato gli ambasciatori a una diplomazia concreta, capace di proteggere interessi UE senza illusioni sul passato.

Mentre il dibattito su Iran divide – guerra di scelta o necessità? – von der Leyen va dritta al punto: niente lacrime per un regime repressivo che soffoca il suo popolo, ma focus sulle conseguenze reali che già colpiscono l'Europa: energia cara, finanza instabile, commerci interrotti, trasporti a rischio; basi britanniche a Cipro sotto attacco, droni abbattuti dalla Nato, cittadini UE nel fuoco incrociato. "Non possiamo ritirarci da questo caos", avverte, perché l'alternativa è illusoria e il futuro del sistema basato sulle regole è in gioco proprio ora.

Solidarietà con Ucraina e sfide finanziarie

Passando all'Ucraina, il messaggio è cristallino: l'Europa resta al fianco di Kiev, qualunque cosa accada altrove. Tutti bramano la pace, ma deve essere duratura, senza seminare nuovi conflitti – un lavoro quotidiano con partner per una sicurezza vera. Priorità assoluta: 90 miliardi di euro in prestiti, nonostante intoppi burocratici dopo l'ok unanime dei 27 leader. "La nostra credibilità è in gioco", sottolinea von der Leyen, ricordando che la pace europea dipende da noi.

Sicurezza come principio guida

Al cuore del discorso, la pace non è un lusso ma una missione che impone proiezione di potere: dissuadere, contrastare, influenzare. Basta essere custodi di un ordine mondiale svanito; difendiamo le regole con alleati, ma integriamo la sicurezza in ogni politica. La nuova Strategia Europea di Sicurezza lo renderà principio organizzativo: record di investimenti in difesa, 800 miliardi entro 2030, partnership con Canada, India e Australia per catene del valore robuste. L'Europa cammina sulle proprie gambe, ma non da sola.

Commercio come arma strategica

Von der Leyen guarda al commercio non come ideologia, ma come risultati tangibili per famiglie e imprese: rete di accordi che copre il 50% del Pil globale, diversificazione da India per chip e tech pulite, materie prime dall'America Latina e Australia. Oltre metà del commercio UE è prevedibile e rule-based; ora, collaborazioni con il Partenariato Trans-Pacifico per un'economia più forte, resiliente, pronta a competere nel mondo multipolare.

Diplomazia creativa per Gaza e Onu

Su Gaza e pace tra israeliani e palestinesi, l'Europa non sta ai margini: iniziative devono integrare l'ONU, non sostituirla, portando valori al tavolo. Riforme ONU urgenti, formati innovativi – Quartetti, Gruppi di Contatto – per sbloccare crisi. "Dobbiamo far sentire la nostra voce", conclude, adattando la politica estera senza perdere l'anima.

In sintesi, von der Leyen dipinge un'Europa adulta: tre pilastri – sicurezza, commercio, diplomazia efficace – per un 2026 di responsabilità condivisa. Mentre tensioni globali salgono, Bruxelles punta su unità e proiezione, lasciando illusioni al passato.