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bombardamento

Cuore d'Israele sotto i missili iraniani: due morti, IDF parla di capacità nemica ridotta ma ancora attiva

Due cittadini cinesi uccisi, sirene su Haifa per razzi dal Libano; si torna pian piano alla normalità con la riapertura scolastica

09 Marzo 2026, 11:56

12:00

Cuore d'Israele sotto i missili iraniani: due morti, IDF parla di capacità nemica ridotta ma ancora attiva

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Tragico bilancio da un attacco missilistico iraniano nel cuore di Israele: i soccorritori del Magen David Adom confermano la morte di due dei feriti colpiti dai proiettili enemy. Si tratta di due cinesi. L'episodio si inserisce in un'escalation che vede sirene d'allarme risuonare per la seconda volta stamane nell'area di Haifa, dovute a razzi lanciati dal Libano.

Dichiarazioni IDF: Capacità Iran ridotta ma attiva

Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) Nadav Shoshani, in un briefing con i giornalisti, ha rivelato che "l'Iran mantiene una capacità di lancio missilistica significativa, ma abbiamo eliminato la maggioranza dei loro lanciatori". Ha aggiunto: "Stanno gestendo le risorse con parsimonia, come dimostra la diminuzione dei tiri. Il migliore tipo di difesa è l’attacco, e uno dei nostri obiettivi è neutralizzare la loro capacità".

Shoshani ha anche condannato l'uso di bombe a grappolo da parte iraniana: "Le vediamo ogni giorno dalla guerra dei 12 giorni di giugno. Il loro impiego in aree densamente popolate è un crimine di guerra". Sul fronte coordinamento internazionale, ha rassicurato: "Gli impianti petroliferi sono obiettivi del regime. La comunicazione con l’esercito USA è eccellente e coordinata in tempo reale a ogni livello", rispondendo a report su raid israeliani su 30 depositi di carburante iraniani lo scorso sabato.

Riapertura scuole: piano graduale da mercoledì

Il ministro dell’Istruzione Yoav Kisch ha annunciato una riapertura differenziata del sistema scolastico a partire da mercoledì 12 marzo, nelle zone 'gialle' definite dal Home Front Command – aree a basso rischio missilistico con accesso a rifugi e attività lavorativa consentita. "La decisione finale spetta alle autorità locali", ha precisato Kisch. Attualmente l'intero Paese è in 'zona gialla', ma si valuta una differenziazione per il Nord, più esposto agli attacchi dal Libano.