Montecitorio
Guerra in Iran, bagarre alla Camera. Meloni: «Noi siamo stati chiari, a qualcuno dispiace»
La presidente del Consiglio risponde alle critiche dell'opposizione. Magi: «A Trump il Nobel per la Pace, a voi per la satira»
«Noi siamo stati chiari, molto chiari anche sulla guerra in Iran..al mio posto sono certa avreste fatto meglio, non lo sapremo mai. Anzi forse un giorno sì...». A dirlo è stata la premier Giorgia Meloni nel corso della replica in Aula alla Camera in occasione delle comunicazioni sulla guerra in Iran e il Consiglio Ue. Tra gli interventi a cui rispondeva, quello del leader di Più Europa Riccardo Magi: «Presidente Meloni, non ci ha detto oggi se è ancora convinta che vada conferito a Trump il Nobel per la Pace, in questo caso saremo noi a dover candidare voi al Nobel per la satira politica. Il vostro sforzo creativo e letterario merita infatti di essere premiato: siamo passati da 'il diritto internazionale vale fino a un certo punto', pronunciato da Tajani, al suo "non condanno né condivido" dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. L'unica sovranità da difendere e da rafforzare oggi è la sovranità europea», «noi non ci rassegniamo e continueremo a portare questa priorità», ha aggiunto.
Meloni ha quindi detto: «Continuate a raccontare un mondo che non esiste anche se mi rinfranca che per trovare un argomento efficace dobbiate dire cose che non sono vere. Vale per le parole di Trump sui soldati in Afghanistan su cui c'è stato un intervento fermo del governo e sull'episodio dei carabinieri italiani che venivano fatti inginocchiare su cui il governo ha fermamente protestato. Ad alcuni in questa Aula è dispiaciuto che la condanna sia stata chiara e ferma, anche sulla strage delle bambine. Speravate che il governo non lo facesse e su questo speravate di costruire un pezzo della vostra polemica. Io penso che voi vogliate continuare a raccontare la vostra storia e per forza continuare la narrazione che portate avanti e qualsiasi cosa questo governo faccia non sarà mai sufficiente».
Critiche anche da Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana e di Alleanza Verdi e Sinistra: «Alla fine - ha detto - non ce l’ha fatta neanche oggi, l’amplomb istituzionale, l’appello all’unità, il tavolo... forse ce l’aveva proposto con troppo anticipo, sarebbe stato più saggio aspettare ancora un pò di giorni. Poi mancano tutti gli elementi per avere un quadro chiaro della situazione. Tutto questo aplomb è scivolato via nel suo comizio finale, nello show, ma questo show non cambia la sostanza: è venuta molto tardi a parlare con le opposizioni, con il Parlamento di una guerra scatenata dal suo amico Donald Trump, assieme al vostro amico Benjamin Netanyahu senza dirci niente. Noi siamo ancora qui a farle la stessa domanda: che cosa pensa di questa guerra?».
«Noi oggi parliamo di una situazione complessa e difficile. Ma sappiamo che nel giro di qualche settimana, forse di qualche giorno, la situazione può diventare anche drammatica, non solo sul piano militare, ma anche su quello economico. La crisi internazionale che stiamo vivendo contiene in sé una serie di domande senza risposta, che sono figlie di un disorientamento collettivo di fronte a una escalation dei conflitti che la politica attuale non è più in grado». Lo ha detto in dichiarazione di voto alla Camera Roberto Giachetti di Iv.