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il caso

Caos alla Fenice, ratificata la scelta di Venezi: è scontro frontale con i sindacati

Non si placano le proteste delle maestranze contro la nomina della direttrice musicale. La Cgil attacca: «Metodo Brugnaro divisivo, incuranti dei danni al Teatro»

10 Marzo 2026, 20:13

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Caos alla Fenice, ratificata la scelta di Venezi: è scontro frontale con i sindacati

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Il Teatro La Fenice di Venezia ha ufficializzato la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale. A partire dall'ottobre 2026, e per un mandato quadriennale, la musicista guiderà l'orchestra del prestigioso teatro veneziano, una decisione ratificata oggi dal Consiglio di indirizzo presieduto dal sindaco Luigi Brugnaro.

Le motivazioni del sovrintendente

Il sovrintendente Nicola Colabianchi, con una relazione dettagliata, ha voluto motivare la scelta sottolineando la necessità di un "senso di responsabilità istituzionale" di fronte all'attenzione mediatica che ha circondato la vicenda. Per Colabianchi, l'affidamento dell'incarico a una musicista di 36 anni rappresenta un preciso "investimento sul futuro", volto a creare continuità attraverso il coinvolgimento di una nuova generazione di direttori.

Sul piano artistico, il sovrintendente ha difeso il profilo di Venezi — diplomata al Conservatorio di Milano — descrivendolo come coerente con l'identità della Fenice grazie a una solida formazione, fondata sull'analisi strutturale del testo musicale. Oltre al valore simbolico legato alla promozione della presenza femminile nei ruoli apicali del settore, Colabianchi ha evidenziato l'aspetto istituzionale: il direttore musicale, nel panorama attuale, è chiamato a essere non solo un interprete, ma un punto di riferimento per il dialogo con le strutture interne e per l'immagine del Teatro.

La protesta delle maestranze

La ratifica odierna non pone fine al clima di scontro che accompagna la nomina fin dal suo annuncio, avvenuto lo scorso autunno. Le maestranze del Teatro avevano espresso fin da subito forti perplessità, contestando sia le modalità di designazione — giudicate prive di confronto e trasparenza — sia l'adeguatezza del curriculum di Venezi rispetto alla tradizione dei predecessori.

La reazione del sindacato è stata netta. La CGIL di Venezia ha duramente criticato l'operato del sindaco Brugnaro, accusandolo di aver agito con un approccio autoritario piuttosto che istituzionale. «Quando si forza una nomina così divisiva senza cercare confronto — ha dichiarato la sigla sindacale — si vuole scientemente lo scontro frontale, incuranti dei danni prodotti al Gran Teatro La Fenice». Nonostante le proteste che hanno segnato gli ultimi mesi, la governance del teatro ha confermato la linea intrapresa, segnando un punto di svolta definitivo nella gestione artistica dell'ente.