LA GUERRA
Trump all'Iran: «Colpiremo duro». Alle navi bloccate: «Tirino fuori le palle». E su Putin: «Aiuta Teheran»
Le parole del presidente Usa a Fox News alimentando un dibattito acceso sulla gestione del conflitto
Donald Trump ha rilasciato una serie di dichiarazioni sull'Iran in un'intervista a Fox News andata in onda domenica, i cui contenuti più scottanti sono emersi soltanto oggi, alimentando un dibattito acceso negli Stati Uniti sulla gestione del conflitto in corso con Teheran.
Lo scenario: lo Stretto di Hormuz come nuova linea del fronte
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran — entrato nella sua fase più acuta circa due settimane fa con l'avvio di operazioni militari americane contro obiettivi iraniani — ha rapidamente trasformato lo Stretto di Hormuz in uno dei punti più caldi del pianeta. Il passaggio strategico, largo appena 33 chilometri nel punto più stretto e attraversato da circa un quinto di tutto il petrolio trasportato via mare nel mondo, è diventato teatro di attacchi iraniani contro naviglio commerciale. Diverse imbarcazioni mercantili sono state colpite nelle ultime settimane, e molte altre hanno scelto di restare in attesa al di fuori dello Stretto, in attesa che la situazione si chiarisse — una scelta che Trump non ha apprezzato.
"Tirino fuori le palle"
Il presidente americano ha usato toni da caserma per sbrigare la questione: le navi mercantili in attesa vicino allo Stretto di Hormuz dovrebbero, secondo lui, "tirare fuori le palle e attraversarlo". Le parole, pronunciate nell'intervista di domenica, hanno suscitato immediate reazioni critiche da parte dell'opposizione democratica, che ha accusato Trump di minimizzare pericolosamente i rischi reali a cui sono esposte le imbarcazioni civili in una zona di guerra attiva. Per i democratici, la frase è emblematica di un approccio alla crisi che sottovaluta la complessità del conflitto e mette a repentaglio vite e commerci internazionali.
Il registro ruvido del presidente ha irritato non solo i democratici ma anche parte dell’industria energetica e della comunità marittima, che guardano alla sicurezza con un criterio eminentemente tecnico: corridoi difesi, scorte navali, dragaggi anti-mina, regole d’ingaggio chiare e — soprattutto — disponibilità di copertura assicurativa. Senza quest’ultima, “il coraggio” evocato in conferenza non muove neppure una zavorra:
"Li colpiremo molto duramente la prossima settimana"
Sul fronte militare, Trump ha annunciato un'escalation imminente. "Li colpiremo molto duramente nel corso della prossima settimana", ha dichiarato, riferendosi all'Iran, a circa due settimane dall'inizio delle operazioni. Una promessa che arriva in un momento in cui le tensioni militari sono già altissime e la comunità internazionale guarda con crescente preoccupazione all'evolversi della situazione nella regione del Golfo Persico.
Il presidente ha però anche lasciato aperta la porta a una risoluzione rapida, affermando che il conflitto potrebbe finire "a breve" — pur precisando, con una formula piuttosto sibillina, che stabilirà la fine delle ostilità "quando lo sentirò a pelle". Un'indicazione che non ha contribuito a rasserenare alleati e mercati.
Il ruolo della Russia e la partita a scacchi globale
Nell'intervista, Trump ha anche toccato il tema del coinvolgimento russo. Secondo il presidente americano, Vladimir Putin starebbe aiutando l'Iran "un pochino" nel conflitto. La spiegazione che Trump offre è quasi da manuale della guerra fredda: "Probabilmente lui pensa che noi stiamo aiutando l'Ucraina", ha detto, lasciando intendere che il sostegno russo a Teheran sarebbe una forma di ritorsione speculare all'appoggio americano a Kiev. Un ragionamento che rivela quanto le crisi geopolitiche contemporanee siano ormai intrecciate in un unico grande confronto tra potenze.
Il destino del regime iraniano
Infine, Trump si è espresso sulla tenuta politica della Repubblica Islamica, pronosticando che il regime "cadrà, ma forse non immediatamente". Ha riconosciuto che il percorso verso un cambiamento interno è tutt'altro che semplice: "Quando vanno in giro con le mitragliatrici e abbattono chi protesta — quando dicono 'tutti quelli che manifestano li prenderemo per strada' — penso che sia un grosso ostacolo da superare per le persone che non hanno armi". Una caduta del potere da parte del popolo iraniano, ha aggiunto, si verificherà "probabilmente", ma i tempi restano incerti.
Le dichiarazioni di Trump arrivano in un momento in cui l'economia globale guarda con ansia allo Stretto di Hormuz: i prezzi del petrolio sono già sotto pressione, e ogni nuova interruzione del traffico commerciale nella zona rischia di avere ripercussioni ben oltre il teatro bellico.