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il caso

Due sindaci gay, uno di FdI e l'altro della Lega, si sposano: «Ma siamo per la famiglia tradizionale»

Unione civile tra due sindaci del centrodestra: la cerimonia a Pordenone che incrina le narrazioni consolidate sui diritti civili

11 Marzo 2026, 12:55

13:00

Due sindaci gay, uno di FdI e l'altro della Lega, si sposano: «Ma siamo per la famiglia tradizionale»

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«La destra è più avanti di tanti altri, nei fatti». Con questa affermazione, insieme personale e profondamente politica, Alessandro Basso, sindaco di Pordenone in quota Fratelli d’Italia, ha annunciato la sua imminente unione civile con Loris Bazzo, esponente della Lega e primo cittadino di Carlino (Udine).

Una notizia che non è soltanto il coronamento di un rapporto solido costruito in cinque anni, ma che segna anche un passaggio inedito nel panorama nazionale, capace di incrinare consolidate narrazioni sui diritti civili. La cerimonia si terrà il 27 giugno nel Chiostro di San Francesco a Pordenone.

Nonostante gli intensi impegni istituzionali nei rispettivi Comuni, i due convivono già a Carlino, dove condividono la quotidianità con due bulldog francesi e due gatti.

Al di là della dimensione privata, è però l’impatto pubblico di questa scelta a catalizzare l’attenzione in Friuli Venezia Giulia. «Siamo la prova che i tempi sono cambiati e che è possibile affrontare queste scelte con serenità, senza dover nascondere nulla», ha spiegato Basso.

Le sue parole costruiscono un ponte inatteso tra il posizionamento storico della sua area e la realtà vissuta. Già consigliere regionale e dirigente scolastico, il sindaco non rinnega le proprie radici: «Siamo due cattolici praticanti e, sia per credo religioso sia per convinzione politica, siamo fortemente rivolti verso il rispetto della famiglia tradizionale e dei suoi valori».

Con pragmatismo, però, aggiunge che «la vita prende strade diverse, e noi abbiamo scelto di percorrerla con onestà e alla luce del sole», ricordando anche le difficoltà affrontate in passato dal futuro marito, padre di due figli.

Per Basso, questa scelta segna il superamento di barriere e un chiaro segnale di maturità politica. Ribaltando consolidate contrapposizioni, afferma: «Il nostro matrimonio riassume tanti anni di attacchi della sinistra. [...] Va detto che la destra ha superato, in tema di diritti, la sinistra: fino a qualche tempo fa non si poteva immaginare».

Un “inedito” anche per la forma: una coppia composta da due sindaci in carica resta un evento assai raro.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia ha rivolto «felicitazioni sincere senza polemica» per un passo così significativo, ma ha contestualmente ricordato un dato storico: questa possibilità è stata «resa possibile dalla legge sulle unioni civili approvata da un governo di centrosinistra con voto di fiducia», una norma rispetto alla quale il centrodestra si schierò allora contro.

Per il centrosinistra, le imminenti nozze confermano che «i tempi erano maturi per una buona legge»; agli auguri si è accompagnato l’auspicio che la felicità di Basso e Bazzo sia di «buon presagio per le molte coppie che, per status, pregiudizi o altro, non possono vivere in piena luce il loro amore» né formalizzarlo acquisendo pari diritti e doveri.

Il 27 giugno, dunque, non sancirà soltanto un vincolo personale, ma scriverà una pagina nuova, densa di riflessioni e implicazioni, per la vita pubblica italiana.