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Mojtaba Khamenei ferito in un raid Israeliano: «E' salvo, portato in un posto sicuro»

L'indiscrezione del New York Times confermata da diverse fonti sia a Teheran che a Tel Aviv

11 Marzo 2026, 10:57

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Mojtaba Khamenei ferito in un raid Israeliano: «E' salvo, portato in un posto sicuro»

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La crisi mediorientale si arricchisce di un nuovo, enigmatico tassello che getta ombre sulle reali condizioni di salute ai vertici della Repubblica islamica. La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei sarebbe rimasta ferita, in particolare agli arti inferiori, durante uno degli attacchi condotti da Israele nelle fasi iniziali dell’attuale conflitto.

La rivelazione è stata pubblicata dal New York Times, che cita tre distinte fonti iraniane. Stando alle indiscrezioni raccolte dal quotidiano statunitense, nonostante le ferite riportate il leader risulterebbe vigile e cosciente. In questo momento si troverebbe tuttavia al riparo in una località ad alta sicurezza, con canali di comunicazione ridotti al minimo.

Il timore dell’apparato di sicurezza di Teheran è che qualunque segnale possa tradire l’esatta ubicazione, esponendolo a rischi ulteriori.

Un riscontro, almeno parziale, giunge anche da fonti israeliane: due esponenti militari dello Stato ebraico hanno riferito che l’intelligence ritiene che Khamenei sia stato colpito a una gamba già nel primo giorno di guerra, prima ancora della sua formale investitura a Guida Suprema.

Mojtaba è infatti salito al vertice dopo la morte del padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso lo scorso 28 febbraio in una serie di attacchi congiunti israelo-statunitensi.

Yousef Pezeshkian, figlio del presidente Masoud Pezeshkian e consigliere governativo, è intervenuto sui social per contenere gli allarmismi. In un messaggio su Telegram ha scritto: “Ho sentito la notizia che Mojtaba Khamenei è rimasto ferito. Ho chiesto ad alcuni amici che avevano contatti. Mi hanno detto che, grazie a Dio, è sano e salvo”.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la televisione di Stato iraniana che, pur senza fornire dettagli sull’entità o la natura delle eventuali lesioni, ha definito recentemente Mojtaba Khamenei un “veterano ferito della guerra del Ramadan”, formula con cui il regime indica il conflitto in corso. Una scelta lessicale che suona come una conferma indiretta dell’accaduto, incorniciandolo nel registro del sacrificio patriottico.